mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Napolitano si schiera con Renzi e difende le riforme
Pubblicato il 15-07-2015


Napolitano-RenziBelle o brutte bisogna farle per forza. L’ex presidente della repubblica Giorgio Napolitano si schiera con forza a sostegno delle riforme costituzionali ora all’esame della prima commissione del Senato per la terza lettura. E lo fa intervenendo in Commissione Affari costituzionali del Senato. E non poteva essere diversamente visto l’appoggio che Napolitano aveva già dato da Presidente della Repubblica alle riforme. E il tutto arriva all’indomani della pubblicazione di alcune intercettazioni sul Fatto Quotidiano in cui il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il comandante interregionale della Guardia di finanza Matteo Adinolfi parlano del governo e del Presidente del consiglio che in quel momento era Enrico Letta.

Per Napolitano la riforma costituzionale deve essere approvata, senza stravolgimenti del testo del ddl, altrimenti si andrà verso “un nulla di fatto”. E sarebbe “un lusso che l’Italia non può permettersi”. Insomma è chiaro l’avvertimento di Napolitano: “Considero questa terza lettura una fase preconclusiva dell’iter del ddl, altrimenti ci si avventura su strade che conosciamo” e che portano verso “il disfare la tela e scivolare verso il nulla di fatto, come ho clamorosamente – ricorda – denunciato nel mio messaggio per la rielezione” a Capo dello Stato. “Bisogna arrivare alla conclusione” di tutto l’iter parlamentare del ddl costituzionale, “e comunque c’e’ una maggioranza che lo ha votato sia alla Camera che al Senato”. Quanto alle richieste di intervenire sull’attuale testo, per Napolitano “sono ben formulabili le istanze di modifica, purché con senso della misura, perché il rischio è disfare la tela ed è un lusso che l’Italia non può permettersi”.

Una uscita improvvisa quella del Senatore a vita che fa dire al leghista Roberto Calderoli, con la tipica ironia del personaggio (che però spesso ci azzecca), che “pensavamo che gli autori del ddl delle riforme fossero Renzi e Boschi e invece è Napolitano. D’Altronde l’assassino torna sempre sul luogo del delitto”. Calderoli è di parere diametralmente opposto al presidente emerito della Repubblica: “Il testo va modificato profondamente – ha detto – altrimenti non va da nessuna parte, perché è un testo che non ha i numeri in Senato”. Ma probabilmente è già pronto il soccorso di verdini e dei suoi in sostituzione dei 25 senatori del Pd che si sono detti contrari a questa riforma. Pd che continua a scendere nei sondaggi.

A favore di modifiche che non stravolgano l’impianto si schiera il Gaetano Quagliariello di Ap: “Napolitano ha svolto un intervento – ha detto Quagliariello – condivisibile nell’impianto e financo nelle virgole”. In particolare secondo il coordinatore nazionale di Ncd va conservato l’impianto che attribuisce al futuro Senato la funzione “di raccordo tra il legislatore nazionale e il legislatore regionale”. Quindi “sì a interventi migliorativi purché non stravolgano l’impianto” del ddl. Quagliariello ha rilanciato la propria proposta, quella per la quale i futuri senatori siano eletti in appositi listini in concomitanza con i Consigli regionali.

“Non si tratta di un compromesso ma di una soluzione al doppio ruolo del Senato. Se i senatori dovranno rappresentare i Consigli regionali – ha osservato – dovranno essere connessi ad essi. D’altra parte avranno anche funzioni legislative che richiedono una connessione con il mandato popolare”.

Ginevra Matiz

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