domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Allarme sfratti, cresce
dove morde di più la crisi
Pubblicato il 22-07-2015


Crisi-sfrattoDa un’analisi statistica effettuata dagli operatori del settore locatizio è stato acceso un focus sui comuni/Province con la più alta incidenza degli sfratti rispetto e in rapporto al numero di famiglie censite e che alloggiano in immobili in qualità di affittuari.

Tali municipalità sono risultate: Cosenza, Monza/Brianza, Avellino, Prato; mentre di converso le città con le migliori performance per tale indice/rapporto sono risultate: Bolzano, Caserta, Trento Verbania, Milano e Cuneo.

Lo studio in questione si fonda incrociando i dati Istat sulla popolazione delle famiglie in affitto, con i dati del Ministero dell’Interno, sul numero assoluto degli sfratti. La concentrazione quindi degli sfratti, appunto, nel 2014 è risultata più incidente rispetto alla concentrazione degli affittuari nelle suddette province, in particolare per quanto riguarda alcune città fondamentali, per evidenza oggettiva, rispetto a tale fenomeno, di emergenza abitazioni quali Napoli, Palermo, Catania.

L’analisi condotta è stata strutturata esaminando l’intero territorio Italiano ripartendo l’universo indagato in tre categorie di province: quelle con elevata incidenza degli sfratti, altre con bassa rischiosità di sfratti, e il terzo segmento dove c’è sostanziale coerenza fra quota di famiglie in affitto ed incidenza diretta degli sfratti.

Osservando, altresì, i fattori socio economici emerge che laddove la situazione reddituale è migliore non emergono particolari criticità legate al fenomeno della “morosità” (esempio in tal senso la Regione Trentino).

La situazione peggiore viceversa si riscontra nelle regioni dove la crisi economica attuale ha fatto maggiormente sentire i suoi effetti causando difficoltà agli inquilini, e cagionando una “morosità incolpevole” maggiormente intensa.

Alla situazione sfratti, è bene dirlo, si cerca di far fronte ricorrendo anche ad un fondo specifico stanziato dal Governo, a favore degli inquilini morosi incolpevoli, che per questo anno ammonta a circa 33 milioni di euro. Ciò viene affiancato anche dalle procedure cosiddette di “canone concordato” presenti quli accordi territoriali. altre iniziative in tal senso sono quelle riconducibili alle politiche introdotte con l’housing sociale, nonchè con la riqualificazione ed ampliamento delle dotazioni di case popolari realizzate direttamente dai Comuni.

Stefano Olivieri Pennesi
dal sito il Quotidiano della P.A.

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