giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Fallimenti, il governo incassa un’altra fiducia
Pubblicato il 23-07-2015


Boschi_fallimenti-fiduciaLa Camera dei deputati ha dato il via libera alla fiducia numero 41 posta dal governo lunedì notte al decreto legge in materia fallimentare, civile e processuale civile. I sì sono stati 355, i no 188, un astenuto. Numerosi gli ordini del giorno, circa 130, esaminati dopo il voto e presentati in gran parte dal Movimento Cinque Stelle. Dopo il sì alla fiducia, il voto finale è previsto per venerdì, mentre l’approdo nell’Aula del Senato è già stato stabilito dal 3 al 7 agosto.

Tra i punti principali del provvedimento sono previste facilitazioni per l’accesso al credito da parte dell’impresa che abbia chiesto il concordato preventivo, richieste di finanziamento con beneficio della prededuzione e livello minimo, fissato al 20%, dei debiti chirografari, per far sì che la proposta di concordato possa essere accolta. Sono alcune delle linee guida del decreto legge che interviene, tra l’altro, sulla Legge fallimentare del 1942 e sul funzionamento dell’amministrazione giudiziaria. Viene inoltre stabilito che le banche che vantino crediti di modesta entità non possono opporsi ad accordi di ristrutturazione che vedano l’adesione delle banche creditrici maggiormente esposte.

Il provvedimento modifica anche la disciplina fiscale delle svalutazioni e delle perdite su crediti di banche, enti e finanziari e imprese assicurative (consentendo in particolare la deducibilità in un unico esercizio, rispetto ai precedenti cinque anni). Hanno infine trovato spazio in questo decreto legge alcune misure sulla continuità aziendale originariamente previste dal Dl Ilva-Fincantieri. In particolare, viene qui stabilito che il sequestro di beni dell’impresa non può impedirne, se è di interesse strategico nazionale, l’attività. Una norma varata anche a seguito dello stop imposto dalla magistratura a un altoforno Ilva di Taranto.

Il voto favorevoli dei socialisti, è stato annunciato da Pia Locatelli spiegandone in Aula le motivazioni. Nel provvedimento è inserita, grazie all’impegno dei socialisti,  una importante norma. “Una norma – ha detto Pia Locatelli – per la quale come socialisti ci siamo impegnati e di cui rivendichiamo il merito di averla con determinazione portata  al traguardo,  è quella che, all’art. 21-ter,  avvia a soluzione l’annoso problema dei precari della giustizia,  finalizzata a determinare  il numero e i criteri per l’individuazione dei soggetti che hanno svolto il periodo di perfezionamento che possono far parte dell’Ufficio per il Processo per svolgere un ulteriore periodo di perfezionamento per la durata non superiore a dodici mesi. Ciò tenuto conto delle valutazioni di merito e delle esigenze organizzative degli uffici giudiziari. Norma – ha concluso – che consente di intervenire per fronteggiare la cronica mancanza di personale e di restituire dignità e certezze ad una quota importante di lavoratori, in buona parte giovani laureati che con appena 400 euro mensili garantiscono la funzionalità degli uffici giudiziari”.

Per Alfredo Bazoli, deputato del Pd e componente della commissione Giustizia quello in discussione “è un provvedimento che introduce importanti novità a favore dei piccoli imprenditori e per rendere il sistema giudiziario più efficiente e rapido”. Contrario il voto del M5S che hanno votato contro “l’ennesima fiducia richiesta dal Governo Renzi, sul decreto Fallimenti. Un gioco di parole veramente semplice che però mette in luce una verità chiara: il Governo Renzi ha fallito”.

Dure anche le dichiarazioni dei consumatori per i quali “le modifiche al concordato preventivo e sulla legge fallimentare contengono gli ennesimi regali alle banche”, hanno affermato Adusbef e Federconsumatori in una nota secondo cui si tratta dell’ennesima legge ‘salvabanche’.

