venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Grecia. Sì dal Bundestag, ma niente ‘haircut’
Pubblicato il 17-07-2015


Grecia-BundestagVia libera dal parlamento tedesco, da quello austriaco (in vacanza da oggi fino a settembre) e da quello finlandese all’avvio del negoziato per il terzo piano di finanziamento del debito greco dopo che per primo il parlamento greco, nella notte tra mercoledì e ieri, ha votato le condizioni poste dall’Eurogruppo.

Nonostante l’avvio del negoziato e la decisione della Banca Centrale Europea (BCE) di concedere un ulteriore aumento della liquidità di emergenza, le banche elleniche non sono però ancora in grado di tornare a funzionare regolarmente e quindi neppure lunedì gli sportelli saranno aperti. La situazione in Grecia rimane dunque difficile con il Governo che dopo il voto sul pacchetto, ha perso la sua maggioranza e si prepara a un rimpasto con lo sbocco, probabile, delle elezioni anticipate in autunno mentre entrano in vigore le misure chieste dall’Eurogruppo.
Sul caso della Grecia, continua il dibattito a distanza tra i fautori dell’haircut, il taglio del debito, e i contrari, propensi piuttosto a far uscire il Paese dall’area della moneta unica, la cosiddetta Grexit.

OK DAL BUNDESTAG, MA LA LINEA NON CAMBIA
Il Bundestag ha approvato stamane ad ampia maggioranza l’avvio dei negoziati con Atene per il terzo pacchetto di aiuti. Hanno votato a favore 439 deputati, 119 i contrari, 40 gli astenuti (tra i No anche 60 parlamentari della CDU-CSU, il partito della Cancelliera). Angela Merkel aveva sostenuto la necessità di un voto a favore. “So che ci sono molti dubbi sul fatto che la Grecia possa stare di nuovo sulle sue gambe – ha affermato nel corso del suo intervento – ma sarebbe irresponsabile non tentare questa strada e non dare una nuova chance alla Grecia”. La Cancelliera ha poi ringraziato il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble per il suo lavoro sulla Grecia e attaccato la linea tenuta dal premier greco Alexis Tsipras: “Il risultato (del referendum, ndr) è stato un mucchio di rovine”, la conseguenza del comportamento di un governo che per sei mesi è stato “irresponsabile”, che ha portato il Paese in un vicolo cieco.

Quanto però all’idea di tagliare il debito, la posizione della Germania resta quella di prima nonostante le pressioni che sono giunte da più parti sulla base della evidente impossibilità di Atene di ripagare i prestiti avuti. Merkel lo ha nuovamente escluso. Un haircut – ha detto – sarebbe contrario ai Trattati Ue. Stravolgerli “sarebbe la fine della comunità di diritto in Europa, e con noi non si fa”.

Identica la posizione del vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis. “La questione del debito è di nuovo in agenda, si è pronti a discuterla, ma è chiaro, come ha detto l’Eurosummit, che non ci sarà nessun ‘haircut’ del valore nominale, ma come fare non so ancora dirlo, sta ai Paesi della zona euro deciderlo, la Commissione non è un creditore”.

IL NODO DELL’TAGLIO DEL DEBITO
All’opposto la linea del Governo greco, ma anche del Fondo Monetario Internazionale e degli Stati Uniti oltre che di molti esponenti politici del Vecchio Continente.

“Non siamo alla fine di un processo. Siamo all’apertura, su un calendario molto serrato e con una sfida colossale”, ha detto il direttore generale del FMI, Christine Lagarde, ai microfoni di Europe 1, ma per uscire dalla crisi greca “bisogna ristrutturare il debito per alleggerire il fardello”, e più precisamente “prolungare considerevolmente le scadenze, il periodo di grazia durante il quale non è effettuato nessuno pagamento e ridurre gli interessi il più possibile”. Il Fondo, ha poi aggiunto, parteciperà a un nuovo piano di salvataggio della Grecia solo se sarà “completo”, associato a una riforma “in profondità“ dell’economia e a “una linea di bilancio sana che dia solidità al Paese senza essere eccessiva”.

DA LUNEDÌ GLI AUMENTI
Mentre il premier greco Alexis Tsipras lavora ad un rimpasto dopo la ribellione all’interno del suo partito Syriza in occasione del voto in Parlamento, si è appreso che lunedì mattina le banche greche non riapriranno come preannunciato, ma riapriranno solo le succursali che offrono servizi ai pensionati privi di carte di credito o bancomat.

Il Ministero delle Finanze ha intanto reso noto l’elenco dei provvedimenti che scattano da lunedì. I nuovi aumenti dell’Imposta sul Valore Aggiunto (Iva) entreranno in vigore dal 20 luglio al fine di garantire una transizione ‘morbida’ alla nuova aliquota. Come ricorda l’Ana-Mpa, le modifiche riguarderanno prodotti e servizi che passeranno al tasso più elevato (dal 13% al 23%) come gli alimenti confezionati, i servizi di ristorazione e le caffetterie oltre ai biglietti dei mezzi di trasporto pubblico. Lo stesso dicastero ha inoltre chiarito che l’aumento dell’Iva per gli alberghi dal 6,5% al 13% entrerà in vigore il primo ottobre prossimo, mentre alla stessa data sarà inoltre abolita l’aliquota Iva agevolata per le isole del Mar Egeo.

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