domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La scuola è legge. La minoranza Pd non la vota
Pubblicato il 09-07-2015


Renzi-buona scuola-leggeÈ arrivato ben presto l’immancabile tweet di Renzi dopo l’approvazione definitiva del ddl sula scuola: “Centomila assunzioni, più merito, più autonomia labuonascuola è legge”. L’aula della Camera, in terza lettura, ha dato il via libera definitivo alla riforma con 277 sì, 173 no e 4 astenuti. Presenti 454. Votanti 450. Maggioranza 226. Il 26 giugno il disegno di legge era stato votato in Senato con 159 voti favorevoli e 112 contrari. Ma la scuola, tra i cavalli di battaglia del governo Renzi, è stata la legge meno votata. Alla maggioranza, che sulla carta può contare su circa 395 voti, ne sono mancati più o meno 120.

I deputati Pd che non hanno partecipato al voto sono stati 39, tra i quali l’ex segretario Bersani e Cuperlo. Tra questi, secondo Alfredo D’Attorre, sono 24 gli esponenti della minoranza Pd. Roberto Speranza risulta in missione ma fa sapere di non aver partecipato per scelta. 5 i contrari nel Pd, tra i quali lo stesso D’Attorre. I cinque no alla riforma, nel Pd, sono quelli di Angelo Capodicasa, Vincenzo Folino, Carlo Galli, Giuseppe Zappulla, oltre ad Alfredo D’Attorre.

Tramite twitter è arrivato anche il commento del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini: “Il sì di Montecitorio non è un atto finale ma un atto iniziale di un nuovo protagonismo della scuola”. E a chi gli ha chiesto di commentare i numeri ristretti con cui la legge è stata approvata ha risposto che “dipende dalle assenze più che dal dissenso”, ma la riforma della Scuola ha avuto “un percorso che ha sempre visto il governo compatto”.

Il Psi ha votato a favore anche se, come ha detto il presidente dei deputati socialisti Marco Di Lello nella sua dichiarazione di voto, “restano i nostri dubbi sulla defiscalizzazione delle scuole private. Rivendico il meccanismo di riequilibrio previsto nel Fondo del 5 per mille e non ci spaventa la possibilità che i privati possano investire nella scuola pubblica, anzi magari: più risorse arriveranno, meglio sarà. Quello che è giusto sottolineare è che finalmente torniamo ad investire risorse ed energie nella scuola pubblica”.

Dissenso verso la linea ufficiale in Forza Italia, con quattro ‘verdiniani’ che hanno votato a favore della riforma contrariamente al resto del gruppo che però hanno assicurato che non si tratta di un voto politico ma di condivisione del testo. Anche il responsabile scuola e università di Forza Italia, Elena Centemero ha parlato, nonostante il voto negativo del gruppo, di “un ddl in cui finalmente si pone fine al vecchio sistema di reclutamento basato sulle graduatorie ad esaurimento e si afferma un principio costituzionale: alla scuola si accede per concorso”.

Negativi i commenti dei sindacati: per la Cisl si tratta di una brutta legge che non “non risolve ma aumenta i problemi della scuola, ridotta ancora una volta a pretesto per giochi politici fini a sé stessi”. Stessa opinione per la Cgil che ha parlato di pagina nera per la democrazia.

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. E i parlamentari che hanno votato, anche se con qualche flebile espressione di dubbi, a favore della legge cosa rispondono ai tanti comunicati dei militanti socialisti.
    Questo è uno.
    Il perdurare delle proteste alla vigilia del dibattito in aula sulla “buona scuola” permette a noi socialisti vicentini di richiamare ancora una volta l’attenzione dei Parlamentari socialisti sull’inadeguatezza di quanto proposto dal Governo nel ddl 2994 prima e nel maxiemendamento AS 1934 poi.
    Un provvedimento che, al di là dei naturali proclami di chi lo ha proposto ed imposto: abolisce la titolarità di cattedra e quindi amplifica il drammatico problema del precariato nella scuola pubblica; limita fortemente la libertà di insegnamento; non risolve il problema dell’equiparazione degli stipendi dei docenti italiani ed europei; annulla ogni reale sostegno al merito depotenziando il FIS e sostituendo le graduatorie (oggettive e pubbliche) con albi (ambiti territoriali) in cui tutti i docenti sono sullo stesso piano; non valorizza le professionalità; taglia l’organico del personale ATA; non abolisce anzi potenzia le agevolazioni economiche alle scuole non statali.
    Allora noi socialisti vicentini chiediamo ai nostri Deputati di dare un segnale di chiara discontinuità con una linea governativa che condanna la scuola statale pubblica all’inerzia.
    Noi socialisti non abbiamo, ancora, la forza politica per poter determinare la politica del Governo, ma, forti della tradizione che ci ha visto sempre accanto alla scuola statale, al personale scolastico e docente e quindi ai giovani ed alle famiglie, possiamo levare alta la nostra contrarietà. Non sterile contrarietà. Noi socialisti abbiamo la possibilità di fare proposte, le abbiamo fatte (anche se il PD le ha ignorate preferendo quelle di Alfano e dei suoi uomini), possiamo continuare a farle.
    Possiamo essere noi socialisti: a ribadire che la scuola non statale deve poter esistere senza finanziamenti diretti od indiretti da parte dello Stato (a Vicenza, nel 2014-15, netto assegnato alle scuole non statali: 4,5 milioni dell’infanzia; 1,3 milioni alla primaria; 300.000 euro alle secondarie. Totale 6 milioni circa solo per la provincia di Vicenza); a sostenere con fermezza una fase transitoria di stabilizzazione pluriennale per i docenti di II fascia delle Graduatorie d’Istituto e vigilare sulla correttezza dei concorsi; a chiedere il ripristino delle graduatorie con punteggi trasparenti e quindi l’abolizione degli ambiti territoriali; a chiedere l’introduzione di un oggettivo sistema di valutazione dei docenti basato, ad esempio, sul successo scolastico degli alunni; a proporre un reale adeguamento degli stipendi ai livelli dei docenti dei Paesi europei che oggi rappresentano l’eccellenza nel campo dell’istruzione.
    Proposte per una scuola “buona”, che, per essere effettivamente tale, dovrebbe essere rafforzata, potenziata, resa più efficace e moderna non rivoluzionata o, peggio ancora annichilita.

    Gruppo di lavoro scuola PSI provincia di Vicenza

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