sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Nasce il Crea, il Consiglio
per la ricerca agricola
Pubblicato il 07-07-2015


creaDopo anni di proposte e progetti finalmente il Cra (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura) e l’Inea (Istituto nazionale di economia agraria) si fonderanno per diventare il “Crea“ (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria). Il Crea è stato presentato nella sede dell’Expo 2015, alla presenza del Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Luigi Nicolais, da Salvatore Parlato, commissario straordinario del nuovo ente, insieme ai due sub commissari Alessandra Gentile e Michele Pisante. “Il Crea, così riformato – ha affermato Parlato – si presenta più agile e compatto, più sintonizzato sulle esigenze del territorio e dell’impresa, più pronto a cogliere opportunità di finanziamento nazionali ed europee e a valorizzare l’eccellenza scientifica dei suoi ricercatori. Intendiamo essere il sostegno del ‘made in Italy’ di fronte alle grandi sfide dell’agroalimentare”.

Gli obiettivi del Crea saranno un innalzamento qualitativo della ricerca, grazie al maggior accesso alle apparecchiature scientifiche e all’accresciuta possibilità di confronto tra ricercatori, una maggior economicità della gestione e migliore organizzazione, anche di tipo amministrativo e un maggior coordinamento delle attività e miglior capacità di controllo e monitoraggio dei risultati, rispetto agli obiettivi strategici e di indirizzo scientifico. In una dichiarazione rilasciata dal Ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina si legge che l'”obiettivo della fusione è garantire e rilanciare le aree di intervento e di azione dei due enti, con un maggiore collegamento alle esigenze del mondo produttivo, dando risposte concrete ad un settore come quello agroalimentare che necessita fortemente di un soggetto autorevole e di riferimento nel campo della ricerca e dello studio economico”.

“Il Crea sarà protagonista – ha continuato Martina – del rilancio della ricerca e dell’analisi economica per il settore agroalimentare. Vogliamo valorizzare la grande professionalità dei nostri ricercatori, consapevoli dell’importanza del lavoro che è stato portato avanti fino ad oggi. L’Italia non è all’anno zero nella ricerca, lo dimostrano i risultati che abbiamo a livello internazionale negli studi sulla genomica vegetale e animale. Abbiamo davanti la grande occasione europea di ‘Horizon 2020’, dove il nostro Paese deve essere alla guida di uno sviluppo delle linee di studio e di innovazione”.

Intervenendo alla presentazione, Lorenzo Micheli dell’Ufficio di Gabinetto del Miur ha confermato l’intervento del Ministero dell’Istruzione nella ricerca agroalimentare. In particolare, attraverso il Fondo integrativo speciale per la ricerca, partiranno a breve dei “PhD Cibo e sviluppo sostenibile”, che dureranno tre anni e avranno l’obiettivo di sostenere gli studi e favorire l’inserimento nel mondo del lavoro dei ricercatori in campo agroalimentare.

Il nuovo assetto del Crea prevede, distribuiti in tutto il territorio nazionale, 12 Centri di ricerca, ciascuno con una o più sedi di cui 6 disciplinari: genomica e bioinformatica, agricoltura e ambiente, difesa e certificazione, ingegneria e trasformazioni agroalimentari, alimenti e nutrizione, politiche e bioeconomia di filiera, cerealicoltura e colture industriali, colture arboree, agrumi e olivo viticoltura ed enologia, orticoltura e florovivaismo, zootecnia e acquacoltura, foreste e produzioni del legno.

Alessandro Munelli

 

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