mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Solo la Lega contro la legalizzazione della cannabis
Pubblicato il 15-07-2015


Cannabis legaleUna proposta che ha visto (quasi) tutti d’accordo, quello sulla legalizzazione della Cannabis, Lega, Ncd e FdI esclusi. Matteo Salvini ha anche spiegato il motivo con un messaggio letto durante la presentazione della proposta di legge alla Camera. Il leader della Lega spiega di essere “personalmente favorevole alla legalizzazione della prostituzione perché fino a prova contraria il sesso non fa male la cannabis sì”. La legalizzazione delle droghe leggere è una questione che viene portata avanti ormai da almeno quarant’anni, al pari del divorzio breve, oggi una proposta di legge, a cui hanno aderito diversi schieramenti politici, è stata presentata a Montecitorio. Le firme alla Pdl sono ben 218 e interessano quasi tutti i gruppi parlamentari: Partito democratico, Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Scelta Civica, Sinistra e Libertà, Partito socialista, Grandi autonomie e Libertà, Alternativa libera. Numerosi anche gli interventi: Marco Ferraresi (M5S), Daniele Farina (Sel), Luigi Manconi (Pd), Rita Bernardini (Radicali), Roberto Giachetti (Pd), Pippo Civati, Stefano Fassina, Gianpiero Dalla Zuanna (Pd), Vincenza Bruno Bossio (Pd), Pia Locatelli (Psi), Lorenzo Battista (Autonomie), Tancredi Turco (Alternativa Libera).

“Abbiamo lavorato utilizzando il vecchio materiale”, ha detto il senatore Benedetto Della Vedova illustrando il disegno di legge a Montecitorio.
Della Vedova ha poi spiegato come si è arrivati a questa proposta: “Nella sua ultima relazione, la direzione nazionale Antimafia ha parlato del ‘totale fallimento dell’azione repressiva’ e della letterale impossibilità di aumentare gli sforzi per reprimere meglio e di più la diffusione dei cannabinoidi’. La direzione ha dunque chiamato in causa il legislatore per chiedere un intervento di depenalizzazione”.

I PUNTI CHIAVE DELLA PROPOSTA DI LEGGE

Possesso: Continua il divieto assoluto di detenzione per i minorenni mentre “è consentita ai maggiorenni la detenzione personale di cannabis e dei prodotti da essa ottenuti in misura non superiore ai cinque grammi lordi. Il limite di cui al periodo precedente è aumentato a quindici grammi lordi per la detenzione in privato domicilio”. Resta in ogni caso il reato di spaccio.
Autocoltivazione
: Sarà possibile coltivare a casa fino a un massimo di cinque piante, e detenere il prodotto da esse ottenuto, basta che sia comunicato all’Agenzia dei monopoli “Chiunque intenda coltivare cannabis ai sensi del periodo precedente invia, allegando la copia di un documento di identità valido, una comunicazione all’Ufficio regionale dei Monopoli di Stato territorialmente competente, recante l’indicazione dei propri dati anagrafici e del luogo in cui intende effettuare la coltivazione. La coltivazione e la detenzione possono essere effettuate a decorrere dalla data di invio della medesima comunicazione”. Anche in questo caso resta il divieto della vendita del raccolto.
Coltivazione in forma associata: sarà consentita ai maggiorenni residenti in Italia in enti senza fini di lucro per un massimo di 50 membri.
La vendita: con l’apposita autorizzazione si potrà venderla a negozi appositi, inoltre il Ministro della salute, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, individuerà le “aziende farmaceutiche legittimate alla produzione del fabbisogno nazionale di preparazioni e sostanze vegetali a base di sostanze stupefacenti, in base a indicazioni rese dal Ministero della salute, di concerto con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e d’intesa con l’Agenzia italiana del farmaco e il Comando generale della Guardia di finanza, per quanto di competenza”.
Per scopi terapeutici: Sarà finalmente più semplice per chi ne ha bisogno a scopo terapeutico, ottenere i farmaci a base di cannabis. È consentita poi “la detenzione personale di cannabis e dei prodotti da essa ottenuti in quantità maggiori di quelle previste dal primo comma, previa prescrizione medica e comunque nel limite quantitativo massimo indicato nella prescrizione medesima. Nella prescrizione il medico deve indicare: il cognome e il nome dell’assistito, la dose prescritta, la posologia e la patologia per cui è prescritta la terapia a base di delta-9-tetraidrocannabinolo (THC). La prescrizione deve recare, altresì, la data, la firma e il timbro del medico che l’ha rilasciata”.
Restano alcuni divieti: Non si potrà fumare cannabis in luoghi pubblici, nemmeno nei parchi e al pari dell’alcol è vietato guidare dopo aver assunto sostanze cannabinoidi, così come previsto dal codice della strada. “È vietata la propaganda pubblicitaria, diretta o indiretta, della cannabis e dei prodotti da essa derivati. In caso di violazione al responsabile si applica la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 5.000 a euro 25.000. Non costituiscono propaganda”, invece “le opere dell’ingegno non destinate alla pubblicità”.
La prevenzione: Il 5% dei proventi della vendita saranno destinati a finanziare i progetti del Fondo nazionale per la lotta alla droga.

