venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Italia, un Paese di corrotti. “Un problema enorme”
Pubblicato il 14-07-2015


Visco-corruzioneTra i nodi dell’Italia “c’è anche un problema enorme, con un impatto economico finanziario oltre che civile molto significativo”, che è rappresentato dalla “corruzione” e dallo “stato della legalità”. Così il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, secondo il quale l’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) è stata in grado di “assumere in breve tempo un ruolo cruciale”. La criminalità e la corruzione hanno “l’impatto economico più significativo non tanto nel valore che producono ma nel valore che non viene prodotto a causa di questi comportamenti, che impediscono la costituzione di imprese e la crescita di produttività”.

Secondo Visco l’Anac è un “esempio di riforme strutturali”. E, spiega, in “molti altri Paesi autorità con poterei adeguati hanno contributo nel combattere con efficacia la corruzione”.  Il governatore della Banca d’Italia sottolinea come quindi “la lotta alla corruzione sia fondamentale anche per gli aspetti macroeconomici che ne derivano. Lo sviluppo economico, il benessere collettivo e la stabilità finanzia – evidenzia – ne sono influenzati, ecco perché Banca d’Italia è impegnata su questi temi”. “La qualità della legislazione, delle leggi che vengono prodotte, le regolamentazioni che sono preposte all’attività di imprese, il funzionamento della giustizia, la legalità – sottolinea Visco – sono le condizioni determinanti per favorire i potenziali di crescita dei sistemi economici”.

L’impatto economico più sentito delle attività criminali, rileva Visco, “non consiste tanto nel valore attraverso di esse che viene prodotto ma nel valore che non viene prodotto a causa di esse”. Le attività criminali, aggiunge, “impediscono la costituzione di imprese e penalizzata la crescita dell’attività economica”. Proprio per questo il “un contrasto efficace” passa per “l’intervenire sulle radici di questi fenomeni con interventi mirati”. L’esperienza, sottolinea ancora, “mostra come un terreno fertile per la corruzione sia anche da rintracciarsi nella complicazione delle norme, nell’incertezza dell’individuazione a monte delle esigenze pubbliche e nella carenza delle progettazioni tecniche. Non va sottovalutato il danno determinato dall’instabilità normativa, frutto di continue modifiche del codice dei contratti pubblici. Su queste basi si fondano l’ampio ricorso ai meccanismi derogatori, la possibilità di scelte opache e forme diffuse di deresponsabilizzazione. Ne derivano, altresì, frequenti errori delle stazioni appaltanti che ostacolano i processi delle gare”.

L’apparente contraddizione fra la lotta alla corruzione e l’esigenza di semplificazione ed efficienza delle procedure di appalto, con una più ampia discrezionalità e attraverso un confronto basato su pari competenze con le imprese, rileva il Governatore della Banca d’Italia, “va risolta puntando su una maggiore autorevolezza e qualificazione tecnica delle stazioni appaltanti, ove necessario anche attraverso la centralizzazione della committenza”.
La piena trasparenza delle informazioni, in particolare attraverso l’unificazione e il miglioramento delle banche dati , aggiunge Visco, “consentirà all’Anac di condurre un monitoraggio incisivo del fenomeno a fini anticorruzione”.

Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Anticorruzione, aggiunge che “puntiamo ad avere entro fine ottobre l’approvazione del piano nazionale anticorruzione: ci aspettiamo collaborazione”. “Sulla base del piano nazionale gli enti potranno presentare i propri piani anticorruzione entro gennaio 2016”.

Redazione Avanti!

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