domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Inps-Anac. Protocollo di vigilanza collaborativa 
Pubblicato il 03-07-2015


Il Presidente dell’Inps, Tito Boeri, e il Presidente dell’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione), Raffaele Cantone, hanno firmato, mercoledì scorso 17 giugno, un Protocollo d’azione per lo svolgimento di un’attività di vigilanza collaborativa preventiva finalizzata a verificare la conformità alla normativa di settore degli atti di gara, all’individuazione di clausole e condizioni idonee a prevenire tentativi di infiltrazione criminale e al monitoraggio dello svolgimento della procedura di gara e dell’esecuzione dell’appalto.

Tale attività riguarda il settore dei contratti pubblici di servizi e avrà come oggetto i seguenti procedimenti, che saranno attivati nel corso del 2015:

¶ servizi di sviluppo, reingegnerizzazione e manutenzione del software applicativo dell’Inps;

¶ servizi inerenti le componenti infrastrutturali di hardware e software – sistemi e reti – in ordine all’acquisizione e alla manutenzione;

¶ servizi di Contact center multicanale;

¶ servizi di gestione degli archivi.

L’Inps, inoltre, in presenza di ricorrenti indici di elevato rischio corruttivo, può promuovere – anche al di fuori delle casistiche individuate nel Protocollo – una verifica preventiva di documentazione e atti di gara o eventuali fasi della procedura di gara o dell’esecuzione dell’appalto, richiedendo l’intervento diretto, anche ispettivo, dell’Anac.

Il Protocollo avrà una durata di tre anni e potrà essere rinnovato per altri tre nel caso in cui le parti lo ritengano necessario.

Inps e Anac verificheranno ogni sei mesi l’efficacia delle attività poste in essere, anche al fine di provvedere all’aggiornamento o all’adeguamento dei procedimenti oggetto della collaborazione. Le attività svolte dall’Anac nell’ambito dell’attività disciplinata dal Protocollo non costituiscono né determinano ingerenza nella fase decisoria, che rimane prerogativa esclusiva dell’Inps, né in alcun modo ne possono limitare la responsabilità in merito. Restano, pertanto, fermi i poteri di vigilanza, segnalazione e sanzionatori istituzionalmente attribuiti all’Anac.

Previdenza. Riforma pensioni: le ultime novità 

Il premier Matteo Renzi e il suo governo sono impegnati a trovare delle misure equilibrate e sostenibili per modificare in maniera strutturale la riforma delle pensioni varata nel 2011 dal governo Monti e il suo ministro del lavoro Elsa Fornero. Anche se ancora oggi permane il problema della scarsità di risorse, la situazione attuale sembra non richiedere così tanti sacrifici e risparmi di spesa come nel novembre del 2011. Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha indicato alcune ipotesi di tagli ad alcune iniquità del sistema previdenziale che possono consentire di recuperare risorse per finanziare alcune importanti misure di riforma. Le questioni principali sul tappeto sono quelle dei lavoratori precoci per cui non c’è altra soluzione che quella di adottare la cosiddetta ‘Quota 41’, cioè permettere a questi lavoratori di andare in pensione avendo maturato 41 anni di contribuzione indipendentemente dalla loro età anagrafica e quella di una flessibilità in uscita verso il pensionamento che prevede una penalizzazione sull’assegno pensionistico in cambio di un’uscita anticipata con un’età minima di 62 anni e una contribuzione di almeno 35. Per quanto concerne la cosiddetta opzione donna – che attiene l’accesso al pensionamento delle lavoratrici pubbliche e private – la questione è diversa perché questa misura non necessita di un provvedimento legislativo, ma semplicemente che l’Inps ritiri la circolare che limita l’esercizio di questa opportunità fino al 31 dicembre 2015. I sindacati, inoltre, continuano a reclamare che venga cambiato il recente decreto sui rimborsi seguito alla decisione della Consulta sull’illegittimità della perequazione, chiedendo che si possa recuperare l’intera somma oggetto delle trattenute.

