domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

FCA. Multa record negli Usa per auto difettose
Pubblicato il 28-07-2015


FCA-maxi multaUn danno d’immagine non da poco quello che sconta la Fiat Chrysler di Marchionne, tanto da registrare un brusco tonfo in borsa. Una multa record negli Stati Uniti di 105 milioni di dollari, per i richiami di auto “difettose”. La società automobilistica ha agito con ritardo per ovviare ai problemi di sicurezza di alcuni suoi veicoli e adesso dovrà pagare questa maxi-ammenda, la più alta mai comminata dalla NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration).

In realtà FCA ha patteggiato con il dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti per il pagamento della multa visto che l’ex gruppo automobilistico Fiat ha ammesso di non aver tempestivamente fornito un rimedio efficace in tre specifiche campagne di richiamo e di non aver adempiuto a vari obblighi di informazione cui era soggetta in base alla legge Usa. FCA si è impegnata così a versare 90 milioni di dollari e investirne successivi 20 milioni in “azioni migliorative a beneficio del settore e dei consumatori”, FCA ha accettato anche di dotarsi di un supervisore indipendente, che avrà il compito di monitorare, nel lungo termine, le procedure adottate dal gruppo per gestire i richiami di auto e se questo accordo non verrà rispettato potrebbe dover pagare altri 15 milioni di dollari.

Fca riacquisterà le vetture difettose “Ad un prezzo corrispondente all’originario prezzo di acquisto dedotto un ragionevole importo per il deprezzamento, più 10% – spiega Fca in una nota, precisando di ritenere – di rivendere ogni veicolo riacquistato dopo averlo riparato”. E per essere sicura di poterle rivendere, FCA US offrirà incentivi, soprattutto per i modelli Jeep Grand Cherokee ZJs prodotti dal 1993 al 1998, per i quali ci sarà un aumento dell’incentivo sul riacquisto dell’usato per l’acquisto di un altro prodotto, servizio o ricambio FCA.
Dopo la batosta che riguarda soprattutto l’immagine della Società automobilistica di casa Agnelli, ieri le azioni del gruppo automobilistico hanno chiuso la seduta lasciando sul terreno il 6,94% a 13 euro e dopo essere stata anche sospesa per eccesso di ribasso. Dopo la sbandata di ieri, oggi il titolo si è ripreso, anche grazie al comunicato diffuso dalla società, che ha reso noto che la multa da 105 milioni non avrà “un impatto significativo sulla sua posizione finanziaria, sulla sua liquidità o sui suoi risultati”, “contrariamente a quanto riferito da taluni resoconti di stampa”.
Ma gli Stati Uniti non fanno sconti quando si tratta di sicurezza, specialmente se un’azienda prova a truffare i consumatori, secondo le indiscrezioni del Wall Street Journal FCA “ha effettuato riparazioni in malafede o non tempestive dei veicoli richiamati e non ha avvertito tempestivamente i proprietari delle auto del fatto che le loro macchine avrebbero dovuto essere richiamate per difetti di produzione”, inoltre l’azienda “Ha ostacolato il lavoro o mandato in confusione” le autorità di controllo nel comunicare i dati delle auto difettose.

I 23 richiami a Fca Us riguardano i difetti su veicoli vecchi, come alcune Jeep costruite prima del 2009 (quindi prima del passaggio dell’azienda a Fiat) in cui il serbatoio del carburante, in posizione posteriore, poteva prendere fuoco in caso di tamponamento, la società aveva identificato i difetti all’inizio del 2013, ma ha impiegato più di due anni per porvi rimedio. Per il dipartimento americano dei Trasporti, “identificare i difetti” nei veicoli “non è sufficiente”. I produttori di auto “devono risolvere i problemi altrimenti pagheranno un prezzo”, ha detto ieri il segretario ai Trasporti, Anthony Foxx. Secondo Foxx il gruppo FCA “ha fallito nel rispettare i suoi obblighi legali. E peggio ancora, ha fallito nel rispettare il suo più importante obbligo: proteggere la sicurezza degli americani alla guida”.

Il provvedimento americano è stato di ammonimento per FCA che non solo riacquisterà le vetture difettose, ma ha anche deciso di avviare il richiamo volontario di circa 1,4 milioni di veicoli statunitensi della cosiddetta Jeep Cherokee “hackerata”, una Jeep equipaggiata con un tipo di radio che potrebbe rendere l’auto vulnerabile alla manipolazione da remoto.

Ora però resta ancora un’altra questione importante per Fiat Chrysler, la possibilità di un’altra fusione, quella con la General Motors, un corteggiamento lungo da parte della società guidata da Marchionne che potrebbe terminare senza le “nozze” con la GM.

“La notizia rende la società meno attraente? Sicuro sotto alcuni punti di vista”, afferma, Arndt Ellinghorst, analista di Evercore ISI.

Maria Teresa Olivieri

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