giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Frasi shock su Lucia Borsellino: giallo intercettazioni
Pubblicato il 16-07-2015


Rosario_Crocetta_Lucia_BorsellinoRosario Crocetta si è autosospeso da presidente della Regione Sicilia. Lo ha detto alle agenzie di stampa lo stesso Crocetta reagendo così alle polemiche per le frasi riportate dal settimanale l’Espresso che riferisce di un’intercettazione telefonica con il suo medico Matteo Tutino. Nel corso della telefonata, a proposito di Lucia Borsellino, Tutino gli avrebbe detto senza che lui obiettasse alcunché: “Va fermata, va fatta fuori come suo padre”. Ma sull’intercettazione è giallo perché la procura fa sapere che non esiste alcuna trascrizione con le parole riportate dalla stampa. L’Espresso invece conferma tutto, dice che la telefonata risale al 2013 e che è contenuta in un fascicolo secretato.

“Mi auto-sospendo immediatamente da presidente della Regione”. “Non ho sentito la frase su Lucia, forse c’era una zona d’ombra, non so spiegarlo; tant’è che io al telefono non replico. Ora mi sento male. Se avessi sentito quella frase, non so… avrei provato a raggiungere Tutino per massacrarlo di botte, forse avrei chiamato subito i magistrati. Non so… sono sconvolto. Provo un orrore profondo”. Questa la replica di Crocetta all’ANSA per la frase shock su Lucia Borsellino che ha sua volta ha detto: “Non posso che sentirmi intimamente offesa e provare un senso di vergogna per loro”. Il padre, il giudice Paolo Borsellino, venne assassinato dalla mafia in un attentato dinamitardo il 19 luglio del 1992 tre mesi dopo la strage di Capaci quando, ancora con una bomba, venne assassinato l’altro magistrato cardine della lotta alla mafia, Giovanni Falcone, assieme alla moglie e ai tre agenti della scorta.

In una telefonata all’agenzia di stampa Ansa, Crocetta protesta e si dispera dopo aver saputo della smentita dei magistrati. “È vero che la Procura smentisce? Oggi mi hanno ammazzato…”. Al telefono con il giornalista, piange e singhiozza. “Perché… perché”, ripete. “Ma quanto è potente questa mafia che mi vuole fare fuori?”, continua. “Avrei potuto anche farla finita oggi…”.
Il fatto è che il Procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi ha dichiarato che  “agli atti dell’ufficio non risulta trascritta alcuna telefonata del tenore di quella pubblicata dalla stampa tra il governatore Crocetta e il dottor Matteo Tutino”. “I carabinieri del Nas – ha aggiunto Lo Voi – hanno escluso che conversazioni simili siano contenute tra quelle registrate nel corso delle operazioni di intercettazione nei confronti di Tutino”. Inoltre per tutto il giorno i Nas  assieme ai magistrati hanno riascoltato tutte le intercettazioni registrate nell’ambito dell’inchiesta su Matteo Tutino.
Ma allora cosa pubblica l’Espresso? Come ha avuto quell’intercettazione che commenta con parole durissime nell’articolo?

Il contenuto rivelato dall’Espresso è stato anticipato sul sito on line del settimanale. Ancora una volta è un’intercettazione telefonica, forse neppure autentica, a scuotere il mondo della politica e ancora una volta riprenderà forza il dibattito se e come regolamentare questo fondamentale ausilio delle indagini, ma soprattutto come impedirne la diffusione quando non hanno rilievo ai fini delle indagini e possono altresì determinare effetti politici gravi o compromettere l’immagine delle persone coinvolte.

Quanto all’interlocutore di Crocetta, Matteo Tutino, era primario di chirurgia plastica dell’ospedale palermitano Villa Sofia ed è stato arrestato due settimane fa per ruffa aggravata ai danni dello Stato, peculato, abuso d’ufficio e falso.

La stessa Lucia Borsellino, Assessore alla Sanità nella Giunta Crocetta, si era dimessa dopo il provvedimento di arresti domiciliari per il primario di Villa Sofia. La vicenda  rapprsentava l’ennesimo colpo alla credibilità del sistema sanitario regionale, da anni al centro di scandali più i meno gravi.

Con le dimissioni di Lucia Borsellino erano salite a tre le dimissioni dal Governo regionale nel giro di pochi giorni. Prima di lei se ne erano andati altri due, l’assessore all’Agricoltura Nino Caleca e l’assessore alla Funzione pubblica Ettore Leotta. Una progressione di disfacimento che aveva già indotto tanti a ritenere probabile l’ipotesi di un voto regoionale anticipato già dopo l’estate anche perché nel PD della Sicilia in molti ritengono che sia opportuno mettere la parola fine all’esperienza di un Governo che, secondo alcuni, più tempo sta in carica e più fa perdere voti al centrosinistra.
In questo senso la decisione di Crocetta – sempre che non sia finalizzata solo a rispondere allo scandalo sul piano comunicativo – si potrebbe leggere come una mossa per anticipare una conclusione poco decorosa.

Non a caso, dice il Segretario del Psi Riccardo Nencini, “Crocetta ha il dovere di charire subito con parole nette e inconfutabili. L’Autosospensione da governatore della Regione è un atto politico, non istituzionale”. Nencini poi esprime “Piena vicinanza a Lucia Borsellino, alla quale va un abbraccio in segno di solidarietà”.

Tra i primi a reagire il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, braccio destro di Renzi in Sicilia che in un tweet scrive: “Inevitabili dimissioni Crocetta e nuove elezioni. Quelle parole su Lucia Borsellino una vergogna inaccettabile. #Sicilia”.

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