domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Inps. Pensioni, a luglio in arrivo la quattordicesima 
Pubblicato il 08-07-2015


In arrivo la ‘quattordicesima’ per i pensionati a basso reddito. La circolare dell’Inps, la n. 130/15 del 2 luglio 2015, infatti, ha stabilito i requisiti per la corresponsione di una somma aggiuntiva a beneficio di tutti quei soggetti con basso reddito secondo quanto disposto dall’articolo 5 del Decreto Legge 81/07 (convertito in legge n. 127/07). La quattordicesima, come per i lavoratori, viene versata dall’Inps ai pensionati che ne hanno diritto il 1° luglio. L’articolo 5, del decreto legge 2 luglio 2007, n.81 convertito con modificazioni nella Legge 127 del 3 agosto 2007, ha appunto previsto a partire dal 2007, la corresponsione di una somma ulteriore (c.d. “quattordicesima”) di norma corrisposta con la mensilità di luglio (a partire dall’anno 2008) a favore dei titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria e delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima in presenza di determinate condizioni reddituali e con un’età pari o superiore a 64 anni (Circ. 119 del 8 ottobre 2007). Sono pertanto esclusi dal beneficio gli assegni e le pensioni sociali, le prestazioni di invalidità civile, le pensioni di guerra e le rendite Inail. Il contenuto della nuova circolare invero non prefigura particolari novità rispetto agli anni precedenti visto che tale agevolazione suppletiva compete ai pensionati che hanno compiuto i 64 anni di età, il cui reddito personale non superi i 9767,16 euro annui, ovvero una volta e mezzo il trattamento minimo percepito. Per l’anno 2015 sono interessati tutti i soggetti nati prima del 1° gennaio 1952 e proporzionalmente anche a coloro che compiono il 64° anno di età entro il 31 dicembre dell’anno di pagamento. La somma aggiuntiva viene difatti erogata in presenza di un reddito complessivo personale riferito all’anno stesso di corresponsione non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (che per il 2015 è pari a euro 502,39). Oltre tale soglia, l’aumento viene pagato fino a concorrenza del predetto limite reddituale incrementato dell’importo ulteriore ipoteticamente spettante (clausola di salvaguardia). Nello specifico, la legge prescrive un trattamento differenziato a seconda dei contributi versati, Il beneficiario deve difatti possedere i requisiti di contribuzione fissati dalla Tabella A allegata della legge 127/2007 secondo questi importi: 336 euro per i pensionati che abbiano un’anzianità contributiva fino a quindici anni (se ex lavoratori dipendenti) e fino a diciotto anni se ex autonomi; 420 euro per i pensionati con contributi dai 15 ai 25 anni se ex dipendenti e 18-28 anni se ex autonomi; 504 euro per i pensionati con oltre venticinque anni di contributi se ex dipendenti e oltre 28 anni se ex autonomi. La prestazione è attribuita ai titolari di pensione a carico: dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti; della gestione speciale per i lavoratori delle miniere, cave e torbiere; delle gestioni dei contributi e delle prestazioni previdenziali dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni, degli artigiani e degli esercenti attività commerciali; della gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.335; del fondo di previdenza del clero secolare e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica; delle forme esclusive, sostitutive ed esonerative dell’assicurazione generale obbligatoria gestite da enti pubblici di previdenza obbligatoria. Possono aver diritto alla quattordicesima, in presenza delle condizioni richieste, anche i titolari di assegno di invalidità liquidato ai sensi dell’art. 1 della L. 222 del 1984 e gli intestatari di trattamenti di quiescenza in totalizzazione purché almeno una quota di prestazione sia a carico di una delle predette gestioni. La somma aggiuntiva non costituisce reddito né ai fini fiscali né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali e assistenziali, con esclusione dall’anno 2008, per un importo pari a 156 euro, dell’incremento delle maggiorazioni sociali di cui all’articolo 38 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, come determinato in applicazione del comma 5 della legge stessa (L. 127 del 3 agosto 2007 art. 5 comma 4). Parimenti, la “quattordicesima” è rilevante invece ai fini della concessione del diritto alla carta acquisti. (Msg. 26673 del 28 novembre 2008 e Msg. 3639 del 13 febbraio 2009). Ai fini della concessione del beneficio si tiene conto solo del reddito lordo del pensionato, non considerando pertanto il cumulo con quello dell’eventuale coniuge. Sono da includere fra i proventi che rilevano quelli assoggettabili all’Irpef, nonché i redditi esenti da imposte e quelli soggetti a ritenuta alla fonte o ad imposta sostitutiva, compresi i redditi conseguiti all’estero o in Italia presso Enti ed organismi internazionali. Sono viceversa esclusi dal computo: i trattamenti di famiglia comunque denominati; le indennità di accompagnamento; il reddito della casa di abitazione; i trattamenti di fine rapporto comunque denominati; le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata. Sono altresì da non considerare i redditi: delle pensioni di guerra (Circ. 268 del 25 novembre 1991); delle indennità per i ciechi parziali e dell’indennità di comunicazione per i sordi prelinguali (msg. 14878 del 27 agosto 1993) dell’indennizzo previsto dalla L. 210 del 25 febbraio 1992 in favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati (Circ. 203 del 6 dicembre 2000); della somma di 154,94 euro di importo aggiuntivo previsto dalla L. 388 del 23 dicembre 2000 per espressa previsione normativa (Circ. 9 del 16 gennaio 2001); dei sussidi economici che i Comuni ed altri Enti erogano agli anziani per bisogni strettamente connessi a situazioni contingenti e che non abbiano caratteristica di continuità (msg. n.362 del 18 luglio 2000).

