lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Iran. Stretta finale sull’accordo nucleare
Pubblicato il 06-07-2015


Nucleare Iran-accordoSarà un accordo storico, ma per il momento a fare da padrone nella partita sui negoziati del nucleare iraniano a Vienna, sono ancora una volta i tempi supplementari. Sono infatti venti mesi che vanno avanti i negoziati tra l’Iran e le potenze del 5+1 (Gran Bretagna, Cina, Francia, Russia, Usa e Germania), arrivando a un Piano di azione concordato che ha portato alla firma di un Accordo quadro, nell’aprile scorso, che andava confermato con la versione esecutiva entro il 30 giugno 2015, per poi slittare al 7 luglio. In realtà ora pare che le trattative dureranno fino alla fine della settimana.

Proprio il 7 luglio, cioè domani, scade la sospensione delle sanzioni dell’Unione Europea, mentre il 9 scade il termine fissato per dare al Congresso solo 30 giorni di revisione dell’accordo che altrimenti si raddoppierebbero. È importante sottolineare che Usa e Ue elimineranno le sanzioni in maniera graduale dopo che l’Iran avrà rinunciato a quella parte del suo programma nucleare che potrebbe portare alla realizzazione della bomba atomica, una sfida importante che potrebbe portare così al primo primo accordo anti-arma atomica raggiunto per via diplomatica. A essere rappresentata, è anche l’Europa, non solo con Francia, Regno Unito e Germania, ma anche con un ruolo di rappresentanza, con Federica Mogherini in veste di ministro degli Esteri Ue, tramite un mandato delle Nazioni Unite, che attribuisce alla Ue il compito di “facilitare i negoziati”. In caso di buon esito per la prima volta, l’Ue, riuscirebbe a svolgere un ruolo non solo autorevole, ma complementare alla diplomazia americana, mentre l’Iran riacquisterebbe una piena autorevolezza internazionale, infine Obama vedrebbe uno dei primi successi in politica estera dopo la campagna disastrosa in Medioriente.

Se diverse fonti parlano di accordo ormai vicino, ci sono stati comunque dei momenti di forte tensione tra Usa e Iran, che riguardano in particolare alcuni punti dell’accordo contestati dalla repubblica islamica, ovvero l’ispezione dei siti e degli impianti utilizzati da Teheran per lo sviluppo del suo programma atomico, compresi quelli militari. Tanto che oggi il segretario di Stato Usa, John Kerry, dopo aver detto che “è arrivato il momento per Teheran di compiere scelte difficili” soprattutto sul tema delle verifiche da accettare. Ha avvertito: “Il presidente Barack Obama ha sempre detto che avremmo potuto abbandonare il negoziato”. Mentre Il Leader Supremo dell’Iran, Ali Khamenei, da Teheran, ha subito risposto all’invito di garantire più accesso agli ispettori dell’agenzia atomica dell’Onu (Aiea) che l’Iran eviterà ogni “decisione che danneggia i nostri progressi scientifici”.

A mettersi di traverso a un accordo è anche lo storico alleato statunitense, Israele. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito:

“Questo accordo, per quanto si vede non fa altro che dare concessioni quasi quotidiane dal P5 + 1 alle crescenti richieste iraniane. Ogni giorno sempre più concessioni vengono date, e ogni giorno l’accordo diventa sempre peggio”. “Questo accordo aprirà il percorso dell’Iran verso un arsenale nucleare”, ha detto il Premier.
Intanto, in vista di un accordo, a prepararsi è l’Agenzia internazionale dell’energia atomica che sta già all’opera nel mettere a punto degli strumenti sofisticati per ispezionare in tempo reale gli impianti nucleari iraniani. I nuovi attrezzi di sorveglianza descritti sono di importanza fondamentale per assicurare che Teheran non tradisca l’accordo, una volta raggiunto.

Maria Teresa Olivieri

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