lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Atac. Marino azzerra i vertici e apre ai privati
Pubblicato il 24-07-2015


AtacAzzeramento del cda di Atac, formalizzazione delle dimissioni dell’assessore ai Trasporti, Guido Improta, ricapitalizzazione dell’azienda per 200 milioni di euro e ricerca di un partner industriale. Così il sindaco di Roma, Ignazio Marino dopo settimane di disagi sul trasporto pubblico locale che hanno paralizzato la Capitale. «Abbiamo deciso di non chiudere Atac per non mettere a rischio i lavoratori e il servizio». Improta: «Marino scorretto». Del Cimmuto (Psi): «Bene apertura ai privati».

AZZERAMENTO VERTICI ATAC – Al 24° giorno dello sciopero bianco (la pedissequa applicazione dei regolamenti da parte dei macchinisti, ndr) – il primo cittadino di Roma ha annunciato l’azzeramento dei vertici della società di trasporto pubblico della Capitale, e la sua ricapitalizzazione per 200 milioni di euro in denaro liquido e beni. «Abbiamo evitato di portare i libri in tribunale, tentando un risanamento che però – ha ammesso il sindaco – non è riuscito a migliorare la qualità del servizio» della più grande azienda municipalizzata d’Italia che negli ultimi otto anni ha fatto registrare perdite superiori a 1,2 miliardi. «Insieme a Zingaretti (presidente della Regione Lazio, ndr) abbiamo deciso che da oggi Comune, Regione e Atac si impegnano a cercare un partner industriale, mantenendo la maggioranza pubblica» ha reso noto Marino, aprendo alle realtà private. Tra queste potrebbe farsi avanti le Ferrovie dello Stato, come accaduto nel trasporto pubblico della città di Firenze, ove ‘Fs’ è socio di maggioranza. Per la Capitale il sindaco pensa però solo a soci di minoranza. Sul fronte dell’azzeramento del cda dell’azienda, Marino ha ufficialmente chiesto la formalizzazione delle dimissioni dell’assessore ai Trasporti, Guido Improta, già dimissionario che a stretto giro replica.

IMPROTA: MARINO SCORRETTO – «Spiace constatare che Marino stia tentando in modo scorretto di accreditare il messaggio che i disagi che sta patendo la città siano responsabilità dell’assessore e del Consiglio d’Amministrazione di Atac, dimenticandosi le valutazioni che abbiamo condotto in questi mesi e che coinvolgono anche altri livelli istituzionali». Per Improta «vale la pena ricordare che il Cda di Atac è formato da due ottimi dirigenti dell’Amministrazione comunale, il dottor Stefano Fermante, ragioniere generale del Comune, e la dottoressa Cristiana Palazzesi, esperta in Diritto degli appalti, che, insieme al presidente Grappelli e all’amministratore delegato Broggi, sono faticosamente venuti a capo di una situazione economico-finanziaria molto complicata».

DEL CIMMUTO (PSI): BENE APERTURA AI PRIVATI – Sulla vicenda è intervenuto Loreto Del Cimmuto, segretario della federazione Psi di Roma  che – dopo aver ricordato che l’Atac è «tecnicamente fallita» – appoggia l’apertura di Marino ai privati, basti che ci sia «una strategia coordinata in ambito metropolitano che riorganizzi tutto il sistema della mobilità». Secondo l’esponente socialista l’opzione fallimento dell’azienda avrebbe messo a repentaglio il servizio stesso e va evitato. Il rilancio proposto dal sindaco è invece positivo, e deve presupporre che «il sistema pubblico mantenga la regia e la garanzia della qualità e dell’accessibilità del trasporto pubblico, mentre il partner industriale dovrà assicurare la capacità industriale, organizzativa e finanziaria».

Siria Garneri

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