mercoledì, 7 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Hacking Team fuori controllo. A rischio i nostri 007
Pubblicato il 09-07-2015


Hacking teamCon l’hackeraggio di Hacking Team è stato aperto un vero e proprio vaso di Pandora, il cracking dei server di Hacking Team sta avendo ripercussioni sul fronte della sicurezza informatica, tanto che a rischiare sono anche normali utenti alle prese con possibili minacce che riguardano anche il plug-in Flash Player di Adobe e una in un driver di livello kernel su Windows. La società informatica milanese aveva scoperto il bug, e ora che la sua esistenza è divenuta di pubblico dominio potrebbero iniziare gli attacchi proprio da quel punto. Ora 400 gigabyte di file contenenti documenti riservati – ma anche falle aperte per entrare nei sistemi fino a ieri sconosciute ai più – sono a disposizione del deep web, le preoccupazioni possono essere ragionevolmente notevoli.

hacking-team-unwittingly-predicts-leak

Dopo aver cercato, inizialmente, di contenere il panico, Hacking Team, ha annunciato in un comunicato preoccupante: “Abbiamo perso la capacità di controllare chi utilizza la nostra tecnologia. Terroristi, estorsori ed altri possono implementarla a volontà. Crediamo sia una situazione estremamente pericolosa, è oramai evidente che esiste una grave minaccia”.

Molto il materiale venuto a galla, dai controversi rapporti dell’Rcs venduto a regimi dittatoriali fino alle conversazioni email…il tutto tranquillamente in rete. Uno dei principali partner aziendali di Hacking team è Nice Systems, una società con sede in Israele con stretti legami con le agenzie militari e di intelligence israeliani. Il CEO di questa società, Barak Eilam, per esempio, era stato precedentemente un ufficiale con una “unità di intelligence elite” nelle Forze di Difesa israeliane, secondo la sua biografia.

Ora ad essere preoccupati però sono soprattutto i servizi segreti di tutto il mondo, italiani in primis, tanto che Giampiero Massolo, direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, il vertice dei servizi segreti italiani, è stato chiamato a riferire al Copasir sul caso: “Ci sono verifiche in corso in merito all’impatto dell’attacco subito dalla società Hacking Team sui software utilizzati dai servizi segreti italiani. Il rischio è infatti che dati della nostra intelligence siano stati hackerati”. Nel comunicato di Hacking Team si legge: “Prima dell’attacco potevamo controllare chi aveva accesso alla nostra tecnologia”, e quindi la società poteva spegnere l’accesso. Ma ora, continua il comunicato, “a causa del lavoro di criminali, abbiamo perso la capacità di controllare chi la utilizza”.

Tra le tante informazioni trapelate, resta singolare quella di un email del mese scorso del AD della Società, David Vincenzetti con cui ha previsto involontariamente il futuro, scherzosamente ha avvertimento il personale circa le conseguenze in caso di una fuoriuscita di informazioni sensibili dell’azienda.

Ha scritto. “Sarete demonizzati dai nostri amici più cari gli attivisti, e la gente normale punterà il dito contro di voi.”

Liberato Ricciardi

Per saperne di più:
Punto informatico
The Intercept
Forbes

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento