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Opinioni e commenti
 

ACCORDO SENZA SCELTA
Pubblicato il 13-07-2015


Merkel_Tsipras_Hollande

Angela Merkel, Alexis Tsipras e François Hollande

Dopo 17 ore di negoziato pressoché ininterrotto stamattina è arrivato l’accordo tra il Governo ellenico e i creditori sul rifinanziamento del debito. Tutti si dicono soddisfatti dall’esito delle lunghissima maratona che ha almeno sicuramente un pregio, quello di aver evitato il fallimento della Grecia e la sua uscita dall’euro. Le borse brindano al rialzo e scende lo spread per i titoli di Stato italiani, i più esposti all’eventuale fallimento greco.

Il compromesso raggiunto è molto oneroso per il governo guidato da Alexis Tsipras e le conseguenze si faranno sentire sul piano interno con un probabile cambio di maggioranza ora basato sulla sinistra di Syriza con l’apporto di alcuni del piccolo partito nazionalista di destra.

Ora si dovrà valutare l’impatto del compromesso raggiunto su un piano che fino a ieri sera prevedeva non solo gli impegni contenuti nell’ultimo piano, ovvero le modifiche all’IVA, al sistema pensionistico e le privatizzazioni, ma anche la reintroduzione dei licenziamenti collettivi e la rinuncia alla contrattazione nazionale “in linea con le ‘best practice’ europee” e il ritorno degli ‘uomini in nero’ cioè i rappresentanti della troika (BCE-UE-FMI) a Atene per vigilare sul rispetto dell’accordo. Modificata sicuramente la clausola pesantissima che prevedeva la creazione di un fondo lussemburghese in cui depositare gli asset dei beni dello Stato in vendita, dalla rete elettrica agli aeroporti.

SCADENZE RAVVICINATE

Gli impegni previsti dall’accordo sulla base dei quali l’Eurogruppo deciderà di dare il mandato alla troika (Commissione, Bce e Fondo monetario) a negoziare il nuovo “memorandum of understanding” con Atene per la concessione del terzo piano di prestiti prevedono:
entro mercoledì 15 luglio il Parlamento greco deve approvare 4 misure prioritarie:  la semplificazione dell’Iva e l’allargamento della base fiscale per aumentare le entrate (compresa la graduale eliminazione dello sconto dell’Iva nelle isole eccetto quelle più periferiche); l’aumento dell’età pensionabile e le norme che disincentivano il pensionamento anticipato; l’indipendenza dell’Ufficio Nazionale di Statistica (Elstat); le norme che prevedono tagli di spesa “semiautomatici” in caso di deviazione dagli obiettivi di surplus primario;

entro mercoledì 22 luglio: il codice di procedura civile per rendere più efficiente il sistema giudiziario; il recepimento della direttiva sulla ristrutturazione e liquidazione delle banche (il cosiddetto bail-in);

inoltre il governo greco deve “impegnarsi formalmente” a rafforzare cinque i settori di intervento: pensioni e misure per compensare le sentenze della corte costituzionale sui provvedimenti per la previdenza e attuazione della clausola ‘zero deficit’ o misure alternative entro ottobre; apertura dei settori commerciali, della proprietà delle farmacie, di alcune professioni come il trasporto via mare; privatizzazione della rete di distribuzione dell’elettricità Admie “a meno che non ci siano misure con effetti equivalenti sulla concorrenza”; revisione della contrattazione collettiva di lavoro comprese le norme sui licenziamenti da concordare “con le istituzioni”; misure per il settore finanziario in particolare per i crediti in sofferenza e per eliminare “le interferenze politiche soprattutto nelle nomine”.

Il Governo deve impegnarsi anche ad accelerare il programma di privatizzazioni bloccato da Tsipras. Le attività da privatizzare dovranno essere conferite a un fondo indipendente che le monetizzerà attraverso cessioni e altri mezzi. Il ricavato di queste cessioni servirà a rimborsare il nuovo prestito dell’Esm per un valore di 50 miliardi di euro così suddivisi: 25 per la ricapitalizzazione delle banche, 12 e mezzo per abbattere il debito e 12 e mezzo per investimenti. Il Fondo avrà sede in Grecia e non in Lussemburgo come chiesto inizialmente. Sarà gestito da autorità greche sotto la supervisione delle istituzioni europee.

È PASSATO IL PIANO ‘A’
L’accordo è stato comunque raggiunto all’unanimità e secondo la Cancelliera tedesca ha più vantaggi che svantaggi. Sulla Grecia – ha detto Angela Merkel – è stato approvato il piano A e non c’è nessun bisogno di un piano B, si tratta del terzo programma per il salvataggio della Grecia e varrà tra gli 82 e gli 86 miliardi di euro. La fiducia tra i partner dell’Eurozona, ha aggiunto, “potrà essere ristabilita” se quanto concordato sarà applicato nei tempi e nei modi stabiliti.

CI LIBEREREMO DELLE OLIGARCHIE”
“Abbiamo evitato il trasferimento dei nostri beni all’estero”, ha commentato il premier greco Alexis Tsipras lasciando l’Eurosummit. “Abbiamo ottenuto l’alleggerimento del debito e finanziamenti a medio termine”. “Le misure di austerità previste dall’accordo – aggiunto Tsipras – saranno compensate dal piano per la crescita al quale contribuirà la Commissione europea”. “Ora la Grecia attuerà riforme radicali per liberarsi delle oligarchie. Il peso dei sacrifici ricadrà su coloro che non hanno pagato durante la crisi”. Tsipras ha anche rivendicato a sé il merito di aver combattuto duramente e di aver “scongiurato i piani dei circoli conservatori d’Europa per lo strangolamento finanziario della Grecia e il collasso del suo sistema bancario”. “Abbiamo lottato duro” a Bruxelles e ora lo faremo in Grecia contro “gli interessi” consolidati ha concluso lasciando l’eurosummit.

UN ESITO NON SCONTATO
Il presidenrte del consiglio italiano, Matteo Renzi, ha invitato a non esprimere trionfalismi né giudizi riduttivi su un accordo che “non era scontato”. “È stata una nottata di grande impegno e anche di qualche tensione”, è stato raggiunto, “un accordo importante che in molti momenti della nottata non è apparso scontato”. “Credo che costi meno fare un grande investimento sulla crescita che rischiare di dover fare domani un grande investimento sui salvataggi”, ha sottolineato Renzi che negli ultimi giorni aveva abbandonato la linea oltranzista capeggiata dalla Germania e si era avvicinato alle posizioni francesi spingendo per un accordo.

“Dopo 17 ore di negoziato – ha detto il presidente Tusk – abbiamo raggiunto un accordo per avviare negoziati sugli aiuti Esm con rigide condizioni”.

Intanto, contrariamente a quanto affermato nelle prime ore della mattinata dalla stessa Merkel, Il Bundestag, il parlamento tedesco, si pronuncerà venerdì sull’accordo per il salvataggio della Grecia. Ad annunciarlo è stato il presidente del Parlamento, Norbert Lammert che ha così smentito la Cancelliera. Il cambio di programma rimette tutto nelle mani dell’ala oltranzista della CDU, capeggiata dal ‘falco’ Wolfang Shaeuble, e ridimensiona il ruolo della Cancelliera nella guida del negoziato.

Armando Marchio

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