sabato, 25 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Lo smaltimento illegale
dei rifiuti distrugge l’Italia
Pubblicato il 01-07-2015


Terra-dei-Fuochi-ecomafieUn giro d’affari di 22 miliardi di euro soltanto nel 2014. Sette miliardi in più rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dall’ultimo rapporto di Legambiente sulle ecomafie, organizzazioni criminali operanti nei settori dello smaltimento illegale dei rifiuti e del ciclo del cemento. Il capo dello Stato, Sergio Mattarella ha inviato una lettera all’associazione, sottolineando il suo prezioso contributo. Secondo il deputato socialista, Oreste Pastorelli il «contrasto è essenziale per il rilancio dell’economia ambientale e agroalimentare».

LA XXII EDIZIONE DEL RAPPORTO DI LEGAMBIENTE – Il rapporto di Legambiente indica in 29.293 i reati accertati dalle forze dell’ordine, con una media di 80 al giorno. Le Regioni più interessate dal fenomeno, dove si sono verificate più della metà delle infrazioni, sono Puglia, Sicilia, Campania e Calabria. Territori a tradizionale presenza mafiosa. Con 4.499 illeciti ambientali accertati (pari al 15,4% sul totale nazionale) la Puglia è in testa alla classifica. Seconda la Sicilia con 3.797 infrazioni, pari al 13% del totale nazionale. In Campania invece ci sono state 3.636 denunce, 1202 sequestri e 37 arresti per reati in materia ambientale.

La direttrice nazionale di Legambiente Rossella Muroni ha dichiarato che «quella del 2015 è una data straordinaria, perché è l’anno della legge che introduce nel codice penale uno specifico Titolo dedicato ai delitti contro l’ambiente, che punisce chi vuole fare profitti a danno della salute collettiva e degli ecosistemi». «Si tratta – prosegue Muroni – di uno strumento fondamentale per combattere anche quella zona grigia, dove impera la corruzione che è diventata il principale nemico dell’ambiente a causa delle troppe amministrazioni colluse, degli appalti pilotati, degli amministratori disonesti e della gestione delle emergenze che consentono di aggirare regole e appalti trasparenti. La corruzione può servire per ottenere un determinato provvedimento o semplicemente per far voltare dall’altra parte l’occhio vigile del funzionario addetto ai controlli». In particolare il rapporto elaborato da Legambiente evidenzia un aumento del 26 % degli illeciti nel ciclo e nello smaltimento dei rifiuti (7.244 infrazioni all’anno, con una media di 20 al giorno). Nel settore del cemento i reati accertati sono stati 5.750, con un aumento del 4,3% rispetto all’anno precedente.

L’INTERVENTO DEL CAPO DELLO STATO Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato una lettera a Legambiente, nella quale sottolinea che «il Rapporto Ecomafia di Legambiente offre da anni un contributo prezioso di conoscenze sui danni sociali prodotti dagli inquinamenti, e sulle attività criminali connesse allo sfruttamento illecito del territorio, al traffico illegale dei rifiuti, all’abusivismo, alla corruzione che inesorabilmente accompagna le offese sistematiche all’ambiente».

Il capo dello Stato ricorda come la nuova normativa sui delitti contro l’ambiente, la legge n.68/2015, configura nuove fattispecie penali e inasprisce pene e sanzioni per i reati più gravi. «Le Forze dell’Ordine e la Magistratura – dice Mattarella – dispongono ora di strumenti più efficaci per contrastare la violenza contro il territorio e i beni comuni, e dunque per combattere l’azione predatoria della varie mafie e le reti di complicità che alimentano il cancro della corruzione”. Il presidente evidenzia che in questi anni è cresciuta la consapevolezza del valore dell’ambiente e anche la coscienza della pericolosità dei clan che lucrano sullo sfruttamento del territorio, sul suo dissesto e sui traffici inquinanti. “Queste – conclude – sono oggi tra le attività principali della mafie. Dobbiamo stroncarle, e sono sicuro che ci riusciremo. Una crescita corrotta dall’inquinamento e dalle infiltrazioni criminali è destinata a produrre nuovi squilibri, ingiustizie ed emarginazioni: la cultura della sopraffazione e dell’egoismo si sposa con la cultura dello scarto».

PASTORELLI: ‘SÌ’ AL CONTRASTO ALL’ECOMAFIA – «Il rapporto sulle ecomafie diffuso da Legambiente fotografa una situazione ormai insostenibile per l’Italia. Ammonterebbe a 22 miliardi, infatti, il giro d’affari sui reati ambientali; 4,3 solo per quanto riguarda il settore agroalimentare. Soldi sottratti all’interesse del Paese, che sta già faticosamente cercando di mettersi alle spalle la crisi economica».

Lo afferma in una nota Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente della commissione Ambiente di Montecitorio. «Nei mesi scorsi – continua – il Parlamento ha approvato la legge sugli ecoreati. Un grande passo per iniziare a fronteggiare in maniera concreta i delitti contro l’ambiente. È necessario, però, anche un deciso intervento sulle gare d’appalto, troppo spesso contaminate dalla corruzione. In questo senso auspico la rapida approvazione del nuovo Codice sugli Appalti, così da consentire assegnazioni trasparenti. Il rispetto dei beni ambientali è essenziale per il nostro Paese. E senza il contrasto alle ecomafie – conclude il parlamentare socialista – non ci sarà mai il rilancio economico e innovativo di cui l’Italia ha un enorme bisogno».

Pier Paolo Palozzi 

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