domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Isis. Uso sospetto di armi chimiche contro i curdi
Pubblicato il 22-07-2015


Isis-armi chimiche-curdiL’esercito islamico del sedicente califfo Abū Bakr al-Baghdādī ha iniziato a rifornire i propri soldati di armi chimiche, usate sia contro i civili sia contro le forze di resistenza curda. Un’evoluzione delle tecniche di combattimento che mette paura alla comunità internazionale. Due organizzazioni indipendenti, con base in Gran Bretagna, la ‘Conflict Armament Research‘ (Car) e la ‘Sahan Research‘, hanno divulgato la nota informativa riguardante due attacchi che hanno avuto luogo il mese scorso nella provincia settentrionale siriana di Hasakah e di un terzo nei pressi della diga irachena di Mosul. La Car ha fatto sapere che “ Si tratta del primo uso documentato di proiettili con agenti chimici contri i civili e le forze curde da parte dell’Isis”.

Il direttore della Car, James Bevan, ha spiegato come si è arrivati alla terrificante scoperta. Alcuni investigatori di questa agenzia erano stati a Mosul una settimana dopo l’attacco e giunti sul posto hanno manifestato fin da subito sintomi di nausea e mal di testa. Tali avvisaglie sono compatibili con l’inspirazione di agenti chimici come il cloro e quindi riconducibili ad armi chimiche di tipo polmonare. Questi composti sono, o formano, acidi i quali intaccano il sistema respiratorio causando irritazione delle vie respiratorie, della pelle e degli occhi, tosse, secchezza delle fauci e broncospasmi. La morte, una volta inalate le sostanze tossiche e corrosive, giunge istantaneamente o dopo tre ore.

Inoltre il governo regionale curdo ha predisposto ulteriori analisi nelle zone interessate dai bombardamenti dell’artiglieria dell’Isis. Secondo James Bevan questi tre attacchi fanno parte di un “test generale” nell’ambito dell’evoluzione delle tattiche di combattimento dell’esercito islamico. Tuttavia anche il presidente siriano Bashar al Assad fu accusato a suo tempo di aver usato ripetutamente ordigni e proiettili al cloro. La ‘Sirian American Society‘ ha fatto sapere di aver documentato, nei primi tre mesi del 2015, almeno 31 offensive del genere dalla forze siriane con l’uso di elicotteri.

C’è un filo rosso che unisce le tattiche di guerra e terrorismo tra l’Isis e Boko Haram: il trasferimento di armi “in parti”, cioè smontate e fatte viaggiare verso l’Europa e il Medio Oriente facilitando il rifornimento di materiale bellico sia per le truppe sia per i nuclei terroristici sparsi per i tre continenti. La comunità internazionale vigila da due anni questo mercato di morte per evitare stragi come quella avvenuta a un gruppo di giovani socialisti in Turchia. Un terrorista islamico si è fatto esplodere in un centro culturale provocando la morte di trenta giovani compagni turchi.

Manuele Franzoso

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