martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

VIVA LA SCUOLA
Pubblicato il 23-06-2015


Scuola-Riforma

Alla fine il governo ha optato per un maxiemendamento per presentare la riforma della scuola. Un testo che scontenta le opposizioni che sono concordi nel dire che di fatto “l’impianto rimane lo stesso”. E quindi gli emendamenti di Sel, M5S e Lega non saranno ritirati. Il maxiemendamento, presentato in Commissione Istruzione al Senato dai relatori Francesca Puglisi e Franco Conte, obietta la maggioranza (renziana), “raccoglie quanto abbiamo ascoltato durante le audizioni al Senato e il dibattito in Commissione. Ci sono alcuni punti rilevanti di miglioramento del testo: per esempio viene migliorato l’equilibrio del comitato che deve stabilire i criteri per assegnare ai docenti la quota premiale. Vogliamo invitare le opposizione e tutti i membri di commissione a leggere con attenzione questo emendamento”.
Dunque qualcosa è cambiato. “Maxi emendamento pronto. Idonei tutti assunti al 2015. Una battaglia vinta – scrivono in una nota congiunta il segretario del Psi Riccardo Nencini e Marco Di Lello, presidente dei parlamentari socialisti – di cui essere orgogliosi. Anche in Italia conta il merito. Non siamo ancora soddisfatti. Presenteremo ancora sub emendamenti per ridare un futuro ai precari della seconda fascia e evitare che le risorse pubbliche vadano alle scuole paritarie”.

LE MODIFICHE
La novità delle assunzioni a chiamata diretta negli ambiti territoriali e nell’ambito delle reti di scuole sarà posticipata al prossimo anno. E’ questa una delle carte forti che i relatori della riforma della Buona scuola al Senato hanno portato oggi in commissione Istruzione. Altra novità è rappresentata dalla valutazione dei dirigenti scolastici che avverrà anche da ispettori esterni secondo “una serie di parametri dettagliati in questo emendamento”.
Altra novità inserita nel maxiemendamento è costituita dall’inserimento nel Comitato per la valutazione dei docenti di un “componente esterno individuato dall’Ufficio scolastico regionale tra docenti, dirigenti scolastici e dirigenti tecnici”.

LE ASSUNZIONI
Nel piano assunzionale straordinario dei docenti precari “entreranno anche alcuni idonei” del concorso 2012. “Avevamo chiesto di ridurre drasticamente il numero degli emendamenti – ha concluso Puglisi – e non è stato fatto, quindi abbiamo fatto una controproposta che raccoglie contenuti di molti emendamenti e del dibattito. Ci sono punti qualificanti, come la carta dello studente inserita nella delega sul diritto allo studio e il limite di 100 mila euro per lo school bonus, posti dalle opposizioni e abbiamo pensato di inserirli nella proposta”.
Ottimista il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini che ha ribadito che il maxi emendamento “contiene molto chiaramente la fattibilità assoluta e concreta del piano assunzionale” dei docenti precari “così come è stato concepito dal governo, nel rispetto dei tempi, quindi di questo anno scolastico. C’è la possibilità che il provvedimento vada a buon fine come noi ci auguriamo. Ora si tratta di procedere speditamente con i lavori al Senato”. Per il Ministro Giannini il maxiemendamento rappresenta “un ottimo lavoro di sintesi” che mette “3 miliardi di euro nelle casse della scuola italiana pubblica”.

NIENTE STRALCIO ASSUNZIONI
Le assunzioni rimangono quindi parte integrante della proposta e non vengono stralciate come avevano chiesto le opposizioni. Questo è un punto centrale che permette a Renzi di andare avanti lasciando la responsabilità del buon esito delle assunzioni alla velocità con cui il Parlamento procederà all’analisi e all’approvazione del testo. Infatti il capo del Governo, a Courmayeur per l’inaugurazione della nuova funivia del Monte Bianco, ha commentato secco: “Se la riforma andrà avanti ci saranno 100 mila nuove assunzioni, un grande investimento sugli insegnanti e una riorganizzazione con il cosiddetto organico funzionale. Altrimenti ci sarà il regolare turnover, con 20-25 mila assunzioni”.

DIFFICILE FARE RIFORME
“A conti fatti – ha affermato Giancarlo Volpari, responsabile nazionale scuola del Psi – la sinistra italiana va regolarmente in cortocircuito a fronte di scelte in linea con il riformismo. In particolare se all’ordine del giorno c’è la riforma del sistema scolastico nazionale, Negli ultimi trent’anni ha bocciato la riforma Berlinguer, poi è toccata la stessa sorte a Prodi. Le sue tesi sulla scuola erano certamente degne di sorte migliore. Oggi – ha detto ancor a Volpari – è sotto attacco il progetto di riforma di Renzi. Inevitabile una domanda: è possibile sostenere che il sistema scolastico italiano non abbia bisogno di nessun tipo di intervento in senso riformatore? Dati incontestabili dicono che no, non è possibile difendere la scuola italiana a prescindere. Basta soffermarci a riflettere su quel 18% di studenti della scuola secondaria di secondo grado che ogni anno escono dal sistema a mani vuote, cioè senza aver conseguito un qualsiasi diploma e, quindi, obbligati ad affrontare il mondo del lavoro a mani nude. A fronte di tutto questo, si risponde con atteggiamenti di chiusura al dialogo sulle ipotesi di interventi legislativi di riforma .dell’attuale sistema. In particolare il rifiuto di ogni ipotesi di valutazione del lavoro dei docenti. Rifiuto ancor più ingiustificato – ha concluso l’esponente socialista – se si riflette sul fatto che sono proprio gli stessi insegnanti quelli che giorno dopo giorno, nello svolgimento del loro lavoro, giudicano e valutano gli alunni”.

