domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

INTERESSI DI PARTITO
Pubblicato il 09-07-2015


Camera dei Deputati - Intervento di Enrico Letta sulla crisi in Siria

Presentata dal senatore Psi, Enrico Buemi una proposta di legge che prevede l’istituzione di una Commissione d’inchiesta sul finanziamento pubblico dei giornali e degli altri organi di stampa o di comunicazione di massa. «Una battaglia socialista e radicale» dichiara all’Avanti! Buemi. «L’informazione deve essere libera, pluralista. Non solo frutto di scelte di potere, di partito o di governo». Sempre oggi, il disegno di legge di riforma della governance della Rai è stato licenziato dalla Commissione Lavori pubblici e Comunicazioni del Senato, ed è pronto per approdare a Palazzo Madama e per essere approvato anche prima della pausa estiva.

LA PDL DI BUEMI – Nella proposta di legge presentata oggi l’esponente socialista fa riferimento alla questione del caso del quotidiano fondato da Antonio Gramsci “L’Unità”, recentemente tornato in edicola. Buemi ricorda l’inchiesta giornalistica dello scorso maggio della trasmissione Rai – ‘Report’ – sul finanziamento alla stampa di partito. La Commissione d’inchiesta che l’esponente socialista intende istituire ha dunque l’obiettivo di «inverare il diritto della cittadinanza alla conoscenza di questa particolare vicenda, che è l’indizio del più generale sistema di connivenza tra politica e informazione intorno alle comuni convenienze». Secondo Buemi, infatti «in assenza di una precisa regolamentazione del conflitto di interessi non si può escludere che vicende di commistione di interessi privatistici e partitici con la funzione legislativa non si possano ripetere anche al giorno d’oggi».

BUEMI: TESTO RIFORMA RAI MIGLIORATO – Sul fronte Rai il provvedimento in Commissione oggi è stato votato a favore di  tutte le forze politiche, compreso il Movimento 5Stelle. L’unico astenuto è stato il senatore di Forza Italia, Augusto Minzolini. Il testo ha sciolto gli ultimi nodi di rilievo: uno concerne la nomina del presidente della Rai che potrà avvenire solo con il voto favorevole dei due terzi della Commissione di Vigilanza. L’altro riguarda i rapporti di forza interni alla nuova governance aziendale: secondo una modifica approvata vi sarà la possibilità per il consiglio di amministrazione di approvare o bloccare – con la maggioranza dei due terzi (cinque membri su sette, ndr) – le nomine dei direttori di testata decise dall’amministratore delegato. Su tutte le altre nomine apicali – compresi i direttori di rete – il parere sarà obbligatorio, ma non vincolante. «Ma è chiaro – spiega Buemi all’Avanti! – che di fronte a un voto negativo della maggioranza qualificata del cda si porrà un problema di opportunità. L’altra novità – continua l’esponente socialista – è l’introduzione di un comitato di garanzia democratica e culturale che ancora non ha un nome, composto dal presidente e da due consiglieri che dovrebbe vigilare sull’operato del servizio pubblico al fine tutelare il pluralismo». Buemi poi spiega che il capitale di controllo del servizio pubblico è composto «da quello economico finanziario – nelle mani del ministero del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dunque del governo – e dal capitale democratico che fa capo al Parlamento. Oggi è emerso un approccio di bilanciamento tra questi due controlli e capitali».

Sul prossimo presidente dell’azienda radiotelevisiva, il senatore non fa pronostici, ma è convinto che sarà «un nome gradito sia a Renzi che a Berlusconi».

Siria Garneri 

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