giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il fattore della Tenuta
della Centonara
Pubblicato il 30-07-2015


Nei primi giorni di gennaio del 2016 ricorrerà il 70° anniversario della uccisione a Castelbolognese del socialista Michele Barnabè. Era il fattore della Tenuta della Centonara, militante socialista allora iscritto al PSIUP, esponente di rilievo del CLN col nome di battaglia di “ e vecc”, referente locale del ravennate Benigno Zaccagnini, nonché fratello di mio nonno Paolo. Fu ucciso all’interno della Camera del Lavoro da comunisti con un colpo d’arma da fuoco al capo nel corso di una animata discussione. Il medico legale fu chiamato dopo poco il delitto ma, forse temendo possibili ritorsioni, scrisse nel referto trattarsi di “ morte per dissanguamento”. Secondo le sue volontà ebbe un funerale civile accompagnato (forse ipocritamente) da centinaia di bandiere rosse e dalle bande che eseguivano l’Internazionale e Bandiera Rossa. Io fui dipendente del servizio di odontoiatria dell’Ospedale per gli Infermi  di Faenza dal 1973 al 1977. In tale periodo ebbi fra i miei pazienti il castellano Oddo Diversi che, leggendo sul camice il mio nome, mi narrò di quella vicenda. Ulteriori notizie reperibili su internet nel diario del notaio Antonio Bosi e nei volumetti di Oddo Diversi “ Cronache castellane” (1972) e “ Dall’ultima trincea tedesca sul Senio-Castelbolognese 1944” (1981) entrambi editi da Grafiche Galeati. A distanza di tanti anni e per non rinfocolare vecchie polemiche sarebbe giusto che la comunità castellana intitolasse a Michele un luogo pubblico, per onorare in lui un martire della lotta per la giustizia sociale e la libertà.

Mario Barnabè
(presidente onorario regionale del movimento federalista europeo di Emilia-Romagna)

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Commenti all'articolo
  1. Non conoscevo questa drammatica vicenda che ha colpito un socialista nel gennaio del 1946. La collego ad altre delle quali mi sono personalmente occupato nel 1990 e nel 1991, scrivendo poi anche un libro. In particolare all’omicidio per mano di ex partigiani comunisti del sindaco socialista di Casalgrande Umbrrto Farri, avvenuta nell’agosto del 1946, e del ferimento a colpi d’arma da fuoco di Egisto Lui, sindaco socialista di Reggiolo, più o meno nello stesso periodo.

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