domenica, 4 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

M5s assume con le regole
del Jobs Act: così fan tutti …
Pubblicato il 14-07-2015


A volte accadono certe cose che lasciano, come dire, a bocca aperta e occhi sgranati per lo stupore. Ci siamo sorbiti mesi di proteste in aula, ostruzionismo al limite del tollerabile dai regolamenti di Camera e Senato e poi leggi: “Grazie al Jobs Act i Cinque stelle assumono 25 dipendenti alla Camera”. Pronta la replica: “Nessuna assunzione a tempo indeterminato”. Ma sarà davvero cosi?
Non sembrerebbe a leggere il bilancio consuntivo 2014 di Montecitorio che approderà in aula nei prossimi giorni per il voto di approvazione dei deputati. Si legge: “Si rileva altresì che il Gruppo ha provveduto a trasformare n.25 contratti da tempo determinato a tempo indeterminato, per effetto dell’applicazione della Riforma del Lavoro intervenuta.”
Dunque, il gruppo M5S alla Camera ha certificato l’assunzione di 30 dipendenti di cui 29 assunti a tempo indeterminato di cui, come si legge nel documento, 25 dei 29 che prima erano assunti a tempo determinato sono passati a tempo indeterminato per effetto dell’applicazione della riforma del lavoro meglio nota come Jobs Act.
Surreale la replica del tesoriere del gruppo M5S alla Camera, Vincenzo Caso – “Il Jobs Act è un provvedimento inutile, che non contribuisce alla crescita del mercato del lavoro né alle tutele dei lavoratori il nostro gruppo parlamentare, in ossequio all’articolo 1 comma 1 del dl 34/2014, ha convertito alcuni contratti da tempo determinato fino a fine legislatura a tempo indeterminato ‘fino a fine legislatura. Questo perché la riforma Poletti non ha provveduto a definire la circostanza dei gruppi parlamentari che per natura hanno una vita limitata alla legislatura: è un non senso assumere a tempo indeterminato se il gruppo parlamentare verrà meno naturalmente al più tardi nel 2018”. Ammesso e non concesso che sia veramente così, quel che appare surreale è che le cose siano logiche e per forza di cose fattibili quando devono esser poste in esser dal M5s, sbagliate e lesive dei diritti quando a dover fare le stesse scelte sono gli altri partiti.
Una nota di replica al Tesoriere M5s, che evidentemente non sa – ma è in buon compagnia – che è possibile assumere e/o mantenere le assunzioni con la tipologia di contratti antecedenti il Jobs Act, e chi magari replicherà – “Certo che hanno assunto, o meglio, trasformato i contratti. Lo hanno fatto perché la legge vigente obbliga questo”. Eppure non è cosi. Infatti, applicare alcune norme del Jobs Act non un obbligo, si può scegliere; è noto che alcune aziende stanno scegliendo di mantenere l’articolo 18, per esempio, per i neo assunti. Non è nemmeno obbligatoria la trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato con le nuove regole del Jobs Act. Alcune aziende, tra le quali alcune anche note, scelgono di non trasformare i contratti. Un esempio viene da un noto colosso farmaceutico con sede a Varese: non solo ha mantenuto i contratti vigenti invariati, ma, ha anche assunto altri 13 lavoratori con la ferma volontà, messa nero su bianco, di non applicare nei confronti di questi le disposizioni del contratto a tutele crescenti. Riconosce agli stessi l’articolo 18, nello specifico la “reintegra in caso di licenziamento illegittimo”. A questo punto sarebbe auspicabile anche prendere visione dell’elenco delle persone assunte, certamente di massima fiducia, per poter cosi replicare alle solite accuse, rivolte agli altri deputati di altri partiti, secondo cui assumerebbero sempre parenti e amici dei parenti.
In conclusione ci aspettavamo una replica, come la succitata, anche se la parte della motivazione “durata legislatura” è nota a tutti quindi sarebbe stato più onesto dire “ci conveniva assumere cosi, visto che per tre anni paga lo Stato”. Regola del Jobs Act.
Per il resto ci sorge il dubbio sempre (più certezza) che le forti azioni di ostruzionismo messe in atto al momento del voto in aula siano state dettate anche da una imprecisa conoscenza del testo di legge del Jobs Act e dei decreti attuativi. In effetti è imprecisa in tal senso anche l’informazione corretta all’opinione pubblica italiana.

Per adesso, per coloro senza contratto a tempo determinato o indeterminato, spendiamo due minuti per leggere il bilancio consuntivo ufficiale pubblicato sul sito della Camera (ovviamente per esperti in lettura di bilanci). E prima di fare ostruzionismo.

Antonella Soddu

 

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento