domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Intercettazioni, fuoco incrociato su Crocetta
Pubblicato il 20-07-2015


Crocetta-dimissioni

Sul caso Crocetta ogni scenario è possibile. Lo ha detto il presidente del Pd Matteo Orfini commentando a Napoli gli sviluppi. “Il segretario siciliano del Pd non esclude alcuno scenario” affrontando la vicenda “ovviamente in stretto rapporto con Roma”. E a chi gli chiede dell’ipotesi sfiducia al governatore risponde: “Quando dico valutare ogni scenario dico questo”. “A prescindere dalla telefonata falsa, perché ci atteniamo a quanto ha detto la Procura, quello che emerge è un quadro inquietante di relazioni complicate e pericolose del ‘cerchio magico’ del governatore. Cosa che il Pd siciliano aveva denunciato da tempo, criticando Crocetta per le cose che stanno emergendo”.

Lunedì dopo tre giorni di “esilio” volontario nel suo appartamento a Castel di Tusa in provincia di Messina il governatore della Sicilia è rientrato a Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione, per riprendere la sua attività istituzionale per cercare di riannodare i fili della legislatura siciliana. L’unica cosa chiara è che non ci si capisce nulla. Un’intercettazione che per i giudici non esiste. Un giornalista dell’Espresso che invece assicura della sua esistenza. Una intercettazione che ha spinto Rosario Crocetta, Presidente della Regione Sicilia, a sospendere il suo incarico per poi tornare sui suoi passi. Forse domani se ne saprà di più quando alle ore 11, nell’Hotel delle Palme a Palermo, Vincenzo Lo Re, legale del presidente della Regione siciliana, terrà una conferenza stampa sulla vicenda della presunta intercettazione telefonica.

Una intercettazione che comunque ha aperto uno squarcio sullo stato interno del Pd. Oggi il vicesegretaio del partito ha fatto capire che le dimissioni di Crocetta sarebbero gradite. “Intercettazione o non intercettazione, dopo le parole di Manfredi Borsellino la situazione in Sicilia è insostenibile”, ha detto Debora Serracchiani. Ipotesi di andare al voto, malgrado il rischio di perdere la Sicilia? “D’altra parte – riflette la presidente del Friuli Venezia Giulia – si rischia di logorarsi”. Serracchiani torna poi sulla necessità di decidere sul governatore Rosario Crocetta in tempi rapidi: “Una agonia politica il Pd non può permettersela”. Ma il voto spaventa non poco, con il rischio cappotto che va tenuto presente dopo i recenti risultati del Movimento  5 Stelle alle amministrative in Sicilia. E nel bel mezzo di questo passaggio delicato si è aperta una nuova grana per il partito del premier con le dimissioni dall’Assemblea regionale siciliana del deputato renziano Fabrizio Ferrandelli in polemica con il Pd siciliano. A Ferrandelli dovrebbe subentrare Davide Faraone, primo dei non eletti nel collegio palermitano che poi è stato eletto alla Camera ed è sottosegretario all’Istruzione.

Nella baruffa si infila anche Forza Italia che è pronta a presentare una mozione di sfiducia al presidente della Regione siciliana. Lo annuncia il capogruppo di Fi all’Ars, Marco Falcone. “Se non lo farà il Pd lo faremo noi”. Per il Movimento 5 Stelle  invece “una mozione di sfiducia al governatore Crocetta da parte delle opposizioni – afferma il deputato del M5s, Giancarlo Cancelleri – non ha senso, farebbe la fine di quelle fatte in passato. L’unica mozione di sfiducia che accettiamo è quella che deve fare il Pd: ci bastano poche firme, quelle che restano per arrivare a 46 (la metà più uno dei componenti dell’Assemblea) ce le mettiamo noi”.

Staccare la spina o proseguire a oltranza, col rischio di rendere rovente un clima già acceso. La scelta dipende da Crocetta. Intanto la temperatura aumenta. E attorno al governatore c’è già il deserto con una sensazione, che si fa sempre più crescente, che le sorti della Sicilia siano ormai guidate da Roma.

Redazione Avanti!

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