sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

A Nettuno il Festival
dedicato al cinema
di guerra e pace
Pubblicato il 16-07-2015


guerra-e-paceRivisitare il passato in modo critico e consapevole per conoscere il presente. Rileggere il presente alla luce di un passato fatto di storie, immagini, personaggi e sentimenti che fanno parte della nostra memoria storica. Questo il viaggio che ‘Guerre & Pace FilmFest’ intende far percorrere al suo pubblico. Evento unico nel suo genere, il Festival è dedicato al cinema di guerra e di pace e – come ogni anno – è ospitato nel suggestivo complesso architettonico di Forte Sangallo a Nettuno. Ogni anno la kermesse presenta un tema diverso: il fil rouge di quest’edizione è la domanda ‘Scontro di civiltà?’. Oltre alla proiezione di film, la rassegna dedica uno spazio alla produzione documentaristica dell’Istituto Luce e – tra una proiezione e l’altra – è possibile partecipare a incontri, dibattiti e presentazioni di libri.

IL FESTIVAL E IL PROGRAMMA – Il Festival – giunto alla sua XIII edizione – si concluderà domenica 19 luglio con la proiezione pomeridiana del documentario ‘9 x 10’ firmato da nove autori italiani che hanno realizzato una pellicola senza girare una sola immagine: il film è stato scritto interamente in sala di montaggio. Prodotto e distribuito dall’Istituto Luce ‘9 x 10’ è un film di montaggio che attinge dai suoi archivi, preziosa risorsa per i ricercatori e miniera di immagini per i registi. Alle 20.30 seguirà la presentazione del libro di Bruno Ballardini ‘Isis®. Il marketing dell’apocalisse’, in cui l’autore – saggista ed esperto di comunicazione strategica – fa il punto sull’avanzata del cosiddetto Islamic State of Iraq and Siria.

Alle 21 infine è prevista la proiezione del film ‘Pitza e datteri’ per la regia di Fariborz Kamkari, commedia che racconta di una pacifica comunità musulmana di Venezia che viene sfrattata dalla sua moschea da un’avvenente parrucchiera che la trasforma in un salone di bellezza. In soccorso viene chiamato un giovane e inesperto Imam afghano per riprendersi il loro luogo di culto. Tutti i loro goffi tentativi falliscono comicamente, ma alla fine troveranno un luogo e un aiuto da chi non avrebbero mai pensato.

Silvia Sequi

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