sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Un festival sul Nord
e le sue trasformazioni
sociali e culturali
Pubblicato il 20-07-2015


cuore di ghiaccioDalla strage di Utøya del 2011 a quella della stazione di Bologna nel 1980. Si apre e si chiude – non a caso – con queste due drammatiche ricorrenze – ‘Cuore di Ghiaccio’, il Festival di cultura contemporanea e ‘teatro di reportage’ dedicato a un Paese straniero. Due date che intendono creare un collegamento ideale tra città vittime del terrorismo, che reagiscono alla violenza con la cultura e gli ideali della solidarietà. 

Il Festival – ospitato presso il parco ‘Teatri di Vita’ a Bologna, nell’ambito di ‘Bè Bolognaestate 2015’ – quest’anno, dopo gli ultimi dedicati a Grecia, Palestina e Brasile, concentra la sua indagine sui Paesi scandinavi (Svezia, Norvegia, Danimarca e Finlandia, ndr) e sulle loro trasformazioni sociali e culturali. In programma dal 22 luglio al 2 agosto, la kermesse – dal tramonto alla notte – intratterrà il pubblico con varie espressioni della cultura contemporanea dei Paesi nordici: danza, spettacoli, musica elettronica e pop, arte, cinema (con una selezione delle opere cinematografiche degli ultimi anni), fotografia e cibi tipicamente scandinavi. isola-utoya-strage-breivikInoltre, attraverso le ‘Lettere dal fronte interno’ si potrà scoprire la società civile dei Paesi scandinavi: paradiso ideale che – accanto alle punte più avanzate del progresso e delle avanguardie culturali e sociali – sta rivelando i segni della crisi dell’Occidente.

La rassegna – giunta alla sua decima edizione – si aprirà con il quarto anniversario dalla strage di Oslo e Utøya, avvenuta il 22 luglio 2011. Per l’occasione sarà presentato il libro del giornalista parlamentare dell’Agi, Luca Mariani – vincitore lo scorso ottobre del premio Matteotti per la sezione ‘saggistica’ con il libro – “Il silenzio sugli innocenti. Le stragi di Oslo e Utøya. Verità, bugie e omissioni su un massacro di socialisti”. Con questa opera Mariani ha voluto inquadrare l’eccidio nella sua corretta e tragica essenza: un oltraggio a quell’idea d’Europa tollerante, culturalmente libera, multiculturale e civile che le forze socialiste e riformiste hanno prima concepito, e poi contribuito a costruire.

Silvia Sequi

 

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