venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Alessio Andrej Caperna:
Le due sinistre italiane
Pubblicato il 09-07-2015


Permane in Italia l’esistenza di due sinistre: la sinistra intelligente, aperta, libertaria, plurale, laica, della bellezza, dei meriti e bisogni, della molteplicità e del rispetto da un lato! Poi c’è l’altra sinistra, quella parolaia, identitaria, comunitaria, benecomunista, asfittica, statica, vecchia, forcaiola, statalista e stato-centrica dall’altro.

La summa divisio:
Turati o Gramsci?
Turati Turati.
Perché?

Il concetto dell’egemonia delineato da Gramsci null’altro e’ se non un mixage d’idealismo e leninismo in una rilettura italica, per ri-denominare e ri/vedere il concetto di dittatura del proletariato leninista.
Era più marxista e più di sinistra Filippo Turati (eclettico di formazione) rispetto all’idealismo tardo hegeliano di Gramsci.
Due sinistre diverse, lontane lontane. Cosa è l’egemonia gramsciana?

E’ quel senso di dominio culturale da parte di una sorta di avanguardia (classe) da imporre ad altri gruppi di persone, mutuando le parole di Gramsci “…direzione intellettuale e morale…”(Quaderni dal carcere). Come attuare tale egemonia (dittatura)? Con il consenso da ricercarsi e costruire con il Partito, con strutture ideologiche, con la scuola, con l’Università, con gli intellettuali organici et similia.

Ecco chiarita la spocchia moralistica della sinistra benecomunista, illiberale e supponente con un’aria di superba superiorità morale (la questione morale di berlingueriana memoria). Noi socialisti siamo gli eredi invece di un’altra scuola, la via maestra del socialismo è quella che trae scaturigine dal diritto all’eresia, delineato da Turati nella sua azione politica e di pensiero. Il Nostro è un socialismo eclettico, plurale, molteplice, pluralista, non vogliamo mai alcuna egemonia su niente e su nessuno, né di pensiero, né di altro, siamo scettici, eretici, dubbiosamente laici in senso positivo.

Amiamo le libertà tutte.

Non vogliamo le invasioni statali nelle nostre vite, siamo per l’autoderminazione delle scelte individuali, affinchè gradualmente si arrivi ad un grado di libertà sempre più ampio, per dirla con le parole di Lelio Basso, “ progredire, far avanzare la democrazia, avere più libertà significa ridimensionare l’apparato centrale; rafforzarlo significa andare indietro ”.

Potremmo dire che il socialismo democratico-libertario-liberale e riformista è per i colori, per il patchwork, mentre la sinistra massimalista è per il grigio-grigio, per lo statalismo che esalta certa burocrazia ben descritta dalle parole dello scrittore Gogol, “…Ignorate i procedimenti?Voi dovevate presentare prima una supplica agli uffici; essa sarebbe andata nelle mani del capo-ufficio, in quelle del caposezione, quindi sarebbe stata trasmessa al segretario, e il segretario l’avrebbe portata in visione a me…”.

Alessio Andrej Caperna

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