giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Usa il senatore socialista
che sfida Hillary Clinton
Pubblicato il 29-06-2015


Hillary-Clinton-Bernie-SandersSecondo i sondaggi Hillary Clinton non avrebbe rivali nella corsa alla Casa Bianca, ma prima dovrà comunque vincere le primarie democratiche sui compagni di partito Lincoln Chafee, Martin O’ Malley e il socialista Bernie Sanders.

Sanders 74 anni ex sindaco di Burlington la città più grande dello Stato del Vermont, è il candidato indipendente che si (auto) proclama socialista, nel senso più americano del termine, militando da sempre nella sinistra radicale made in USA. Nato nel 1941 a Brooklyn da una famiglia di immigrati ebrei, laureato in scienze politiche, attivista nel movimento per i diritti civili, dopo la laurea sceglie di vivere per qualche mese in un kibbutz israeliano. Una volta tornato in America, sempre nel 1964, trasferisce nel Vermont – Stato con una grande tradizione anarchica, anche italiana, e di sinistra – dove negli anni ha lavorato come muratore, filmmaker, scrittore e ricercatore, prima di entrare in politica nel 1971 quando si è iscritto al Liberty Union Party del Vermont, che al tempo si batteva contro la guerra in Vietnam.

Sanders candidato indipendente perché troppo di sinistra per le posizioni del partito democratico, fra le altre cose è un accanito sostenitore della «rivoluzione politica contro la classe miliardaria», senza celare il fatto che la sua avversaria Hillary Clinton fa parte di quella classe super ricca contro cui il popolo americano dovrebbe schierarsi.

Nessun problema in casa Clinton, che ha accolto la candidatura di Sanders con lo stile tipico che si concede agli sfidanti senza alcuna speranza di vincere la corsa elettorale.
La realtà è che Sanders farà bene alla campagna elettorale democratica e a quella di Hillary Clinton. Come spiega il Washington Post, Sanders non si è candidato per vincere, ma ha candidato una causa.
Il senatore del Vermont vuole portare le sue questioni al centro del dibattito politico e farle diventare parte delle promesse democratiche per il prossimo quadriennio mandato alla Casa Bianca.

I suoi ideali di sinistra ricorderanno agli elettori liberal la loro frustrazione nei confronti di Clinton, ma allo stesso tempo la aiuteranno a presentarsi come una moderata, le cui posizioni rassicureranno a novembre 2016 gli elettori indipendenti, quelli che spesso decidono l’esito delle elezioni.

Laura Agostini

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