venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La ‘Madama Butterfly’
di Àlex Ollé con maglietta
a stelle e strisce 
Pubblicato il 17-07-2015


Madama Butterfly_Asmik Grigorian(Cio Cio San)Yasuko Kageyama-Opera Roma-Caracalla 2015_8462Dopo la prima del 6 luglio, alle Terme di Caracalla di Roma prosegue in cartellone ‘Madama Butterfly’ con repliche fino al 6 agosto. Chi si avvicina alla musica pucciniana e ha negli occhi gli allestimenti tradizionali si trova spiazzato davanti ad una commistione temporale, ove scenografia ed interpretazione creano atmosfere moderne con impianti decisamente surreali. Si vedono taxi di ultima generazione che entrano in scena e ripartono, mentre i fondali nel primo atto, con bosco di canne di bambù e tavole apparecchiate con catering da grandi occasioni, sono a cielo aperto in attesa della presentazione pre-matrimoniale della giapponese Cio Cio San, Madama Butterfly. Nel secondo atto, tra i grattaceli di Nagasaki, sentinella immobile sul tetto di casa sua, la giapponesina scruta il lontano porto in attesa di rendere veritiero “un bel dì vedremo, levarsi un fil di fumo”. Il ritorno del suo sposo  Pinkerton sarà amaro, condito con la presenza scomoda della moglie americana, ignaro di avere un figlio biondo, con gli occhi azzurri come i suoi.

A firmare questo originale allestimento è il regista Àlex Ollé de La Fura dels Baus (lo stesso che realizzò al Costanzi nel 2009 “Le Grand Macabre” di György Ligeti). Sul podio dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma il Maestro Yves Abel, al debutto romano, una delle bacchette più interessanti della sua generazione. La trama della vicenda è arcinota, e Butterfly finirà per fare harakiri avendo avuto la promessa che suo figlio crescerà in America, adottato dal padre e da sua moglie Kate.

Il cast del 16 luglio, che abbiamo visto esibirsi, era costituito da: Asmik Grigorian (Cio Cio San), Anna Pennisi (Suzuki), Fabio Sartori (Pinkerton), Stefano Antonucci (Scharpless),  Saverio Fiore (Goro), Andrea Porta (Yamadori), Anastasia Boldyreva (Kate Pinkerton), Fabrizio Beggi (Zio Bonzo), Federico Benetti (Commissario Imperiale), Claudia Farneti (la cugina), Emanuela Luchetti (la madre di Cio Cio San), Antonio Taschini (Ufficiale del Registro).

Il regista Àlex Ollé con questo allestimento ha spiazzato tutti. Si vede e si sente una Butterfly che tutto sembra meno che una leggiadra ex geisha. Madama Butterfly_regia Alex Ollé(La Fura dels Baus)Yasuko Kageyama-Opera Roma-Caracalla 2015_8088La Grigorian è atletica, con short e maglietta a stelle e strisce, elude ogni bamboleggiamento legato al personaggio, ed attende con rabbia e determinazione che il suo destino si compia, sempre pronta ad essere americana a tutti i costi, perché moglie di un uomo che le ha promesso gli Stati Uniti.

Nulla da eccepire sull’impostazione fuorviata dai canoni pucciniani, ma qualche appunto va mosso alla resa vocale: suono e voce si fondono metallicamente, a cui si aggiunge l’impaccio del tenore, massiccio e poco mobile. Tutto il resto appare molto freddo e distaccato, con una palese “estraneità” dei protagonisti, responsabili del dramma al quale emotivamente sembrano non partecipare.

Questo è il commento di chi ricorda i vecchi allestimenti ai quali, in modo romantico, è nostalgicamente ancora legato. Un’opera tutta da vedere, incastonata in un ambiente unico al mondo. Gli applausi sono stati lunghi e prolungati: tutti meritati e d’obbligo.

Guerrino Mattei

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