SCHEDA

ACCESSO AL CREDITO FACILITATO. Per facilitare il risanamento delle imprese in crisi, il tribunale può autorizzare finanziamenti interinali anche in caso di ‘concordato in bianco’ e in via d’urgenza anche senza attestazione di un professionista, sentiti se necessario i principali creditori. A tali finanziamenti è riconosciuto il beneficio della ‘prededuzione’ (ossia liquidabili per primi).

PIÙ CONCORRENZA NEL CONCORDATO PREVENTIVO. Ok alle offerte e alle proposte concorrenti. Purché migliorative e comparabili, potranno essere presentate, oltre che dal debitore, anche da terzi. Il tribunale dispone la ricerca di interessati all’acquisto con un procedimento competitivo. I creditori che rappresentino almeno il 10 per cento dei crediti possono presentare proposte di concordato migliorative quando quella del debitore non assicuri il pagamento di almeno il 40 per cento dei crediti chirografari (30 per cento nel caso di continuità aziendale).

CREDITORI PAGATI ALMENO AL 20%. La proposta di concordato (ad eccezione di quello con continuità aziendale) dovrà soddisfare almeno il 20 per cento dei crediti chirografari. Aumenta a 9 mesi il termine per l’omologazione. Quanto all’adesione alla proposta di concordato preventivo, non vale più il ‘silenzio assenso’: i creditori che non esercitano il voto possono farlo nei 20 giorni successivi alla chiusura del verbale.

RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI. L’accordo può essere concluso se vi aderisce il 75 per cento dei creditori finanziari (banche e altri intermediari) che rappresentano almeno la metà dell’indebitamento, fermo restando l’integrale pagamento dei creditori non finanziari come ad esempio i fornitori.

CURATORE FALLIMENTARE. Chi in qualsiasi tempo ha concorso a cagionare il dissesto non può svolgere l’incarico di curatore. Presso il ministero della Giustizia sarà istituito un registro nazionale dove confluiscono i provvedimenti di nomina dei curatori fallimentari e dei commissari e liquidatori giudiziali e sono annotate le sorti delle procedure concorsuali.

CHIUSURA FALLIMENTO. Per assicurare la celere definizione delle procedure concorsuali  e’ a carico dei magistrati l’obbligo di trattare con priorità le cause in cui è parte un fallimento o concordato.

INCENTIVI A DEGIURISDIZIONALIZZAZIONE. Chi è ricorso con successo alla negoziazione assistita e all’arbitrato avrà diritto il prossimo anno, in sede di dichiarazione dei redditi, a un credito d’imposta fino a 250 euro sul compenso versato all’avvocato o all’arbitro.

PROROGA PENSIONAMENTO TOGHE. Fermo restando che i magistrati che hanno 72 anni andranno in pensione a fine 2015, slitta al 31 dicembre 2016 il collocamento a riposo di chi non li ha ancora compiuti. Proroga analoga per gli over 70 vale anche per i magistrati della Corte dei conti (30 giugno 2016) e per i magistrati onorari. Tra le novità, anche lo stop alla soppressione di sezioni distaccate dei Tar e il taglio delle ferie (30 giorni come i giudici ordinari) esteso anche ai magistrati amministrativi.

AUMENTO ORGANICO GIUSTIZIA. In arrivo dalle province 2mila unità di personale. In via straordinaria il Csm può distaccare fino a 20 magistrati negli uffici giudiziari più esposti all’emergenza migratoria per smaltire le domande d’asilo.

PRECARI GIUSTIZIA. Il tirocinio formativo negli uffici giudiziari varrà come titolo di preferenza, a parità di merito, nei concorsi pubblici.

IMPRESE OGGETTO DI SEQUESTRO. Per le aziende di interesse strategico nazionale, come ad esempio l’Ilva di Taranto, il sequestro giudiziario relativo a ipotesi di reato riguardanti la sicurezza dei lavoratori non può impedire l’esercizio dell’attività di impresa. Gli stabilimenti, però, potranno continuare a funzionare per non più di un anno dal sequestro e solo se entro 30 giorni sarà predisposto un piano di tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro. (Fonte ANSA).

Redazione Avanti!

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