domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il tentativo di Silvio Berlusconi
del doppio dribbling
Pubblicato il 06-07-2015


Silvio Berlusconi tenta il brivido di un doppio dribbling: nel calcio e in politica. Assediato dai processi e alle prese con la crisi di Forza Italia, tenta il rilancio. Il presidente del Milan prende spunto dall’arrivo di Siniša Mihajlovic nel Milan e commenta: ora la squadra “può competere” con la Juventus per lo scudetto.  Nella conferenza stampa oggi a Milano canta le lodi del nuovo allenatore rossonero e arriva anche una sorpresa: non parla solo del fuoriclasse serbo e delle ambizioni calcistiche mondiali del Milan; improvvisamente vira verso la politica e si sofferma su Diego Della Valle, imprenditore come lui.

Berlusconi si leva la maglietta del Milan e indossa quella di presidente di Forza Italia: «Evviva c’è bisogno di gente nuova. Della Valle è un ottimo imprenditore ed è nuovo come politico». Apprezza il progetto, avanzato dal proprietario della Tod’s, di costruire “Noi italiani”. Commenta: il governo di Renzi ha fallito, «il successo può venire da gente che viene dalla vita vera e non da gente che fa la politica di mestiere». Il colpo mira al presidente del Consiglio e segretario del Pd: «Anche Renzi è un professionista della politica». Berlusconi conferma l’obiettivo di ricomporre il centrodestra, da  anni diviso in mille frammenti, dopo essere stato unito e vincente per quasi 20 anni sotto la sua guida.  Vuole ricominciare a lavorare sul 50% degli italiani che ormai diserta le elezioni: «A me basterebbe convincere tutti quelli che non votano ad andare a votare».

Della Valle, presidente della Fiorentina, in due anni si è trasformato da amico e sostenitore del presidente del Consiglio in suo irriducibile avversario. L’amministratore delegato di Hogan e Tod’s  boccia i risultati dell’esecutivo diretto dal “rottamatore” di Firenze. Ha fatto partire la bordata l’altro ieri: «Credo che questa sia un’esperienza di governo arrivata un po’ alla fine». Ha invitato perfino Sergio Mattarella a voltare pagina: «Credo che il presidente della Repubblica debba prendere atto che c’è un governo non votato dal popolo e in assoluto affanno, ma non si può andare a votare ora».

Ha spinto per varare un nuovo esecutivo «che ci porti al 2018» quando ci saranno le elezioni politiche. Ha usato un linguaggio simile a quello di Berlusconi: «C’è bisogno di gente competente con dei curricula validi, non mettiamo amici e amici degli amici». Strane le vicende della vita: Renzi e Della Valle nel febbraio del 2014 si vedevano a Firenze e si parlava di quest’ultimo come possibile ministro nel governo del giovane “rottamatore”.

C’è aria di alleanza in politica tra i due imprenditori. È aperta la sfida per la leadership del centrodestra. Matteo Salvini dall’anno scorso ha posto la sua candidatura alla guida del centrodestra contestando quella del presidente di Forza Italia. Il segretario della Lega Nord ha rivendicato: «Sono io il competitor di Renzi». All’assemblea di Pontida di un mese fa ha ricordato i suoi successi elettorali alle elezioni amministrative: «Ho portato il partito dal 4% al 14% dei voti». Ha polemizzato con Berlusconi che “resta in campo” ed ha sottolineato il “sorpasso” elettorale del Carroccio su Forza Italia. I vertici tra l’ex presidente del Consiglio e il segretario del Carroccio si sono succeduti negli ultimi mesi, tuttavia i contrasti  sulla leadership e le alleanze per le elezioni politiche non sono stati superati.

Il centrodestra è diviso tra Lega, Forza Italia, Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Salvini sta cercando un rapporto privilegiato con la Meloni. Oggi si sono incontrati alla Camera concordando sulla necessità di costruire «una valida alternativa al renzismo». L’arrivo in pista di Della Valle potrebbe cambiare tutto. L’ex presidente del Consiglio ha precisato qualche tempo fa di voler assumere il ruolo di “regista”, di padre nobile del centrodestra riunificato.

Rodolfo Ruocco

tratto da ‘La nota politica’ 

 

 

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