Inps. Colf: entro il 10 luglio il versamento all’Inps 

In vista della scadenza del dieci luglio 2015 del versamento dei contributi dovuti dai datori di lavoro domestico per il secondo trimestre solare di quest’anno, l’Inps, con un’apposita circolare interna, (la n. 23 del 10/02/2015) ha fornito gli importi da corrispondere e una serie di chiarimenti. Va subito precisato intanto che le nuove fasce di retribuzioni sono lievitate dello 0.2 per cento. L’incremento per il 2015 è stato pertanto abbastanza contenuto, discostandosi significativamente poco rispetto al 2014. Oltre all’aumento dei minimi salariali conseguenti al rinnovo del contratto (che interessa però più che altro il personale convivente) vi è da registrare il consueto rincaro dei contributi da pagare all’Ente assicuratore. L’innalzamento – si sottolinea – è direttamente collegato sia alla crescita delle retribuzioni convenzionali (variazione dell’indice del costo della vita: più 0,2 per cento) su cui viene calcolata la contribuzione, sia alla recente revisione dell’aliquota del fondo pensioni (più 0,30%) a carico dei dipendenti, voluta espressamente dalla Finanziaria 2008. Inoltre, sulla contribuzione dovuta per i rapporti di lavoro domestico, a partire dal 1° gennaio 2013, hanno effetto alcune novità introdotte dalla legge 28 giugno 2012, n. 92, in particolare l’art. 2 del citato provvedimento ha previsto che l’assicurazione contro la disoccupazione involontaria (Ds) è sostituita dall’Assicurazione sociale per l’Impiego (Aspi) successivamente diventata Naspi. Pertanto il finanziamento dell’indennità di disoccupazione involontaria già presente nella contribuzione per attività di collaborazioni familiari, è sostituito dal finanziamento all’Aspi/Naspi, ai sensi del comma 1 del predetto articolo 2, a cui concorrono gli oneri previdenziali di cui agli artt. 12, sesto comma (1,30%), e 28, primo comma (0,01%), della legge 3 giugno 1975, n. 160. La misura del contributo da corrispondere (con inclusa l’aggiunta numeraria dello 0,50 per cento per le lavoratrici non soggette alla tutela Cuaf) cambia naturalmente in base all’orario osservato dalla colf.: se inferiore alle ventiquattro ore settimanali, l’onere assicurativo è commisurato a tre diverse fasce di retribuzioni; se invece è superiore la quota numeraria dovuta, per tutta la durata del servizio remunerato, è fissa. Il pagamento dell’obbligazione previdenziale – si ricorda – va effettuato con cadenza trimestrale, in particolare: dal primo aprile al dieci aprile, si versano gli oneri contributivi corrispondenti al primo trimestre dell’anno; dal primo al dieci luglio quelli riferiti al secondo trimestre; dal primo al dieci ottobre, quelli relativi al terzo trimestre; dal primo al dieci gennaio dell’anno successivo, i contributi del quarto ed ultimo trimestre dell’anno. Se però il rapporto di lavoro cessa prima del termine di versamento stabilito, l’obbligo assicurativo prescritto deve essere tassativamente assolto entro dieci giorni dalla data della sua risoluzione. Per quanto attiene l’Inail, poi, l’assunzione di una collaboratrice domestica, va di norma comunicata allo stesso Ente antinfortunistico entro le ventiquattro ore successive all’avvenuto impiego.

Il versamento

La corresponsione dell’obbligo assicurativo può essere effettuata, a scelta, con uno dei seguenti mezzi: 1) rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche”; Il pagamento è disponibile, senza necessità di supporto cartaceo, presso: – le tabaccherie che espongono il logo “Servizi Inps” ; – gli sportelli bancari di Unicredit Spa; – tramite il sito Internet del gruppo Unicredit Spa per i clienti titolari del servizio di Banca online; – a partire dalla fine del 2011, inoltre, il versamento senza bollettino può essere praticato anche presso tutti gli sportelli di Poste Italiane, con le modalità prefigurate per il circuito Reti Amiche. 2) online sul sito Internet www.inps.it nella sezione “Servizi Online/Per tipologia di utente/Cittadino/Pagamento contributi lavoratori domestici”, utilizzando la carta di credito; 3) utilizzando il bollettino Mav – Pagamento mediante avviso – inviato dall’Inps o generato attraverso il sito nella sezione “Servizi Online/Per tipologia di utente/Cittadino/Pagamento contributi lavoratori domestici”, pagabile senza commissione presso le banche oppure presso gli uffici postali, con addebito della commissione; 4) telefonando al Contact Center numero verde gratuito 803164, impiegando la carta di credito. Si ricorda per ogni opportunità che qualunque sia la modalità scelta, segnalando il codice fiscale del datore di lavoro e il codice rapporto di lavoro, è proposto l’importo complessivo per il trimestre in scadenza, calcolato in base ai dati comunicati all’assunzione o successivamente variati con l’apposita segnalazione.

I dati esposti (ore lavorate, retribuzione, settimane) e il conseguente importo, determinato automaticamente, possono sempre essere modificati: – dichiarando i dati da sostituire all’operatore, se la corresponsione avviene tramite Reti Amiche o Contact Center; – facendo ricorso alla procedura a disposizione sul sito Internet per corresponsioni online o per generare un nuovo Mav stampabile. Soltanto nel caso di rapporti di lavoro a carattere temporaneo, occasionale e di breve durata, è possibile ricorrere alla modalità di versamento tramite i buoni lavoro (voucher). Di seguito si riporta la tabella dei contributi relativi all’anno di riferimento 2015:

I CONTRIBUTI 2015

Retribuzione oraria     Contr. con Cuaf   Contr. senza Cuaf*

fino a 7,88 euro              1,49 (0,35)                      1,50 (0,35)

da 7,88 a 9,59 €              1,68 (0,39)                        1,69 (0,39)

oltre 9,59 €                      2,05 (0,48)                       2,06 (0,48)

più di 24hsettimanali     1,08 (0,25)                        1,09 (0,25)

N.B. Le cifre in parentesi costituiscono la quota a carico della lavoratrice. * Mentre l’esclusione dal versamento del contributo Cuaf (Cassa Unica Assegni familiari) è prevista soltanto nel caso di rapporto di lavoro tra coniugi e tra parenti o affini non oltre il terzo grado che siano conviventi (pareti: figli, fratelli o sorelle e nipoti; affini: genero, nuora e cognati).

Crisi. Inps, calano le colf, ma aumentano gli italiani 

Crescono ancora le colf italiane nonostante il calo complessivo della categoria. Nel 2014, secondo i dati Inps pubblicati oggi, i domestici erano 898.489 con una riduzione del 5,8% sul 2013. Nello stesso periodo, a causa della crisi, le colf italiane sono cresciute del 4,3% superando quota 205.000 e confermando la tendenza avviata nel 2013 (+9,5% in due anni). Nel 2014 – spiega l’Inps – i lavoratori domestici contribuenti all’Istituto sono diminuiti nel complesso di 54.940 unità (-5,8%) proseguendo la tendenza registrata nel 2013 sul 2012 (-5,1%) dopo il forte incremento registrato nel 2012 grazie alla sanatoria sui lavoratori extracomunitari irregolari. Le donne rappresentano la stragrande maggioranza della categoria con l’87% del totale (oltre 781.000 persone nel 2014), percentuale in forte aumento dall’inizio della crisi (era al 78,3% nel 2009). I lavoratori domestici uomini si sono ridotti in modo consistente passando dai 212.441 del 2009 ai 117.037 del 2014.

Mentre diminuiscono i domestici nel complesso crescono quelli di nazionalità italiana (+4,3% nel 2014 sul 2013, +9,5% tra il 2012 e il 2014)) con un aumento a livello regionale che segna il +15,5% in Calabria. I domestici stranieri diminuiscono tra il 2012 e il 2014 nel complesso del 15%. Solo nell’ultimo anno le colf stranieri sono diminuite del 14,7% in Campania e del 13,1% in Calabria. La crisi economica ha ridotto la richiesta di servizi domestici da parte delle famiglie ma non del lavoro di cura per gli anziani: nel 2014 – secondo i dati Inps pubblicati recentemente – i lavoratori domestici sono diminuiti nel complesso del 5,8% ma tra questi le badanti hanno ”tenuto” (da 365.057 a 364.132). In particolare sono aumentate le badanti di nazionalità italiana passate da 56.000 a 63.789 (+13,9%). Le colf italiane sono cresciute lievemente (da 141.351 a 141.983) mentre quelle straniere sono calate di oltre 50.000 unità.

Carlo Pareto 

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