martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Inps: fondo clero, un disavanzo miliardario
Pubblicato il 17-07-2015


Inps-fondo cleroNella conta in tasca ai pensionati, dalle tute blu ai colletti bianchi, fatta da Tito Boeri non poteva mancare certo quella alle tonache. Secondo i dati riportati dall’operazione trasparenza “Porte Aperte” Inps, su cui vengono pubblicate le informazioni sul funzionamento dei fondi speciali dell’Istituto, il “fondo clero” che eroga la pensione a 13.788 ex sacerdoti, ha una gestione “costantemente in passivo”. Nonostante il rapporto iscritti/pensionati sia sempre ben superiore all’unità (1,45 nel 2015), la gestione è costantemente in passivo, riportando risultati economici annuali negativi compresi tra 56 e 115 milioni di euro nel periodo 2002-2015 e un disavanzo patrimoniale di oltre 2,2 miliardi di euro nel 2015, inoltre emerge che il 72% dei pensionati gode anche di un’altra pensione, fondo clero

Un vero e proprio “buco miliardario”, che non è mai stato toccato negli anni e che secondo una stima fatta dall’Istituto, se venisse fatto un eventuale adeguamento al sistema contributivo, sul 60% delle pensioni con decorrenza successiva al 1999 si arriverebbe a una decurtazione superiore al 50%.

Il rapporto segnala poi alcune particolarità tra le quali emerge soprattutto la nota che il Fondo “non è stato interessato dalla riforma pensionistica Monti-Fornero” e che “i contributi non sono commisurati ad un’aliquota percentuale della retribuzione o del reddito, ma sono dovuti in misura fissa”. Così il sistema di calcolo “non è né retributivo, né contributivo e/o misto bensì a prestazioni definite in somma fissa”. Il fondo – spiega l’Inps – prevede una misura minima per tutte le pensioni che eroga, corrispondente al trattamento minimo dell’assicurazione generale obbligatoria, che è di 502,39 nel 2015.

Ma le toghe sono previdenti e hanno già messo “i puntini sulle i” da tempo, con un articolo dell’Avvenire di gennaio, si potrebbe già ravvisare l’ammanco. Nell’articolo si sostiene che l’unica professione dell’Inps dalle ricongiunzioni contributive riguarda i ministri nel Fondo Inps per il clero, poiché “la legge 903 del 1973 stabilisce che i contributi versati al Fondo non sono cumulabili con quelli versati nell’assicurazione generale o altre gestioni previdenziali”. Ciò è anche ammissibile per via della legge che ha introdotto le ricongiunzioni di contributi, posteriore di sei anni “la legge n. 29 del 7 febbraio 1979”.

Il disguido interpretativo dell’Inps disattende anche alcune sentenze della Corte di Cassazione sez. Lavoro, emesse tra il 1995 e il 2006, che hanno collocato il Fondo clero “dentro” e non “a parte” della previdenza generale, con pieni diritti ed obblighi alla pari delle altre gestioni.

Maria Teresa Olivieri

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