giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Chi ha eletto Angela Merkel
leader d’Europa?
Pubblicato il 01-07-2015


Premesso che lungi da me qualsiasi risentimento o pregiudizio nei confronti della Germania, considerato che ho più volte lodato il sistema tedesco, non solo organizzativo, ma anche politico-giuridico, riferendomi in particolar modo alla Mitbestimmung, alla partecipazione dei lavoratori alla alta gestione delle imprese ma anche alla condivisione nei consigli di fabbrica di decisioni molto utili e vicine ai bisogni dei lavoratori.

Anche il sistema elettorale tedesco é un esempio di stabilità e democrazia, ed il ricorso talvolta alla Grosse Koalition non fa che rendere il Paese più invidiabile perché unito nei momenti importanti e pertanto più forte.
La Germania di oggi è un modello, senza dubbio.

L’ossessione per l’austerità, il bilancio, l’avversione al debito, specie perché Paese dedito all’export ed anzi campione mondiale di export quindi ovviamente interessato, hanno reso la Germania meno simpatica a molti in Europa, forse un po’ isolata, ma di sicuro non meno forte.

Ed infatti, nelle ultime ore, di fronte al tentativo un po’ naif della Grecia di forzare la negoziazione strappando un buon affare all’ultimo minuto minacciando di far saltare il tavolo, il “no” é arrivato dalla Signora Merkel.

Certo, chi se no? Chi pesa di più in Europa? Chi ha più credibilità? chi è, insomma, il più forte?
Salvo che, premesso tutta la stima per la Germania, è chiaro a tutti che un sistema così non può durare, non è democratico. Si la democrazia, quella cosa per cui si vota e chi prende più voti vince e di solito governa. Ed allora siccome le votazioni sono ancora nazionali ed il Parlamento europeo è ancora una somma di partiti nazionali sotto l’egida di un gruppo europeo, considerata la differenza linguistica culturale spaziale etc etc, non possiamo ritenere la Merkel quale speaker a nome di tutta l’Europa perché nessuno al di fuori della Germania l’ha potuta votare. Se il suo “no” si riferiva ai crediti della Germania, allora è un conto, ma in tal caso la negoziazione non dovrebbe essere terminata lì, invece l’impressione è proprio che la Cancelliera tedesca abbia parlato a nome di tutta l’Europa.

La crisi Greca è in realtà una occasione ghiotta per fare il salto democratico che ci serve in quanto europei e passare ad una fase federale con votazioni transnazionale vere.
Dovremmo inventare un modo affinché il candidato italiano riesca a fare campagna elettorale in Germania o in Olanda e viceversa, forse l’Erasmus avrà facilitato questo scambio culturale e linguistico e le nuove generazioni potranno candidarsi anche in Paesi diversi da quelli di provenienza. Del resto al PSI era stata proposta una campagna per un Erasmus della politica.

Questa è la direzione credo, altrimenti resteremo una struttura pseudodemocratica senza futuro che – vista da lontano (dagli USA per esempio) – non assomiglia affatto a quella democrazia che, guarda caso, proprio i greci ci hanno originariamente insegnato.

Leonardo Scimmi

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