sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Renzo Tortelli e la sua umanità in immagini in una retrospettiva a Milano
Pubblicato il 16-07-2015


mostra fotograficaUn weekend tra arte ed umanità messa in foto. Raccontata da un grande maestro dello scatto. È possibile a Milano, presso il Salone Elica-Fuori Expo 2015, sabato 18 e domenica 19 luglio prossimo, grazie a “Terramare. Visioni dalle Marche”: la mostra fotografica del Maestro Renzo Tortelli, presentata da ‘Marche Best Way’ (piattaforma di promozione delle eccellenze produttive e artistico-culturali marchigiane) nell’ambito di “Luci dal Porto”, un progetto di promozione di Civitanova Marche. Si tratta di 40 scatti per un viaggio attraverso emozioni e sentimenti che raccontano gli stati d’animo che caratterizzarono chi visse il dopoguerra italiano: dall’innocenza e dalla spensieratezza di un bambino, allo sguardo speranzoso verso un futuro diverso nelle pause dal tormento, dalla confusione, dall’agitazione, dalla tensione, dalla sofferenza di un conflitto bellico atroce e di bombardamenti spietati, di donne e uomini stanchi di fare la guerra.

La pace e il conforto che sanno dare la campagna e i ricordi (e dal rimpianto nostalgico) dei bei tempi vissuti in tranquillità al ritmo delle giornate scandite dai tempi dei campi, o che suscita il mare piatto e calmo se non agitato in onde increspate e crude, inaridite come i cuori di molti uomini e che sembrano le grida di dolore uscite dalla bocca dell’’Urlo’ di Munch, quasi a gridare e urlare appunto un “no” a tutta quella (auto)distruzione bellica. Parallelamente alla rappresentazione della fatica nei campi e di mani sporche di sudore, invece, che però sanno di dignità di chi con sacrificio si guadagna ogni giorno di che vivere. Renzo Tortelli vuole dare quasi una nuova aura a tutto quel periodo, di un dopoguerra degli anni ’50 e ’60 che segnò la vita di molti italiani e la storia del nostro Paese. Quasi osservando con un nuovo sguardo le persone e i passaggi che lo hanno scritto e vissuto sulla loro pelle.

Una visione nuova che gli deriva dalle sue esperienza passate. Innanzitutto occorre evidenziare l’autorevolezza della fonte, un Maestro insignito nel 2012 dalla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) del titolo di Insigne Fotografo Italiano. E poi la sua formazione artistica in gioventù, che risulterà fondamentale: a Cadore, dove lavora nella fabbrica di occhiali Safilio, e poi gli insegnamenti appresi a Rovigo da un parente ottico. Tanto da decidere di diplomarsi proprio nelle Marche a Civitanova Marche, terra che gli è cara dunque, presso l’Istituto Nazionale di Ottica di Arcetri. mostra fotografie Qui nel 1952 aprirà il primo negozio di ottica della città. E qui verrà a contatto coi più celebri club fotografici. Sua moglie stessa, Eleda Pettinelli, è ancora un’affermata fotografa. Nella sua espressione artistica guarderà ad esempi di maestri quali Weston, Brassai e Tina Modotti. E la sua prima personale è del 1961, che tenne proprio al Circolo Fotografico Milanese.

Legato dunque tanto alle Marche che a Milano, spicca soprattutto la sua idea di ottica originale: una foto è come mettere un paio di occhiali a una persona per aumentare il suo senso di chiarezza, per darle una visione della realtà più profonda, nitida, oggettiva, con l’obiettività che deriva dal racconto di emozioni e sentimenti veri, bloccati e fermati in un fotogramma istantaneo. Di Umanità nel senso universale del termine. Dopo gli anni ’50 e ’60, Tortelli esporrà poi anche a Barcellona, in Spagna, a Londra e a New York. Fino a tornare alla ribalta alla fine degli anni Novanta, dopo 25 anni di silenzio, partecipando alla Biennale della Fotografia di Roma. Ormai il suo riconoscimento a livello mondiale è sancito. Molte le personali che gli saranno dedicate e i riconoscimenti attribuitigli quali il Premio Scanno nel 2008 per i reportage degli anni ’57-’59.

Barbara Conti

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