domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Grecia. Per l’Fmi possibile impatto anche sull’Italia
Pubblicato il 07-07-2015


FMI

Se ieri il ministro dell’Economia Padoan rilasciava dichiarazioni permeate di ottimismo – nonostante le incertezze create dall’esito del referendum greco «non c’è alcun rischio per l’Italia» perché «stiamo facendo le riforme» – l’Fmi, nel rapporto periodico sull’Italia rilasciato stamane a Washington ha invitato a mantenere alto il livello di allerta. Secondo i tecnici di Washington, infatti, gli sviluppi della crisi ellenica potrebbero avere «effetti sulla fiducia, anche se l’esposizione diretta è limitata, così come sono limitati i rischi di contagio nel breve termine. C’è tuttavia più preoccupazione per le implicazioni di lungo termine, se la percezione dell’irreversibilità dell’area euro dovesse cambiare in modo permanente». 

BENE RIFORME GOVERNO ITALIANO – Sul fronte delle previsioni sul nostro Paese, secondo i tecnici nel 2015 il Pil crescerà a un tasso dello 0,7%, un leggero miglioramento dello 0,2% rispetto alle stime di primavera, grazie ad alcune riforme chiave, prima fra tutte il Jobs Act e la riorganizzazione delle banche popolari. Per quanto concerna la disoccupazione, le stime degli economisti dell’Fmi sono al ribasso: le previsioni infatti rilevano un tasso al 12,5% nel 2015 e al 12,2% nel 2016.

I CONTI PUBBLICI – L’Fmi promuove inoltre l’azione governo italiano sui conti pubblici. «L’attuale politica fiscale – si legge nel rapporto – ha il giusto equilibrio tra sostenere la crescita economica e ridurre il debito pubblico”. In particolare, secondo i tecnici di Washington, il rapporto tra deficit e Pil si attesterà al 2,7% quest’anno per poi scendere al 2,1% il prossimo; il debito pubblico invece salirà al 133,3% nel 2015 per poi ricollocarsi al 132,1% nel 2016.

COTTARELLI: RIPRESA ITALIANA RESTA FRAGILE – Nel giudizio finale del report – firmato dall’ex-commissario alla spending review Carlo Cottarelli (tornato a Washington come direttore esecutivo dell’organizzazione, dopo l’addio al governo italiano, ndr) –  dà un giudizio positivo sulle riforme attuate dal’esecutivo «in varie aree critiche» e rileva che «gli sforzi stanno ripagando». Nel rapporto inoltre viene evidenziato che «ora è fondamentale consolidare la ripresa. Il ritorno stabile a una crescita bilanciata e solida è essenziale per sostenere gli sforzi di deleverage (riduzione dell’indebitamento, ndr) dei bilanci pubblici e privati, di riduzione di livelli inaccettabili di disoccupazione – soprattutto tra i giovani – e di piena liberazione dei benefici delle riforme strutturali».

Siria Garneri

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