giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Accordo sul nucleare iraniano, Renzi a Gerusalemme
Pubblicato il 20-07-2015


Renzi-GerusalemmeA pochi giorni dall’accordo di portata storica siglato al Palais Coburg di Vienna – sul programma nucleare iraniano – c’è chi fa visita all’Iran e chi a Israele. Il responsabile dell’economia della Germania, Sigmar Gabriel da ieri si trova nella Repubblica islamica per rilanciare le relazioni commerciali tra i due Paesi. Il capo del governo italiano, Matteo Renzi domani e mercoledì sarà invece in visita ufficiale in Israele ove incontrerà il capo del governo, Benjamin Netanyahu. 

MINISTRO TEDESCO IN IRAN – Il responsabile dell’economia tedesca, Sigmar Gabriel è a Teheran, primo rappresentante di un governo occidentale a recarsi in visita in Iran a pochi giorni dall’accordo sul nucleare iraniano. Gabriel – che è anche vicecancelliere – si tratterrà per tre giorni accompagnato da una piccola delegazione di imprenditori e scienziati, e incontrerà il presidente Hassan Rohani e alcuni ministri. L’obiettivo è mantenere il primato di partner economico dell’Iran (prima delle sanzioni, in Europa l’Italia contendeva alla Germania il titolo di primo partner economico dell’Iran, ndr), rilanciando gli scambi commerciali tra i due Paesi che – in seguito alla cessazione del regime sanzionatorio – «potrebbero quadruplicare nel giro di un triennio, arrivando a 10 miliardi di euro» come ha auspicato il presidente delle Camere di Commercio tedesche, Eric Schweitzer che accompagna il responsabile economico tedesco.

LA DUE GIORNI DI RENZI IN ISRAELE – Per l’Italia la visita in Iran è prevista per il prossimo 4 e 5 agosto con i ministri degli Esteri e dello Sviluppo economico, Paolo Gentiloni e Federica Guidi. Nel frattempo, il capo del governo Matteo Renzi domani e mercoledì sarà in missione in Israele. Oltre alle visita al Museo dell’Olocausto, alla Basilica della Natività a Betlemme, all’intervento alla Knesset e alla partecipazione a un evento su innovazione e start-up all’Università di Tel Aviv, il presidente del Consiglio dei ministri incontrerà il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu riconfermato lo scorso marzo e il presidente palestinese, Mahmoud Abbas. «Ci sentiamo assediati da pericoli che minacciano la nostra esistenza – spiega Moderchai Kedar, analista del Centro di studi strategici ‘Begin-Sadat’ – e aspettiamo di sentire da Renzi la voce di un’Europa interessata alla nostra sicurezza, non solo davanti al nucleare dell’Iran, ma anche sulla prospettiva di uno Stato palestinese che potrebbe finire nelle mani di Hamas come avvenuto per Gaza». Toni durissimi contro l’accordo, a più riprese ribaditi da Netanyahu la cui politica estera non è però condivisa da tutti. La Knesset discute infatti una mozione di sfiducia al governo presentata da ‘Campo Sionista’, l’opposizione di centrosinistra, proprio per protestare contro la politica di Netanyahu sull’Iran.

Quanto al capo del governo italiano, verosimilmente ribadirà l’appoggio dell’Italia al compromesso raggiunto con Teheran, augurando che da questi possa originarsi un percorso virtuoso verificato in modo adeguato, senza dimenticare che per gli imprenditori italiani l’intesa raggiunta si tradurrà in un’autentica iniezione di fiducia e ottimismo. Dall’altra parte Netanyahu non perderà l’occasione per illustrare la sua netta opposizione, restando fedele alla definizione di «errore storico» compiuto dalla diplomazia internazionale, definendola «una vittoria dell’asse del male» che ha reso il mondo un posto «più pericoloso». A Renzi il difficile compito di assicurare – a nome dell’Occidente – la sicurezza di Israele, amico di sempre.

Silvia Sequi

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