venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Blocco pensioni, il bonus Poletti è legge
Pubblicato il 15-07-2015


Pensioni-PolettiIl Senato ha dato il via libera definitivo al disegno di legge del decreto con cui il Consiglio dei ministri ha messo una pezza alla sentenza che bocciava il blocco dell’adeguamento delle pensioni al costo della vita.

Con 145 sì, 97 no e un astenuto, il testo approvato ristabilisce la rivalutazione automatica sulle pensioni di importo superiore a tre volte il minimo Inps per il 2012- 2013 mentre introduce delle fasce di adeguamento per le altre e nulla per quelle più alte. Il blocco era contenuto nella legge Fornero, il testo non è stato modificato e dunque non dovrà tornare alla Camera.

Il ‘bonus Poletti’, così era stato chiamato il regalino che compenserebbe almeno in parte i pensionati delle cifre sottratte in questi anni, vale circa 750 euro per 3 milioni e settecentomila pensionati con assegni sotto i 3 mila euro lordi. Una percentuale di rimborsi di circa il 40% per la fascia tra mille e 2 mila euro; del 20% per quella da 2.001 a 2.500 e del 10% per quella fino a 3 mila euro lordi mensili.
Per l’esattezza le pensioni fino a tre volte il minimo per il 2012 e il 2013 saranno rivalutate al 100%, al 40% quelle tra tre e quattro volte il minimo, al 20% quelle tra quattro e cinque volte il minimo, al 10% infine quelle tra cinque e sei volte il minimo. Per gli assegni complessivamente superiori a sei volte il minimo non ci sarà alcun adeguamento. Per il 2014 e il 2015 la rivalutazione è stabilita invece al 20% e, a decorrere dall’anno 2016, al 50%. I pagamenti arriveranno il 1° di agosto.

Tabella-PensioniPer le altre pensioni non ci sarà più nulla, né arretrati né adeguamento futuro, una sorta di livellamento verso il basso che finirà, in base alla velocità del tasso di inflazione, col tempo per erodere tutte le pensioni superiori a tremila euro lordi al mese, indipendentemente dai contributi versati durante la vita lavorativa. Una straordinaria spinta a fuggire verso i fondi privati gestiti da banche e assicurazioni e a distogliere dall’INPS notevoli risorse negli anni a venire. Un altro colpo al welfare anche se, apparentemente, il Governo ha cercato di proteggere le fasce più deboli. Il meccanismo verrà sicuramente impugnato nei tribunali anche se, alla luce di quanto avvenuto attorno alla Corte Costituzionale anche in occasione del blocco dei contratti agli statali, potrebbe per la ‘ragion di Stato’ concludersi con un nulla di fatto.

Non a caso in sede di replica, la relatrice Erica D’Adda del Pd, ha ricordato che la Corte “non ha bocciato il blocco dell’indicizzazione varato nel 2011, ma il mancato bilanciamento tra esigenze finanziarie, richiamate in modo generico, e diritti dei cittadini, e la penalizzazione delle pensioni più basse”. “In una delicata situazione di finanza pubblica, ecco l’interpretazione che ha spinto e spingerà anche nel prossimo futuro gli ‘ermellini’ della Consulta ad accettare il punto di vista del Governo – il decreto concentra le risorse sulle pensioni più basse, non prevede una sospensione indeterminata della rivalutazione, ma garantisce per gli anni successivi almeno una quota della rivalutazione”.

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. Carissimi,
    è un ulteriore provvedimento che colpisce quello che una volta era il “ceto medio”.
    L’operazione ‘ stata ben condotta: da anni si blatera contro le pensioni “altissime” (vi ricordate il “battuto” contro Giuliano Amato, che riscuoteva trentamila euro al mese?) Ebbene, questa è stata la “breccia di Porta Pia” per annientare i pensionati. Chi ha un assegno di tremila euro, netti se ne ritrova 2300-2400, e piano piano (del resto iniziò Prodi a considerare alte le pensioni lorde “over 3.000” e a non indicizzarle) – dopo che saranno state ferme per altri tre-quattro anni, la gran parte sarà all’incirca in queste condizioni. La non indicizzazione non farà un baffo a quelle veramente alte, gli altri, per dirla all’antica, si ritroveranno con le pezze al culo.
    Ah, si fa per risparmiare la spesa pubblica; ma che cavolo: perché allora il deficit dell’Italia continua a crescere? Chi si avvantaggia dei soldi tolti ai pensionati?
    Socialisti? Ma scherziamo, mi pare una delle peggiori politiche viste dalla nascita dell’INPS ad oggi.
    Non prendiamocela, i pensionati potranno sempre svaligiare banche, vendere coca e chiedere l’elemosina (quadro alla greca).
    Non subite passivamente tutte le carognate di questo governo!

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