venerdì, 9 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

È morto Willer Bordon
laico, riformista e liberale
Pubblicato il 14-07-2015


Willer BordonWiller Bordon, imprenditore e politico, è morto stamattina (martedì 14 luglio) all’età di 66 anni. La sua storia politica è iniziata col PCI, di cui è stato anche parlamentare, ma anche con il Partito radicale di cui aveva contemporaneamente la tessera. Quel PCI, da laico, riformista e liberale qual era, gli andava stretto, e così nel 1993 lasciò il PDS, la prima evoluzione post Muro del PCI, per entrare in un ircocervo politico, Alleanza Democratica (AD), creata da Mariotto Segni, una figura davvero originale nel panorama della politica italiana oltre che umanamente un ‘gran signore’.

AD, che alle elezioni politiche del ’94 superò di poco l’1% e nelle europee, assieme PSI di Ottaviano Del Turco, si fermò all’1,8%, non sopravvisse a lungo ai marosi della politica nella cosiddetta Seconda Repubblica, scindendosi in diversi frammenti. Bordon continuò seguendo un percorso sempre interno al centrosinistra, prima con Di Pietro, poi in Unione Democratica (movimento di socialisti e socialdemocratici guidato da Giorgio Benvenuto) e poi ancora si ritrovò ne ‘I Democratici’ (1999), col simbolo dell’asinello, fondato da Romano Prodi e che nel 2001 confluì con la ‘Lista Dini’ (con cui si erano presentati alle elezioni anche i socialisti del SI di Boselli cinque anni prima) nella Margherita per lasciare poi il seggio da senatore nel 2008 anche per protesta contro l’evoluzione del Partito Democratico ritenuto solo una sommatoria di partiti.

Nella sua carriera politica è stato anche sindaco di Muggia per dieci anni, sottosegretario ai Beni Culturali durante il governo Prodi I, Ministro dei lavori pubblici durante il governo D’Alema II e Ministro dell’ambiente durante il Governo Amato II.

Per molti tratti Willer Bordon ha camminato a fianco dei socialisti, nella tormentata strada della Seconda Repubblica, sempre alla ricerca di un approdo che fosse genuinamente laico e saldamente ancorato nel centrosinistra ai valori del riformismo. L’aver cambiato tante volte ‘casa’ per sfuggire all’attrazione del corpaccione dell’ex PCI-PDS-DS-PD, non deve dunque trarre in inganno perché i valori di riferimento, quelli, non li ha mai cambiati.
Saluti socialisti al nostro compagno di strada.

C. Co.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. L’ho conosciuto bene, Eravamo entrambi nella commissione cultura della Camera dei deputati, appena eletti e cioè dal 1987. Willer era molto attivo sul tema della politica teatrale. Ricordo diversi dibattiti a cui insieme partecipammo, Mi ha molto colpito la notizia della sua morte. È stato il primo comunista ad iscriversi al Partito radicale. Anche questo ci accomunava perché io ero allora il solo deputato socialista con doppia tessera. Entrammo in urto al tempo di Tangemtopoli, quando lui si schierò con Alleanza democratica, su posizioni non sufficientemente garantiste. Divenne anche ministro. Poi lo persi di vista. Avevamo anche i baffi che ci accomunavano. I suoi un po’ più comunisti dei miei…

Lascia un commento