domenica, 11 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

VINCE L’ASTENSIONISMO
Pubblicato il 01-06-2015


Voto_elezioniUna botta, ma non un tracollo. Nelle elezioni svoltesi domenica per il rinnovo di sette Consigli regionali, il PD, il partito del Presidente del Consiglio alla fine ha perso la Liguria, ma ha riconquistato la Campania con un risultato che in termini calcistici si sintetizza in un 5 a 2, ma che dice solo una parte della verità elettorale e politica. Il vice di Renzi, Lorenzo Guerini, l’ha definito un “importante risultato”, ma il voto consegna un’immagine del Partito Democratico che ha poco di lusinghiero, fatto soprattutto di divisioni profonde e lotte intestine e soprattutto molto lontano dall’essere il partito autosufficiente di veltroniana memoria.

Per niente bene il Movimento 5 Stelle che ha dimostrato di mantenere un livello di consenso molto alto su tutto il territorio nazionale anche in una tornata elettorale amministrativa dove l’insediamento storico dei partiti ha sempre avuto un peso determinante, ma che a conti fatti ha perso una valanga di voti veri rispetto alle precedenti elezioni (vedi dati Istituto Cattaneo a fondo articolo). L’impressione è comunque di un ‘nuovo’ che avanza e che, con una media del 20% nazionale, conquistato tutto da una sola lista, lancia un’ipoteca netta per il futuro del Paese: se si dovesse votare con la pessima legge elettorale voluta da Renzi, l’Italicum, – perché con la legge elettorale contano le percentuali – al secondo posto ci potrebbe essere proprio Beppe Grillo e come già accaduto a Parma, a Livorno e in altri centri minori, il ballottaggio potrebbe premiarlo.

Tra i vincitori veri c’è indubbiamente la Lega di Salvini che ha aiutato a risollevarsi il partito di Berlusconi, con cui ha vinto la partita della Liguria, confermandosi così come un possibile futuro antagonista.

“Nonostante la crescita dei partiti antisistema e fortemente populisti, la sinistra riformista italiana si muove in controtendenza rispetto a quella europea e continua a vincere nella grande maggioranza delle Regioni”. É il primo commento del Segretario del PSI, Riccardo Nencini, ai risultati delle elezioni regionali. Per Nencini, “c’è comunque la necessità da una parte di accelerare il processo delle riforme, soprattutto in tema di redistribuzione della ricchezza, lotta alla povertà e assumendo misure più incisive a protezione della sicurezza dei cittadini, dall’altra fare assumere alla UE comportamenti più responsabili nell’accoglienza ripartita tra i vari Paesi dei profughi e consegnando a quei migranti che vivono in Italia un comportamento che non sia lesivo dei modelli di libertà e civiltà costruiti in secoli di lotte dall’Occidente”.
Nencini, commentando poi il risultato del PSI nelle sette regioni al voto, afferma che “le liste socialiste sono state decisive per la vittoria dei candidati alla presidenza del centrosinistra in Campania (2.11% – dato non definitivo) e in Umbria (3,5%). Lavoreremo a rendere più forte il progetto politico presentato sia in Toscana (2% circa) che nelle Marche (5%), una sorta di terza forza antagonista a quella sinistra radicale radicale che ha consentito la vittoria del centrodestra in Liguria”- ha concluso Nencini.

E gli altri, tutti vincitori? No, i risultati di Forza Italia si confermano cattivi come quelli del NCD di Alfano, alleato nel governo con Renzi. Ma il risultato che tende a passare senza commenti ed è invece il peggiore in assoluto è quello dell’astensionismo. La metà degli italiani non va più a votare con un calo continuo e ininterrotto che si registra da due decenni. Forse non trova più la lista del cuore, oppure non ha fiducia nei leader e nei partiti in corsa, qualunque sia la motivazione, la bocciatura è netta e una democrazia dove gli elettori disertano le urne, è una democrazia che non sta davvero i n buona salute. Per la Toscana, ad esempio, sottolinea il segretario del PSI, Riccardo Nencini, l’affluenza scesa sotto il 50%, “apre un problema, anzi un grosso problema”. “Fino al 2010 la Toscana era in una posizione di eccellenza a livello nazionale per senso civico e rispetto per le istituzioni, come dimostrava l’alta affluenza alle urne nella regione”.

La portavoce del Psi, Maria Pisani aggiunge che “incuriosiscono i festeggiamenti grillini così come le grida di giubilo a destra. I risultati elettorali non sono un’opinione. I goal di scarto a sinistra sono netti e il dato complessivo è chiaro. Noi siamo più che soddisfatti per il risultato raggiunto. In Umbria e in Campania le nostre liste hanno spostato l’ago della bilancia a sinistra.  In Toscana abbiamo costruito un buon esperimento, nelle Marche raccolto un risultato straordinario così come a livello amministrativo le nostre liste hanno raggiunto percentuali molto alte in molti comuni, da Nuoro, a Ceccano, a San Giovanni in Fiore.  E’ la conferma – conclude – che chi semina con passione e serietà, raccoglie, sempre”.
Il dato emblematico di queste consultazioni regionali è dunque quello della bassa affluenza alle urne. Ai seggi è andato solo il 52,2% degli italiani, quasi 12 punti in meno rispetto al 64,1% delle precedenti consultazioni regionali.

Discorso a parte sull’analisi del voto partito per partito dove, scansato l’equivoco delle percentuali che fa da scherno alla realtà del peso delle schede nelle urne, si scoprono verità molto amare per qualcuno.

È ancora il caso del PD a trazione renziana che rispetto a un anno fa ha perso per strada due milioni di voti e malissimo è andata anche al M5s nonostante le apparenze. A darne conto è l’Istituto Cattaneo, in un’analisi del voto di domenica.

Per il PD la perdita è di 2.143.003 di voti rispetto al 2014 e di 1.083.557 rispetto al 2013, quando era segretario Pier Luigi Bersani.

Il Movimento 5 Stelle ha perso rispetto al 2014 circa 893 mila voti, 1.953 mila rispetto all’exploit del 2013.

Forte calo anche per Forza Italia che ha lasciato per strada 840 mila voti rispetto alle europee e 1.929mila in confronto con le politiche 2013. Per gli azzurri il calo in Veneto è particolarmente rilevante perché in due anni Forza Italia ha perso quasi l’80% dei consensi.

Unico partito che può legittimamente cantare vittoria è la Lega di Matteo Salvini che ha guadagnato 256.803 voti rispetto alle europee 2014 e 402.584 rispetto alle politiche 2013. In Toscana il numero di consensi per la Lega è salito del 1220%, cioè i voti sono più che decuplicati, in Umbria addirittura del 1499%.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo

Lascia un commento