sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Alle Terme di Caracalla
in scena la ‘Turandot’
diretta da Denis Krief
Pubblicato il 15-07-2015


TurandotDopo i concerti straordinari extra classici di Bob Dylan ed Elton John e il Pink Floyd Ballet di Roland Petit, prosegue la stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma alle Terme di Caracalla, quest’anno dedicata a Giacomo Puccini, iniziata il 6 luglio con Madama Butterfly per la regia di Alex Ollé (La Fura dels Baus), repliche fino al 6 agosto. Debutta invece il 15 luglio il nuovo allestimento della Turandot (con sovratitoli in italiano e inglese) per la regia, scene, costumi e luci di Denis Krief con l’Orchestra del Teatro dell’Opera diretta da Juraj Valčuha (come nelle repliche il 18, 20, 24, 28 e 31 luglio, nelle repliche del 4 e 8 agosto al suo posto il maestro Carlo Donadio) e il Coro diretto da Roberto Gabbiani con la partecipazione degli Allievi della Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera diretta da José Maria Sciutto. In occasione della prima di stasera, che sarà trasmessa in diretta su Radio3 Rai, alle 19 “Lezione di Opera” sulla Turandot del maestro Giovanni Bietti, aperta a tutti al costo di 5 euro. Sarà un’occasione anche per i neofiti di avvicinarsi al mondo dell’opera e del melodramma.

Denis Krief (regista, scenografo, costumista e realizzatore luci nato a Tunisi e francese di formazione, ma italiano d’adozione) è stato richiamato dalla Fondazione capitolina dopo essere stato applaudito creatore della Rusalka, spettacolo inaugurale dell’attuale stagione del teatro Costanzi: “E’ la mia sesta Turandot – dichiara il regista – ma il mio debutto alle Terme di Caracalla. Ripensare questo spettacolo per uno spazio teatrale così particolare è stata per me una sfida imperdibile. Nella Turandot non ci sono riferimenti alla storia romana, ma ho cercato di far sposare la poetica dei ruderi con quella della rappresentazione dell’opera di Puccini. Uso esclusivamente due materiali – prosegue Krief – il bambù, per dare un profumo asiatico (in senso estetico), e il legno, per l’acustica e per il suo calore. La presenza simbolica del bianco, colore del lutto in oriente, sarà molto forte. La Cina è solo suggerita, non mi concentro sul riferimento geografico, ma sui personaggi, sulla storia: Turandot è per me la storia della dannazione di Calaf”. Krief sostiene che l’incompiutezza di Turandot sia un falso problema e che Puccini si fermò perché non sapeva come finire la storia, non la musica, l’opera sarà quindi rappresentata senza il finale (come quasi sempre ha fatto da 15 anni a questa parte). Sarà una Turandot diversa, una donna che ha paura degli uomini e vuole rimanere bambina, da qui l’idea di riempire il palcoscenico di bambole e manichini metafisici (le foto delle prove di scena sono di Yasuko Kageyama).

Il cast vede il soprano svedese Iréne Theorin, tra le maggiori interpreti del ruolo di Turandot, al debutto romano. Con lei si alternerà Maria Billeri (31 luglio, 4 e 8 agosto). Calaf verrà interpretato da Jorge De Leon e Antonello Palombi (20 e 31 luglio, 4 e 8 agosto); la schiava Liù avrà le voci di María Katzarava e Rocío Ignacio (28 e 31 luglio). Ancora nel cast Igor Gnidii (Ping), Massimiliano Chiarolla (Pong), Gianluca Floris (Pang), Marco Spotti (Timur), Gianfranco Montresor (Mandarino) e Max René Cosotti (Altoum). Maestro del Coro Roberto Gabbiani. Partecipano alla messa in scena gli allievi della Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera di Roma diretta da José Maria Sciutto. La stagione proseguirà con La Bohéme (dal 25 luglio al 7 agosto), il Gala Roberto Bolle and Friends (27 luglio) e il concerto di Ludovico Einaudi “In a Time Lapse Tour” il 2 agosto.

Alessandro Sgritta

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