martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

MEGLIO SANI
Pubblicato il 28-07-2015


Sanità-tagli esami-visite

Come diceva Catalano meglio sani e ricchi piuttosto che poveri e cagionevoli. Parole che il ministro Lorenzin cerca di emulare annunciando che sulla sanità non ci saranno tagli ma risparmi: “Voglio dire con chiarezza – afferma Lorenzin – che sono contraria a nuovi tagli al Servizio sanitario. Dico ‘no’ a qualunque ipotesi di taglio, che al momento non c’è. I risparmi non sono tagli”. “Abbiamo calcolato – spiega Lorenzin – che la medicina difensiva costa appunto una cifra pari a 13 mld di euro l’anno, il che significa 200 euro a testa di tasse pagate in più annualmente da ogni cittadino. Una cifra che invece potrebbe essere reinvestite, ad esempio, in prevenzione”. Comunque che essi siano tagli o risparmi la sanità nel 2015 riceverà 2,352 miliardi di euro in meno. E il ministro Boschi ripetendo il concetto spiega che  “i tagli che sono stati previsti per la sanità e recepiti dal testo presentato dal governo e votato dalle commissioni sono quelli concordati con le Regioni nella sede della Conferenza Stato-Regioni con l’unanimità delle Regioni presenti”.  Le misure sono contenuta nel decreto Enti Locali sui cui governo ha posto la fiducia che verrà votata oggi in serata al Senato in prima lettura. Ieri per ben 4 volte è mancato il numero legale così che non è stato possibile votare le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni. L’Aula del Senato oggi è in numero legale ed ha dato il via libera alla fiducia posta dal governo sul disegno di conversione in legge del decreto Enti locali. I sì di Palazzo Madama sono stati 163, 111 i voti contrari, nessun astenuto. Il provvedimento, sul quale il governo ha presentato un maxiemendamento, passa ora alla Camera per l’ok definitivo.

E’ comunque un segnale politico da non sottovalutare, soprattutto al Senato dove la maggioranza si regge su un margine ristretto di voti. Un malessere evidentemente che arriva da più parti. A quello ormai consolidato della minoranza del Pd, si sta aggiungendo quello dei centristi dell’Ncd che vedono il loro ruolo sminuire potenzialmente di importanza dopo la rottura di Verdini e l’uscita dei verdiniani da Forza Italia e che daranno vita domani al nuovo gruppo che si chiamerà “Alleanza Liberalpopolare autonomie”. Sono punture di spillo con lo scopo ben preciso di far capire cosa potrebbe succedere in un voto di fiducia se mancasse l’appoggio di tutti. Renzi ha assicurato che non i verdiniani non entreranno mai nel Pd e che già in passato hanno votato a favore delle riforme, quindi non vede problemi di sorta né tantomeno tentativi di allargare la maggioranza o di sostituire i dissidenti.

Il disegno di legge indica in 2,352 miliardi i tagli previsti per il 2015. Numeri che fanno dire ai parlamentari del M5S che “sulla Sanità italiana sta per abbattersi una vera e propria scure con cui il governo taglierà in maniera lineare servizi e prestazioni mediche”. D’altronde il governo ha già annunciato una massiccia riduzione della pressione fiscale, quindi i soldi per finanziarla da qualche parte devono essere tolti. Una riduzione fiscale che, dice il Presidente del Consiglio, “procede con cadenza fissa e puntuale alimentata dalla stabilità che è tornata di casa in Italia. Su questo intendiamo investire per dimostrare che l’Italia non è più il Paese delle tasse”. Insomma per Renzi “l’Italia si è rimessa in moto”.

Ma i 5Stelle parlano di “vera e propria macelleria sociale”. “2,3 miliardi di euro in meno ogni anno da qui al 2017, con la conseguenza che se avrai i soldi potrai curarti, diversamente sarai spacciato. Il governo tenta di far credere che si tratti di risparmio e razionalizzazione della spesa, ma metodo e calcoli di questa politica per fare cassa sono stati già bocciati anche dal Servizio di Bilancio del Senato. Secondo i tecnici del Senato, infatti, sul taglio all’acquisto di beni e servizi c’è un’evidente difficoltà di conseguire un risparmio pieno nell’anno in corso. Il piano del governo è chiaro: andare verso una privatizzazione della Sanità per poi spostare i soldi sul presunto taglio delle tasse con cui Renzi tenterà di recuperare consensi”.

A difendere il provvedimento e precisare i numeri Emilia Grazia De Biasi, Presidente della Commissione Sanità del Senato, che intervenendo in Aula a Palazzo Madama ha detto che i titoli dei giornali in cui si legge “che in questo provvedimento ci sono sette miliardi di tagli sulla sanità” non sono veritieri. “I cittadini italiani sappiano che quei sette miliardi non sono presenti in questo provvedimento”. “In questo provvedimento – sottolinea la senatrice – c’è quanto già deciso da tempo dalle Regioni: sulla base di una richiesta del Governo di un taglio di quattro miliardi, le Regioni hanno scelto di operare risparmi per 2,3 miliardi circa nel campo della sanità. Possiamo opinare, ma questa è la realtà e di questo stiamo parlando”.

Ginevra Matiz

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