venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Marò. L’India accetta l’arbitrato internazionale
Pubblicato il 13-07-2015


Marò-arbitrato internazionaleAccettazione dell’arbitrato internazionale e prolungamento di 6 mesi del permesso a Latorre di restare in Italia per curarsi. Così ha deciso oggi la Corte suprema indiana. La controversia per la loro liberazione sarà quindi affrontata e risolta attraverso l’internazionalizzazione e la sentenza di un tribunale arbitrale, previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare che scioglierà il nodo sulla competenza di giudizio, reclamata sia dal nostro Paese che dall’India.

LE DECISIONI DELLA PROCURA INDIANA – La Procura indiana oggi ha accettato – dinanzi alla Corte suprema – il procedimento di arbitrato internazionale presentato dal governo italiano – e attivato lo scorso 26 giugno – per dirimere il caso. Si tratta di un atto dovuto essendo l’India firmataria della convenzione dell’Onu che – all’articolo 287 – indica i metodi di soluzione delle dispute. L’udienza è stata fissata il prossimo 26 agosto per ricevere il rapporto ufficiale del governo New Delhi sul caso dei Marò: «L’Italia si accinge ora ad attivare tutte le misure necessarie per consentire il rientro in Italia anche del Fuciliere di Marina Salvatore Girone». Così si legge in una nota della Farnesina. Sempre oggi, la Corte suprema indiana – senza l’opposizione del governo di New Delhi – ha inoltre concesso una proroga di sei mesi al permesso per Massimiliano Latorre di restare in Italia solo sulla base del proseguimento delle terapie mediche, in seguito all’ictus che lo ha colpito al cervello lo scorso 31 agosto.

IL CASO DEI MARO’ – L’altro militare – Salvatore Girone – si trova in ancora nell’ambasciata italiana in India e – insieme a Latorre – è sotto processo con l’accusa di aver ucciso, il 15 febbraio 2012, due pescatori indiani scambiati per pirati mentre si trovavano a bordo della petroliera “Enrica Lexie”, a largo delle coste dello Stato del Kerala. L’annoso caso dei due marò va avanti da quasi quattro anni, e ha attraversato tre diversi governi. Giunta a un punto morto, provocato dal fallimento della diplomazia il governo italiano ha deciso di procedere con l’arbitrato internazionale, oggi accettato dalla procura indiana. Per quanto concerne i tempi, questi doverebbe essere lunghi  – forse tra i due e i quattro anni – dovendo essere istituita una Corte internazionale.

Siria Garneri 

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