martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La croce di Crocetta
Pubblicato il 20-07-2015


Non so in base a quali particolari requisiti Rosario Crocetta sia stato scelto, ma è stato eletto governatore della Sicilia. E dunque non capisco perché oggi dovrebbe dimettersi. Se è per un giudizio negativo che in tanti esprimono sulla sua conduzione del governo regionale basta attendere le prossime elezioni. Se è per un semplice silenzio che avrebbe opposto a una supposta frase di un medico amico, oggetto di una falsa registrazione, allora siamo davvero oltre la prassi del più ottuso giustizialismo. Ha ragione il direttore de Il Garantista Piero Sansonetti a sottolineare il carattere dell’assurda pretesa e dell’altrettanto incredibile versione giornalistica.

In questa vicenda non c’è niente di certo. Esiste o no una registrazione della telefonata tra Crocetta e il medico Tutino? La procura di Palermo ha dichiarato di no. Se mai esistesse, come sostengono i due giornalisti dell’Espresso che però non l’hanno mai esibita, chi l’ha effettuata? E se esiste la registrazione quella frase è poi stata effettivamente pronunciata e Crocetta l’ha poi sentita? E se è stata pronunciata e Crocetta l’ha sentita allora che avrebbe dovuto fare? Mettiamoci i diversi “se” e aggiungiamo, dicono i censori che vogliono la testa del governatore, che chi tace acconsente. Dunque Crocetta deve andarsene. Non sappiamo se e perché è stato intercettato, se l’interlocutore ha pronunciato quella frase sulla Borsellino, non sappiamo se Crocetta l’ha sentita, ma sappiamo che basta il sospetto che tutto questo possa essere vero, compreso il silenzio che avrebbe suscitato in lui, per condannare un uomo.

Siamo al teatro dell’assurdo o se si preferisce al Così è se vi pare. Tra Ionesco e Pirandello il capo d’accusa è davvero risibile. E i giornalisti che fanno? Continuano a parlare al condizionale. La telefonata sarebbe stata registrata, il medico avrebbe pronunciato la frase, Crocetta sarebbe rimasto zitto. Ma che notizia è quella che si basa sul dubbio che possa essere vera? Si racconta un episodio senza alcuna certezza che sia davvero avvenuto. E i giustizialisti chiedono dimissioni vere, opponendo a un episodio non verificato, anzi smentito dalla procura di Palermo, la granitica certezza di una mancata reazione. A loro, alle loro voci stonate di fucilatori di persone, sarebbe giusto chiedere il silenzio. E in quel caso il silenzio acquisirebbe il carattere di una virtù. Poveri noi, tra magistrati e giornalisti, e politici al servizio di entrambi, siamo ancora fermi al 1992…

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Commenti all'articolo
  1. In effetti, tanto fumo e nulla di concreto. Processo e condanna morale, il tutto senza prove. Incredibile. Le persecuzioni e il colpo di stato di ventitre anni or sono sembra non abbiano insegnato nulla.

  2. Ad essere squallidi sono parecchi.
    La frase di Matteo Tutino, medico del presidente, la reazione di un imbarazzato silenzio, la ridicola pantomina che primi, secondi, terzi attori sono riusciti a mettere in scena, i fiumi d’inchiostro con cui gl’insulsi scribacchini hanno imbrattato tonnellate di carta (buon per l’Avanti! ch’è solo online) …
    Se continuano così andrà a finire che Crocetta, squallido anche lui per quel che fa e che non fa, ma non per i suoi silenzi, sarà santificato. L’Espresso, perché non fa un’inchiesta sulla sanità in Sicilia e non intervista Lucia Borsellino chiedendole perché si dimise da assessore? Ma forse il livello dell’Espresso è solo all’altezza delle cinquanta sfumature di grigio dei silenzi di Crocetta.

  3. Leoni scrive che sarebbe meglio fare un’ìinchiesta sulla sanità siciliana e chiedere a Lucia Borsellino il motivo delle sue dimissioni. Il problema è che fare un’inchiesta seria è cosa più complicata e impegnativa. Molto più facile scrivere di intercettazioni telefoniche vere o false che siano perchè sembrerebbe che paghi di più. Siamo fermi al ’92 forse perchè i giornalisti giustizialisti di allora spudoratamente scrivono ancora con lo stesso stile.

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