sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

ISIS, due arresti, progettavano attentati in Italia
Pubblicato il 22-07-2015


brescia_terrorismo_arrestatiUn pakistano e un tunisino sono stati arrestati nel corso di un blitz antiterrorismo della Digos di Milano e della Polizia postale a Brescia accusati di terrorismo. I due, sostenitori dell’Isis, il sedicente Stato islamico della Siria e dell’Iraq, avrebbero avuto in mente di fare un attentato in Italia, forse a Roma o a Milano o alla base militare Nato di Ghedi nel bresciano.

Gli arresti sono stati eseguiti grazie alla nuove normative che consentono di agire anche in caso di una minaccia credibile come si evince dalle notzie rese sulle indagini.

I due sostenitori dei tagliagole del Califfato, ‘svolgevano continuativa attività di istigazione pubblica in rete’. Il pakistano aveva creato l’account twitter ‘Islamic State in Rom’ e – spiegano gli investigatori – sulla piattaforma del Social Network c’erano messaggi minacciosi a firma Islamic State: sullo sfondo alcuni luoghi simbolo, a Roma e Milano.

“Siamo nelle vostre strade. Siamo ovunque. Stiamo localizzando – scrivevano su foglietti che poi fotografavano – gli obiettivi, in attesa dell’ora X”. Messaggi, in italiano, arabo e francese, su fogli di carta tenuti in mano con, sullo sfondo, luoghi simbolo come il Colosseo, il Duomo o la stazione di Milano assieme a quelle di mezzi della Polizia e dei vigili, fermate della metropolitana, tratti autostradali e bandiere dell’Expo.

Nostro sistema controllo dimostra ancora una volta la sua efficacia #senzasosta”: così un ministro dell’Interno raggiante in un tweet postato poco dopo l’arresto.

I due, si è anche saputo, tra di loro parlavano in italiano, non avendo un’altra lingua comune in cui esprimersi, facilitando così non poco le indagini che si sono basate anche sulle intercettazione telefoniche. Gli arrestati avevano i documenti in regola e vivevano in Italia da anni (a Manerbio in provincia di Brescia), lavoravano uno come operaio e manovale e l’altro nel settore delle pulizie.

Il 26 aprile scorso avevano iniziato a circolare sul web foto con testi minatori e di propaganda jihadista il cui messaggio praticamente era ‘siamo nelle vostre strade’, l’Isis era anche a Roma e Milano. “Siamo nelle vostre strade. Siamo ovunque. Stiamo localizzando gli obiettivi, in attesa dell’ora X” alcuni tra i messaggi, scritti a penna su dei foglietti in italiano, arabo e francese e tenuti in mano probabilmente dalla stessa persona che scattava la foto. In un caso, sotto la scritta ‘Islamic State in Rome’ appare anche il nome di Omar Moktar, un leader di Al Qaeda, che aveva ssunto il nome del cosiddetto ‘Leone del Deserto’, il famoso eroe nazionale libico che condusse negli anni ‘20 la guerriglia anticoloniale contro gli italiani.

Le immagini dei possibili bersagli degli attentati, pubblicate su un profilo twitter, già a fine aprile denotano una straordinaria sicurezza oppure una incredibile ingenuità, segno che il terrorismo dell’Isis forse non è poi quel mostro tentacolare e imbattibile che pretende di essere.

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