UNA PROPOSTA SERIA 
“Garantiremo un dibattito serio, che nel Paese è già animatissimo e che purtroppo è stato per anni un tabù all’interno del Parlamento. Un tabù che grazie all’iniziativa generosa di coloro che hanno partecipato all’intergruppo speriamo sia superato”, ha ricordato Roberto Giachetti, Pd, durante il suo intervento. “Con una base così vasta di 180 deputati e non so quanti senatori, possiamo ambire non solo a regalare al Paese un dibattito serio, ma anche a garantire una legge che finalmente intervenga sul tema”, ha concluso il deputato. Sulla stessa linea anche se ormai di una nuova casacca il deputato milanese, Pippo Civati che ha puntualizzato che si tratta di un provvedimento importante “per il suo valore liberale, economico, e anche per il rispetto di chi non sta bene e si serve della cannabis per scopi terapeutici”.

“NON HO MAI FUMATO MA SONO A FAVORE”

“Premesso che non mi sono mai fatta una canna sono convinta che la legalizzazione della cannabis è uno strumento per togliere dalle mani della malavita organizzata il traffico e consentire il controllo del fenomeno del consumo di droghe senza per questo incentivarlo”. Ha detto la deputata socialista Pia Locatelli, durante il suo intervento alla conferenza stampa di presentazione della proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis.
“Siamo convinti che il tema delle droghe vada affrontato senza furori ideologici, tenendo conto da un lato dell’aspetto giuridico e penale e dall’altro di quello della salute, considerato che spesso sono coinvolti giovani e giovanissimi”.
“Sul primo fronte – precisa Locatelli – riteniamo che non servono scorciatoie punitive e repressive nei confronti dei consumatori: la repressione stimola il gusto della trasgressione in particolare tra i giovani e giovanissimi consumatori portando a risultati opposti a quelli che si intende perseguire. Per quanto riguardo l’aspetto legato alla salute – aggiunge la deputata – dobbiamo impegnarci sul fronte della prevenzione e dell’informazione, e a questo serviranno gli introiti derivanti dalla legalizzazione, per contrastare la crescente diffusione del fenomeno delle dipendenze che non riguardano solo l’uso di droghe più o meno leggere, ma anche l’alcool, il fumo, i farmaci, tutte forme di dipendenza che possono provocare danni gravissimi. Penso che abbiamo fatto un buon lavoro, ora dobbiamo spingere affinché il provvedimento venga calendarizzato al più presto e non resti lettera morta, come spesso accade quando si tratta di diritti”, conclude Pia Locatelli.

Maria Teresa Olivieri

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