giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

L’estate del governo tra scuola, Rai e riforme
Pubblicato il 06-07-2015


Riforme-Scuola-RaiIl caldo estivo non è solo quello atmosferico ma anche quello all’interno dei palazzi della politica. Sono molti in temi in discussione che il governo vuole portare a termine in tempi certi e possibilmente brevi possibili. Soprattutto scuola, riforme e Rai. Da domani la scuola torna in Aula e contemporaneamente i sindacati tornano in piazza. L’appuntamento per loro è a Roma, alle 16 davanti a Montecitorio, dove approderà in Aula il provvedimento, già approvato dalla stessa Camera in prima lettura e dal Senato con modifiche. Al presidio parteciperanno le sigle Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals e Gilda. Ci sarà anche l’associazione “Gessetti rotti”, che ha messo insieme i principali gruppi di docenti che si sono formati sui social network contro il ddl.  Il tutto nel giorno in cui l’Ocse rende noto  un rapporto da cui risulta che l’Italia è il penultimo Paese dell’Ocse per spesa per l’educazione come quota della spesa pubblica totale: appena l’8% a fronte di una media Ocse del 12,5%. Fa peggio solo la Grecia, con il 7,6%. I paesi che investono di più nell’educazione sono invece Islanda (16,9%), Israele (16,3%), Lettonia (15,7%) ed Estonia (15,4%). Non solo, dalle statistiche dell’Ocse risulta anche che l’educazione è la voce della spesa pubblica che ha subito la maggiore riduzione percentuale (-1,6%) negli anni dal 2007 al 2013, quelli della crisi.

Insieme ai sindacati anche il M5S che parla di “provvedimento che va contro gli interessi della scuola pubblica statale”. Critiche respinte dal governo con Davide Faraone, Sottosegretario all’Istruzione, che in un post su facebook spiega i dettagli del ddl “La Buona Scuola”. “Grazie a labuonascuola – afferma – i ragazzi e il mondo del lavoro si incontrano. Ogni studente potrà costruirsi un percorso personale, sperimentare le proprie passioni e rafforzare le proprie attitudini. Imprese, musei, enti offriranno esperienze di lavoro vero, in grado di preparare gli studenti a scelte importanti per la propria vita; di mettere in relazione il sapere con il fare; di connettere scuola e società in un percorso coerente di crescita culturale e sociale”. “labuonascuola – continua Faraone – istituzionalizza l’alternanza scuola-lavoro, nel pieno rispetto del lavoro dei ragazzi, tutelato e regolamentato dalla Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro. Carta che contribuiranno direttamente a stilare nel Forum Nazionale degli studenti”. “Per fare ciò, labuonascuola stanzia 100 milioni – scrive ancora il Sottosegretario – circa 35 mila euro per ogni scuola. Prima di adesso su cosa si reggeva? Sui fondi messi a disposizione con la legge 440: 11 milioni nel 2014, 19 milioni nel 2015, che resteranno. Dal 2016 ci saranno risorse decuplicate. Non sono solo numeri, ma fatti di una scuola che cambia”.

Di parere opposto la Cgil che parla di un disegno di legge che “non piace a nessuno ed è stato bocciato da tutti: soprattutto dalle piazze e dalle scuole. Ciò nonostante il presidente del Consiglio Matteo Renzi è andato avanti, prendendo in ostaggio i precari con il ricatto delle stabilizzazioni, sostenendo di voler prima ascoltare tutti per poi, invece, far passare il disegno di legge al Senato con un voto di fiducia”.

Altro tema caldo, tipicamente estivo, è quello delle riforme. Il ddl costituzionale è in discussione in commissione al Senato. Gli equilibri di forza nell’ultimo anno si sono modificati e la tecnica dell’“andiamo avanti senza badare a chi protesta” usato nel primo passaggio, probabilmente non potrà essere adottato nuovamente nonostante il governo ostenti fiducia e ottimismo. Senza il Patto del Nazareno il cammino per le riforme potrebbe essere meno scorrevole, anche se un nuovo Patto (o la riesumazione del precedente) potrebbe essere trasferito dalle camere parlamentari alla Rai dove sono in scadenza le nomine. E secondo spifferi di palazzo Renzi avrebbe rassicurato i suoi che le nuove nomine Rai saranno fatte senza la legge Gasparri. Come a sottolineare che questa partita passerà da un accordo ancora in fieri con Berlusconi. Luisa Todini, attuale presidente di Poste Italiane, è il nome in pole position per il vertice. Un nome gradito sia a Renzi che a Berlusconi. Se la quadra si compirà, di fatto si sancirà un patto di non belligeranza tra i due.

In tutto questo è da vedere come si comporteranno i 25 senatori dem che hanno presentato nei giorni scorsi un documento sulle riforme che il senatore bersaniano Miguel Gotor definisce “un contributo alla discussione. Non è un ‘prendere o lasciare’ ma un ‘prendere e ragionare’ nell’interesse comune della democrazia. Siamo convinti di avere una qualche buona ragione e siamo determinati a sostenerla”. E probabilmente di tutto questo si parlerà alla segreteria del Pd che il premier e segretario Matteo Renzi ha convocato per giovedì prossimo alle 8 al Nazareno.

Ginevra Matiz

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