OPPOSIZIONI SULLE BARRICATE
Ma il maxiemendamento non è piaciuto alle opposizioni e la risposta di chiusura di Sel, M5S e Lega non si è fatta attendere. Per la senatrice di Sel, Alessia Petraglia si tratta di una “riscrittura dello stesso testo, a parte piccole modifiche peggiorative. Noi – ha proseguito – speriamo si possa continuare il lavoro parlamentare, con una discussione seria. A meno che non ci stiano prendendo in giro e questo non sia alla fine solo un testo propedeutico a quello su cui il governo porrà la fiducia in Aula. Qui si corre il rischio dell’ennesima farsa”.

Giudizio negativo anche dal Movimento 5 Stelle che con la senatrice Enza Blundo ha affermato che nella “sostanza non cambia nulla”. Dalla la Lega il capogruppo Gian Marco Centinaio ha detto che la Lega ha presentato solo 130 emendamenti, di merito e non certamente per ostruzionismo: se qualcuno verrà accolto, non lo presenteremo più. Sennò rimarrà. Non facciamo sconti a nessuno”. Con la presentazione di un maxiemendamento i tempi per la presentazione di subemendamenti “saranno ragionevolmente brevi” ha detto il Presidente della Commissione Istruzione del Senato, Andrea Marcucci, al termine della seduta. Il termine infatti è stato fissato alle 14 di mercoledì. “Certamente – ha aggiunto Marcucci – arrivare in aula in tempi molto rapidi è una priorità. Sappiamo che su questo ci sarà un confronto forte e determinato. I tempi sono una variabile rilevante”.

IPOTESI FIDUCIA
Mercoledì dopo la scadenza per i subemendamenti si riunirà nuovamente l’ufficio di presidenza della commissione per decidere come procedere e, in caso di iter normale, si inizierà a votare alle 15. Per i momento la parola fiducia non si è sentita girare in modo ufficiale ma di fronte al rifiuto delle minoranze di ritirare la grande mole di emendamenti presentati l’ipotesi di porla si fa sempre più concreta. La questione di fiducia potrebbe essere presentata dal governo già questo giovedì nell’aula di Palazzo Madama.

Ginevra Matiz

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Commenti all'articolo
  1. Innanzitutto è un atto di prepotenza e di arroganza pretendere di riformare la scuola contro il parere dell’80% delle persone che vi lavorano (lo sciopero ha visto una partecipazione molto alta).
    Ancor più grave è pretendere di farlo a colpi di fiducia, violentando le regole del confronto parlamentare ed extraparlamentare.
    Nel merito, qui non si tratta di opporsi a qualsiasi riforma, al contrario, si tratta di opporsi ad una riforma pessima.
    Si parla di qualità e merito? Bene si sappia che saliranno in cattedra anche docenti che non hanno l’abilitazione per quella materia.
    Si parla di autonomia? Quale? Quella del dirigente di assumere i parenti di un altro dirigente o i suoi amici?
    E che fine farà la libertà di insegnamento, garantita dalla Costituzione, con un comitato di valutazione in cui siedono addirittura genitori ed alunni?
    E quale rispetto si dimostra nei confronti del dettato costituzionale che vieta il finanziamento della scuola privata?
    E che fine faranno tutti i precari che lo Stato prima ha fatto abilitare a loro spese ed oggi non hanno una prospettiva?
    E tutti i giovani o meno giovani della terza fascia che speravano di poter lavorare nella scuola, anche in un futuro non lontano?
    Cosa c’è di socialista in questa riforma? Forse il fatto che si apre la strada ad influssi dei capitali privati nelle scelte delle scuole?
    I compagni senatori, in primis Nencini che ha la responsabilità del partito sulle sue spalle, non si macchino di avallare questo abominio di riforma. Se un minimo di sangue socialista ancora scorre nel loro albero circolatorio, lo dimostrino sfiduciando Renzi e questo governo, il peggiore della storia della sinistra, il peggiore della storia d’Italia.

  2. Renzi minaccia e ricatta i Parlamentari “se non approvate le proposte saltano le 100.000 assunzioni”. Si è scordato l’impegno di incontarre i Sindacati e oggi punta in subordine al previsto maxi-emendamento e “alla fiducia su di esso già autorizzata dal CdM”. Rimane il blocco dei contratti e il finanziamento alla Scuola privata. Nulla contro l’abbandono scolastico. Non capisco il giudizio “orgoglioso” del nostro Partito, pur sapendo che le modifiche limitate non sono affatto il frutto delle nostre pressioni e richieste. Siamo più seri e chiediamo che il Governo ascolti le parti sociali e “anche le proposte delle forze di maggioranza”. Siamo piccoli ma almeno salviamo la nostra dignità Socialista.

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