Esodati chiusa indagine su esclusi – Si è chiuso il monitoraggio sugli esodati rimasti fuori dai provvedimenti di salvaguardia, 6 in tutto, messi a punto dopo la riforma Fornero. All’indagine, condotta da una sottocommissione del Senato in collaborazione con l’Istat, hanno aderito almeno “2.350” persone, ha spiegato Annamaria Parente, la senatrice Pd che ha guidato le operazioni. Le cifre dovranno essere aggiornate, probabilmente al rialzo, visto che si fermano al 15 giugno. “L’obiettivo – ha precisato – è non lasciare nessuno indietro”.

A MAGGIO AUMENTANO LE ORE DI CASSA INTEGRAZIONE

A maggio, il mese più cassaintegrato nei primi 5 mesi del 2015, sono state autorizzate 65,4 milioni ore di cassa integrazione, salvaguardando mediamente oltre 380 mila posti di lavoro. L’aumento del 7,4% rispetto al mese precedente indica un fabbisogno crescente di questo strumento da parte delle imprese. A rilevarlo è la Uil che ha diffuso i dati del 4° Rapporto Uil sulla cassa integrazione di maggio 2015. “E la crescita sarebbe stata inconfutabilmente maggiore – ha sostenuto Guglielmo Loy, Segretario Confederale Uil – se non si assistesse alla continua diminuzione della cassa in deroga (-5,6% tra aprile e maggio) dovuta all’ormai strutturale ‘fermo’ amministrativo degli stanziamenti”. “Lo sblocco e l’implementazione delle risorse della deroga per il 2015 – ha continuato Loy – resta la principale richiesta che facciamo al Governo”. “Un allarme viene anche dal rialzo delle domande di disoccupazione (aspi) di aprile che lievitano in un mese di quasi 10.000 unità con il possibile travaso- ha affermato Loy – verso l’inoccupazione di lavoratori di imprese che non possono più utilizzare la cassa in deroga”. “Non meno preoccupante – ha commentato Loy – l’ascesa, tra aprile e maggio, di nuove richieste di cassa integrazione ordinaria (+15,2%) e straordinaria (+4,8%) sintomatiche, rispettivamente, dell’affacciarsi di ulteriori aziende ad uno stato di sofferenza e della ormai lunga permanenza in stato di crisi di altre”.

“Nel nostro Paese, i paradossi regnano sovrani: con la scusa di estendere i diritti, si tolgono a chi ce li ha. Non solo; mentre si fanno inspiegabili intervenuti normativi di abbassamento delle tutele dei lavoratori a favore delle imprese, come quelli sul demansionamento e sui controlli, non si mettono in atto provvedimenti che favoriscano davvero la ripresa occupazionale” ha puntualizzato Carmelo Barbagallo, segretario generale Uil. “L’incremento del ricorso alla cassa integrazione – ha commentato Barbagallo – è il termometro di questo disagio, ma questo strumento continua anche a essere l’unico baluardo per la tenuta di precari equilibri sociali. Da questo punto di vista, il ‘fermo amministrativo’ della cassa in deroga è davvero preoccupante”. “Lo stato di crisi continua e la ripresa resta di là da venire. Se invece di deregolamentare il lavoro che c’è, – ha aggiunto Barbagallo – il Governo si preoccupasse di creare nuovo lavoro, facendo investimenti e accrescendo il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati, si farebbe davvero cambiare verso all’economia”. Riguardo i territori regionali, prosegue la rilevazione della Uil, sono 13 le Regioni, oltre alle due Province Autonome di Trento e Bolzano a far registrare un avanzamento di ore, ed è proprio quest’ultima che mette a segno l’innalzamento maggiore (+208,4%). In Sardegna, viceversa, si riscontra la diminuzione più consistente (-54,8%). Sono, invece, prosegue la Uil, 60 le Province in cui la richiesta di questo ammortizzatore sociale fa passi in avanti. Tra i territori con i più alti rialzi in valore percentuale, ai primi 5 posti troviamo: Enna (che passa dalle “zero ore” di aprile alle oltre 31 mila di maggio) e, a seguire, Sondrio (+3.065,2%), Isernia (+1.449,2%), Imperia (+740,3%) e Potenza (+523,3%). In valori assoluti, la provincia più cassaintegrata è Torino (5,8 milioni di ore), mentre quella che ha usato di meno questo strumento di sostegno al reddito è Oristano (circa 7 mila ore). Dall’inizio dell’anno, nel corso quindi dei primi 5 mesi del 2015, le aziende hanno fatto richiesta di ore di cassa integrazione per complessive 300 milioni di ore di cui il 60% di straordinaria (180 milioni di ore). L’industria ne ha assorbite circa 224 milioni, l’edilizia oltre 41 milioni, il commercio oltre 28 milioni e l’artigianato oltre 4 milioni. “Evidentemente – ha concluso Loy – il precario aumento del Pil non si riflette ancora positivamente sul sistema produttivo anche per la ormai cronica mancanza di politiche per la crescita e lo sviluppo”.

