domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Sandro D’Agostino:
Dibattito nel Psi. Psi chi?
Pubblicato il 02-07-2015


Leggo, con non poca sorpresa, l’acceso dibattito che si è innescato nel nostro Partito intorno alle iniziative di una corrente che guarda a sinistra, in disaccordo con il patto federativo che il PSI ha stretto col PD. Le ragioni del dissenso sono valide e sono tante. Pur non volendo entrare nel merito delle singole questioni, suggerirei di partire da un dato di fatto: il PSI non si è mai ripreso dopo la batosta di Tangentopoli. L’azione di Nencini, per certi versi almeno, può considerarsi meritoria nella velleità originaria, purtroppo abbandonata strada facendo, di ridare al PSI centralità ed autonomia.

Facciamo un attimo il punto della situazione. Il PSI, come lo conosciamo oggi, ha iniziato la sua avventura dopo la sfortunata tornata elettorale che vide il tramonto della segreteria Boselli. Si era detto, all’inizio, che si intendeva mettere in campo un progetto di rinascita del PSI che, con spirito garibaldino, avrebbe dovuto riconquistare progressivamente spazi di consenso e di azione politica. Questo obiettivo non è stato mai perseguito con la necessaria determinazione. Complici leggi elettorali fortemente antidemocratiche, il PSI ha sempre temuto la navigazione in mare aperto, preferendo il porto sicuro di un’alleanza con altre forze politiche sino a pervenire all’attuale patto federativo con il Partito Democratico. Anche su quest’ultimo aspetto, non si può non sottolineare che il PSI aveva appoggiato nettamente il progetto politico di Bersani, culminato nella coalizione ‘Italia Bene Comune’, salvo poi salire inspiegabilmente sul carro renziano.

Ho voluto fare questo brevissimo riassunto della nostra storia recente soprattutto per richiamare l’attenzione di tutti i compagni su un aspetto: siamo stati troppo concentrati nel costruire alleanze e troppo poco nel dichiarare agli italiani cosa intendevamo fare. Questo è un messaggio che vorrei pervenisse non solo alla Segreteria, legittimamente eletta nel Congresso di Venezia, ma anche a quei compagni che stanno lavorando per portare il Partito, o una costola di esso, verso la sinistra massimalista di Landini e Vendola. Il messaggio è il seguente: i cittadini non hanno il benché minimo interesse per questi giochetti. La stragrande maggioranza degli italiani pensa che il PSI non esista più e l’ultima cosa che ricordano di noi è la stagione di Tangentopoli. D’altronde siamo messi malissimo nei sondaggi e, purtroppo, anche i dati elettorali delle Regionali confermano questa triste circostanza.

Come uscirne? C’è una solo modo: tornare ad occuparsi di cose concrete che interessano alla gente. L’Italia è strozzata dalle tasse. Ad esempio, negli ultimi 3 anni, la tassazione sulla casa è più che raddoppiata. Di questo è responsabile soprattutto il PD. L’Italia è sotto assedio; ogni giorno sbarcano centinaia di migranti, i cittadini vogliono che si ponga un rimedio a questa situazione e la soluzione non potrà venire dal buonismo del PD o di SEL. La scuola è in subbuglio per una riforma iniqua e vergognosa, invisa alla stragrande maggioranza di chi vi lavora, questa riforma l’ha voluta il PD e, malauguratamente, il PSI l’ha votata in Parlamento. L’economia non accenna a riprendere a correre, l’Europa ci ha messo la camicia di forza del ‘Fiscal Compact’ e delle politiche di austerità, vogliamo continuare così? La corruzione è a livelli intollerabili, vogliamo davvero lasciare che il M5S si accrediti come l’unica forza capace di salvare l’Italia dal malaffare?

Compagni, vogliamo ripartire? Torniamo a fare politica! Se l”Italicum’ non sarà bocciato dalla Corte Costituzionale (so che il compagno Besostri ed altri si stanno già attivando in tal senso, come avvenne per il ‘Porcellum’), saremo costretti a fare una scelta. Il premio di maggioranza alla lista ti obbliga a scegliere di entrare in una delle liste che abbia possibilità di vincere al primo turno o di accedere al ballottaggio. Ad oggi, le tre forze in campo sono il PD, un’ipotetica alleanza di centro-destra (di cui si stanno ponendo le basi in queste settimane) ed il M5S. Non ho ben compreso quale sia l’obiettivo di Civati e Fassina, forse sognano di replicare in Italia le esperienze di ‘Syriza’ e di ‘Podemos’, ma non mi pare che vi siano le condizioni, almeno ad oggi, perché tale sogno possa concretizzarsi, ma staremo a vedere. Stando così le cose, se vogliamo sperare di entrare in Parlamento e di andare al governo del Paese, dovremo compiere una scelta tra il PD e la lista di centro-destra, tenendo conto che il nostro apporto, per quanto piccolo, potrebbe rivelarsi importante se, com’è probabile, la partita si giocherà sul filo di lana. La mia idea è che la nostra collocazione debba essere, in piena autonomia, nell’area di Forza Italia e questo per i motivi che ho enunciato più in alto e per tanti altri che, per brevità, evito di enumerare. So bene che l’attuale Segreteria del PSI considera il PD il nostro approdo naturale, ma per me, e credo per tanti altri, così non è. Troppo gravi le responsabilità politiche del PD, di questo si sta accorgendo anche il popolo italiano e la stella renziana è già sulla via del tramonto. Il problema è che questo bipolarismo coatto ci costringe alle alleanze. L’Italicum, una legge vergognosa, avrebbe dovuto essere osteggiata dal PSI con le unghie e con i denti, davvero non riesco a capire perché ciò non sia avvenuto. Anzi lo intuisco. In politica, per essere credibili, bisogna essere liberi ed oggi il PSI ha un padrone… un padrone che fino a qualche anno fa andava alla Ruota della Fortuna.

Sandro D’Agostino 

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