domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti. Dalla UE un accordo deludente
Pubblicato il 21-07-2015


Sbarchi migrantiGli sbarchi continuano. Sono all’ordine del giorno e la contabilità in costante aumento. Il prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, nel corso di un’audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, ha reso noti le cifre da cui risulta che al 21 luglio il numero di sbarchi è in sostanziale equilibrio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: 85.361 persone. “Il trend – ha detto – forse ci consentirà di restare al di sotto della pianificazione nazionale che ci faceva temere di superare le 200 mila persone, invece sono 170 mila circa”. Numeri che arrivano nello stesso giorno in cui a Bruxelles viene chiuso l’accordo per la redistribuzione dei migranti. Un accordo al ribasso che lascia tutti un po’ di delusione. Ma almeno per la prima volta nella storia della sua storia la Ue ha dato alla luce un accordo per la redistribuzione dei migranti che hanno diritto alla protezione internazionale arrivati a migliaia in Italia e in Grecia. Solo 32mila contro i 40mila su due anni fissati come obiettivo, ma Bruxelles, pur ammettendo di essere “delusa”, assicura che questo gap di 8mila rifugiati verrà raggiunto entro fine anno.

Le cifre dell’intesa indicano inequivocabilmente per quali paesi sono “deludenti o addirittura imbarazzanti”, ha detto il ministro degli esteri lussemburghese Jean Asselborn che ha gestito i negoziati come presidenza Ue. Esulta invece il ministro degli Interni Angelino Alfano per il quale con l’intesa stretta con la Ue “abbiamo avuto molto di più di quello che tutti i governi precedenti avevano mai pensato di avere” sull’immigrazione.

Il numero complessivo target era 60mila, di cui 20mila reinsediamenti di profughi dai campi fuori dall’Ue e 40mila ricollocamenti di quelli già presenti in Italia e Grecia. Si è raggiunta la cifra di circa 24.500 per i primi, ovvero una ‘eccedenza’ di circa 4.500 di cui la metà è già stata ‘spalmata’ sui secondi, che erano fermi a 30mila e che ha permesso così di portarli a 32.256. I reinsediamenti restano così ora 22.504, ma gli ulteriori 2.504 in più, hanno successivamente precisato Commissione e presidenza Ue, non possono almeno per ora essere usati per ‘compensare’ i ricollocamenti per la contrarietà o l’impossibilita’ da parte di alcuni stati membri. In totale, comunque, per ora è assicurata la protezione di 54.760 migranti.

Il gap da colmare entro fine anno, con una nuova riunione dei ministri degli interni dei 28 a fine novembre o dicembre, sarà quindi di quasi 8mila migranti. A non volere nessuno dei profughi da Italia e Grecia l’Austria, secondo cui i due paesi sono sottoposti a una pressione migratoria inferiore alla propria e che non fanno il loro dovere evitando di registrare i migranti. Nessuna solidarietà nemmeno da Ungheria, che sta costruendo un muro per bloccare gli arrivi dalla Serbia, e nemmeno da Gran Bretagna e Danimarca che hanno un opt-out in materia. L’Irlanda, invece, che poteva avvalersene, ha voluto dimostrare solidarietà ed accoglierne 600. Anche la Spagna, che sostiene di fare già moltissimi sforzi alle sue frontiere, ne ha accettati solo 1.300 contro i circa 4mila che le aveva chiesto la Commissione. Oltre un terzo dei rifugiati sarà accolto da Germania e Francia da sole, rispettivamente con 10.500 e 6.752.

Più generosità, invece, sul fronte reinsediamenti, dove solo l’Ungheria ancora una volta s’è tirata indietro e a cui si sono aggiunti anche Norvegia, Islanda, Svizzera e Liechtenstein. La stessa Italia ha dato la disponibilità ad accogliere 1.989 nuovi profughi, e la Grecia 354. Questi verranno selezionati tra siriani, iracheni, eritrei e somali negli hot-spot che verranno messi in piedi nei paesi terzi come Turchia, Libano e Giordania dove ci sono i campi profughi. “Siamo protagonisti di un’umanità praticata, non solo dichiarata a parole”, ha sottolineato Alfano.

Italia e Grecia, in cambio, si impegnano a registrare i migranti e a prendere loro le impronte digitali. Ma, ha avvertito ancora Alfano, l’attuazione di queste misure avanzerà “con la stessa progressione e progressività con cui si procederà relativamente al completamento dei numeri che deve portarci a 40mila”. Quello che “è importante”, ha sottolineato il commissario Ue Dimitri Avramopoulos, è “da ottobre si potrà partire” con i ricollocamenti per i 20mila del primo anno, dopo il parere dell’Europarlamento atteso per settembre.

L’accordo è criticato anche dall’ex ministro e ora eurodeputata Ce’cile Kyenge del Pd, responsabile del rapporto parlamentare sulla crisi umanitaria nel Mediterraneo. “Gli Stati Membri non sono riusciti a trovare un comune accordo per ricollocare appena 40 mila rifugiati, fermandosi a circa 32 mila, dopo cinque mesi di confronto. Questo è deludente e preoccupante”. “La Commissione europea ha avanzato una proposta coraggiosa. La commissione competente del Parlamento Ue la settimana scorsa ha fatto propria questa proposta di ricollocazione di 40 mila richiedenti asilo e già lo ritenevamo un numero limitato”. “Aver ristretto questa cifra è responsabilità degli Stati Membri e rappresenta una vero e proprio schiaffo al principio di solidarietà. Ma la battaglia prosegue”.

Numeri simili a quelli del Ministero dell’Interno vengono riferiti dal Direttore Centrale Immigrazione e Polizia delle Frontiere della Polizia di Stato, Giovanni Pinto nel corso di un convegno: “Nel 2013 e nel 2014 sono arrivati in Italia 170 mila migranti, quest’anno già viaggiamo sulle stesse cifre e forse arriveremo a 200 mila. Siamo di fronte a una situazione senza precedenti”. “Ho parlato con personale dell’Unhcr e mi hanno detto che tra Niger e Nigeria stanno preparando campi per 500 mila sfollati”. Si tratta delle persone che fuggono dalle violenze del gruppo terroristico di Boko Haram.

Redazione Avanti!

 

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