CIG. MAGGIO 2015 -29% RISPETTO A MAGGIO 2014

Nel mese di maggio 2015 sono state autorizzate complessivamente 65,4 milioni di ore di cassa integrazione guadagni (Cig), con una diminuzione del 29,0% rispetto a maggio 2014, mese nel quale le ore autorizzate sono state 92,2 milioni. Nel raffronto con il mese di aprile 2015, i dati destagionalizzati evidenziano una variazione congiunturale pari a -1,3% per il totale degli interventi di cassa integrazione. Dall’analisi nel dettaglio dei dati di maggio 2015 emerge che le ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria (Cigo) sono state 22,4 milioni. Nel mese di maggio 2014 erano state 24,7 milioni: si è quindi registrata un abbassamento tendenziale del 9,1%. In particolare, la flessione è stata pari al 5,9% nel comparto Industria e al 17,1% nel settore Edilizia.

Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria (Cigs) autorizzate a maggio 2015 è stato di 39,0 milioni, con una riduzione del 30,2% in confronto al mese di maggio 2014, nel corso del quale erano state autorizzate 55,8 milioni di ore. Infine, per quanto concerne gli interventi in deroga (Cigd) – che come noto risentono dei fermi amministrativi per carenza di stanziamenti – le ore autorizzate a maggio 2015 sono state pari a 4,0 milioni, con una contrazione del 65,7% rispetto agli 11,6 milioni di ore autorizzate nel mese di maggio 2014. Passando all’analisi dei dati relativi alla disoccupazione, si ricorda che dal 1° gennaio 2013 sono in vigore le prestazioni ASpI e mini ASpI. Pertanto, le domande che si riferiscono a licenziamenti avvenuti entro il 31 dicembre 2012 continuano ad essere classificate come disoccupazione ordinaria mentre, per quelli avvenuti dal 1° gennaio 2013, le istanze pervenute sono classificate come ASpI e mini ASpI. Nel mese di aprile 2015 sono state presentate 95.662 richieste di ASpI, 29.117 domande di mini ASpI, 456 istanze tra disoccupazione ordinaria e speciale edile e 4.436 richieste di mobilità, per un totale di 129.671 domande, con un decremento dell’11,7% in confronto alle 146.821 del mese di aprile 2014. Alla sintesi dei dati fornita dall’Istituto di previdenza, è stato opportunamente allegato un file più completo, che offre un focus sulla diversa tipologia di interventi, un’analisi per ramo di attività economica e un’analisi per regione ed area geografica. Lo stesso Ente assicuratore fa infine presente che in data 02/06/2015 è stata effettuata una rilettura degli archivi: di conseguenza, i dati pubblicati in precedenza potrebbero aver subito variazioni.

UIL. MAGGIO MESE PIU’ CASSINTEGRATO

A maggio, il mese più ‘cassaintegrato’ nei primi 5 mesi del 2015, sono state autorizzate 65,4milioni ore di cassa integrazione, salvaguardando oltre 380 mila posti di lavoro. L’aumento del 7,4% sul mese precedente indica un fabbisogno crescente di questo strumento da parte delle imprese. E la crescita sarebbe stata maggiore – sostiene Guglielmo Loy, segretario Confederale Uil – se non si assistesse alla continua diminuzione della cassa in deroga (-5,6% tra aprile e maggio) per il “fermo” degli stanziamenti.

Carlo Pareto 

                                                                    

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