martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Alleanza Europea. Varoufakis lancia un nuovo partito?
Pubblicato il 28-07-2015


Grecia-Varoufakis-RigaDi Yanis Varoufakis si sono un po’ perse le tracce dopo la pubblicazione del celebre post sul suo blog “minister, no more!” con cui annunciava le dimissioni dall’incarico di ministero delle Finanze nel governo Tsipras. Dimissioni, è poi diventato sempre più chiaro, volute proprio da Alexis Tsipras per evitare che i pessimi rapporti tra Varoufakis e gli esponenti dell’Eurozona – con cui la Grecia sta trattando per ottenere i fondamentali prestiti – potessero ostacolare il percorso già difficilissimo di per sé e reso ancora più complicato dal “no” ottenuto nel referendum, che ha dato a Tsipras una ulteriore legittimazione popolare ma l’ha poi obbligato ad accettare misure ancora più dure.

Varoufakis ha poi contrastato le nuove misure del governo concertate con la Troika, votando “no” al primo pacchetto, votando “sì” al secondo, e non decisivo, e annunciando il voto contrario al terzo pacchetto, quello che contiene le misure più importanti, tra cui quelle sulle pensioni, e in cui addirittura potrebbero venir cancellate alcune misure di “emergenza nazionale” che Syriza aveva varato nei suoi primi mesi al governo.

Ma la nuova veste di Yanis Varoufakis non si limiterà a quella di “semplice” deputato di Syriza ormai arruolabile tra i ribelli del partito di Tsipras. Alcune mosse fanno infatti pensare che l’ex ministro stia vagliando il lancio di un movimento d’opinione che abbia in lui il leader. Addirittura un movimento transnazionale con appoggi importanti tra gli economisti meno inclini a supportare “questa Europa” e che potrebbe trasformarsi più avanti in un vero e proprio partito.

Sull’edizione online del Der Spiegel si legge:

L’ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis sta valutando la possibilità di formare un’alleanza europea. Non si tratterà di un partito, ma di un luogo di ritrovo per tutti coloro che vogliono pensare a un’Europa democratica e da rivitalizzare. Anche i conservatori sono invitati a partecipare, anche i membri della CDU di Angela Merkel. La vera preoccupazione di Varoufakis sarebbe la possibilità che il continente cada nelle mani di populisti come Marine Le Pen e ha fatto sapere di voler dialogare con il leader di Linke – il partito radicale di sinistra tedesco – Oskar Lafontaine.

Ma Oskar Lafontaine non sarebbe certo l’unica voce internazionale a farsi sentire assieme a quella di Varoufakis all’interno di questa nuova piattaforma, che potrebbe chiamarsi Alleanza Europea. Sul blog dell’ex ministro è infatti recentemente apparsa una lettera di Dominique Strauss-Kahn, economista del Partito Socialista Francese, ex ministro ed ex direttore generale del Fondo monetario internazionale (che, peraltro, fa parte integrante della Troika).

Nella traduzione di Repubblica, ecco quanto scrive DSK sul blog di Varoufakis:

“Cari amici tedeschi, un’Europa in cui voi dettate le leggi con un gruppetto di Paesi nordici e baltici al seguito, è inaccettabile per tutti gli altri. Voi contate i vostri miliardi, anziché usarli per aiutare chi sta peggio di voi, rifiutate di accettare una peraltro scontata riduzione dei crediti, mettere il risentimento davanti ai progetti per il futuro, voltate le spalle a quello che l’Europa dovrebbe essere, cioè una comunità solidale, a rischio che il castello vi crolli addosso”.

Tra gli altri economisti che hanno dato il loro appoggio a Varoufakis troviamo anche Joseph Stiglitz, ma (sorpresa!) pure il mai dimenticato ministro forzista Giulio Tremonti, che assieme a Paolo Savona scrive un intervento sul blog dell’ex ministro greco:

Caro Yanis, Caro Dominique, siamo d’accordo sul fatto che la vita e la civilizzazione non possano essere ridotti a dei calcoli sui tassi d’interesse; siamo d’accordo che oggi, in Europa, non sono delle tecnicità che devono essere cambiate ma la visione politica. La storia insegna che per far sì che si raggiunga il nostro obiettivo dobbiamo cambiare la testa delle persone o – quanto meno – ammettere che sono stati fatti degli errori. Siamo d’accordo che le piazze della protesta debbano essere evitare, ma che si debba trovare una nuova strada, sulla quale camminare tutti, indipendentemente dal paese o dai partiti di origine.

Ora, che c’entra Giulio Tremonti, per due decenni fido e inamovibile ministro dell’Economia dei governi Berlusconi, con il radicale di sinistra Yanis Varoufakis? Ben poco, sotto molti aspetti. Ma di sicuro li accomuna la critica fortissima nei confronti dei eurotecnocrati e dei “poteri forti” che, è noto, Tremonti ha denunciato per lungo tempo con toni a volte quasi da complottista.

Al di là di questo, quello che si capisce è che il movimento d’opinione che Varoufakis sta raccogliendo attorno a sé si basa su tre pilastri: sì all’Europa ma un’Europa fondamentalmente diversa da come è oggi (e quindi in disaccordo con la tesi che “non c’è un’Europa diversa da quella dell’austerità e turboliberista”); no agli europopulismi alla Salvini o Le Pen; sì al superamento della dicotomia destra/sinistra (come si vede dall’intervento di uno come Tremonti e anche dall’invito, pur provocatorio, ad entrare a far parte di questa corrente anche agli esponenti della Cdu).

Ne uscirà un partito? Chissà, probabilmente no. Di sicuro qualcosa continua a muoversi e a mostrare come l’asse fondamentale della politica si stia allontanando sempre di più dalle logiche tradizionali per approdare alla concezione dell’Europa. Se poi l’idea sia quella di creare il primo partito trans-nazionale (al di là dei raggruppamenti storici europei) lo dirà solo il tempo.
Andrea Signorelli
da
Blogo.it

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