martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Bankitalia: P.A. a rischio corruzione
Pubblicato il 13-07-2015


Evasione fiscaleL’ultimo rapporto dell’Unità informazione finanziaria (Uif) di via Nazionale ha evidenziato come la criminalità mini dall’interno le Istituzioni. L’evasione fiscale, ai massimi livelli in Italia, coinvolge in modo diffuso molti strati della popolazione economicamente attiva, riducendo le risorse a disposizione della collettività e delle politiche sociali. La pubblica amministrazione è esposta alla corruzione, dunque, soprattutto nei settori degli appalti e dei fondi pubblici e mostra ancora “scarsa sensibilità per l’antiriciclaggio”, accrescendo la sua vulnerabilità. Le recenti vicende di Mafia Capitale pongono in luce come il malaffare sia divenuto il mezzo attraverso il quale la criminalità organizzata si infiltri nelle’apparato pubblico. Le scelte prese dalle Istituzioni quindi sono condizionate e manipolate in modo tale da penetrare nel tessuto economico delle società italiana.

Il rapporto Uif sottolinea come gli uffici della P.A. siano restii a segnalare fenomeni di riciclaggio. Tuttavia è da segnalare il progressivo sviluppo dei rapporti tra la Uif e l’Autorità Nazionale Anti Corruzione (Anac) che lo scorso anno hanno sottoscritto un protocollo di collaborazione. Nel 2014 Bankitalia ha ricevuto circa 71.700 segnalazioni di operazioni sospette, quasi 7mila in più rispetto al 2013. L’Uif ha dedicato un intero paragrafo sull’evasione fiscale la quale, spesso, è sintomo della creazione di riserve di denaro che poi viene riciclato. “I reati fiscali costituiscono un presupposto ricorrente dei fenomeni di riciclaggio alimentando l’economia sommersa” si legge nel rapporto. Inoltre, l’economia globalizzata dei mercati fornisce l’evoluzione e il consolidamento degli schemi elusivi, i quali si avvalgono di transazioni commerciali, interposizioni e articolate triangolazioni finanziarie su scala internazionale. Lo scorso anno il Parlamento italiano aveva legiferato per l’introduzione del reato di auto riciclaggio. Sono però necessarie norme per consolidare gli strumenti giudiziari in modo da punire i disonesti.

Tuttavia nel rapporto Uif è palese un esplicito richiamo a un “cambiamento culturale” in seno alla società civile. Bisogna quindi educare gli italiani a usufruire del sistema delle segnalazioni delle operazioni sospette, sconfiggendo di rimbalzo anche comportamenti omertosi. Infine, il rapporto Uif pone l’accento su come il finanziamento al terrorismo presenta, rispetto al riciclaggio, caratteristiche peculiari che incidono sulla sua individuabilità. Infatti, attraverso attività imprenditoriali o enti caritatevoli (di facciata), vengono spostate ingenti somme di denaro perle esigenze organizzative e operative dei nuclei terroristici. Occorre perciò puntare a nuove tecniche di prevenzione, soprattutto in ambito informatico e la tracciabilità, nonché i luoghi di provenienza e destinazione dei fondi.

Manuele Franzoso

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