giovedì, 8 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Nencini: la Grecia non poteva stare fuori dall’euro
Pubblicato il 13-07-2015


Renzi-Tsipras-MerkelL’accordo sulla Grecia strappato all’ultimo minuto ha dato il via ad una serie di reazioni interne da parte di partiti e leader politici. Renzi ha invitato a non fare né “trionfalismi né giudizi riduttivi” su un accordo che “non era scontato”. “Penso – ha detto ancora – si sia raggiunto un primo accordo importante per la Grecia, ma la vera sfida oggi è creare una nuova visione per l’Europa: ne abbiamo assolutamente bisogno”. Un discussione che Renzi ha definito “aspra e difficile”, durante la quale l’Italia ha lottato per evitare che la Grecia venisse umiliata, ma soprattutto per “Difendere l’Europa”. Lo spettro della Grexit si è affacciato più volte durante la notte. La Grecia alla fine ha accettato tutte le richieste europee; per Renzi l’errore di Atene è stato lo strappo creato con il referendum. “E’ lì – ha detto – che o stato minato il concetto di fiducia”. Ora Atene deve fare le riforme, ripete Renzi, che sono “sacrosante”, proprio come ha fatto l’Italia che ha messo in campo riforme strutturali “tra le piu’ significative della storia dell’Ue in termini di quantità e rapidità”. L’importante, avverte, “è che adesso non inizi il derby Merkel-Tsipras: a vincere deve essere l’Europa ed è in questa direzione, la direzione della ‘ragionevolezza’, che ha lavorato l’Italia”.

Sull’accordo all’Eurosummit, che ha scongiurato l’uscita della Grecia dall’euro, per il segretario del Psi Riccardo Nencini “c’è un pacchetto di Paesi in Europa, guidato dalla Germania ma non è soltanto la Germania, sono i Paesi dell’Est e del Nord che dal punto di vista del rigore non cedono di un millimetro. Io do una lettura positiva della riammissione a pieno titolo della Grecia. Nonostante quel pacchetto di Paesi” del rigore, è importante “che l’Europa mediterranea sia riuscita a favorire il ritorno a pieno titolo della Grecia”. Riccardo Nencini, valutando l’esito dei negoziati, ha aggiunto “Io ho detto una settimana fa, dopo la vittoria di Tsipras al referendum che aveva vinto in Grecia, ma aveva perso in Europa. L’Unione Europea non aveva altra strada che questa, quella cioè di riassociare la Grecia a pieno titolo all’interno dell’unione. Non poteva fare diversamente- ha proseguito-, perché ancora oggi la costruzione è troppo fragile e non si poteva togliere un mattone anche per motivi geopolitici, leggasi Putin”.

Dalle opposizioni sono arrivate invece forti critiche con Grillo che ha parlato di strategia del terrore da parte dell’Eurogruppo: “Colpirne uno per educarne cento”. Parole a cui il penta stellato Luigi Di Maio ha aggiunto: “L’Italia non diventerà mai una colonia delle banche europee. Ci batteremo per andare al Governo il prima possibile e una volta lì ascolteremo davvero i bisogni delle persone”. Durissimi anche i commenti che sono arrivati dalla Lega che ha definito “una buffonata” l’accordo greco. “Mi pare che l’Ue (Germania in testa) si sia ‘comprata’ la permanenza della Grecia nell’Euro promettendo 80 mld (che Renzi non si permetta di far pagare un solo euro agli italiani!) in cambio di ‘svendite’ e regali alle solite multinazionali”. Calderoli ha aggiunto che “Il premier ellenico si è dimostrato essere l’esatta copia di Renzi: un burattino nelle mani della Merkel, che ha illuso il proprio popolo calpestando senza alcuno scrupolo il voto popolare, in nome della dittatura europea e di quelli che la presidente della Camera ritiene essere dogmi, ma che sono in realtà sbarre di quella gabbia che rinchiude le legittime aspirazioni dei popoli e cancella identità in modo subdolo e crudele ”.

Da Sel ha commentato Arturo Scotto, capogruppo alla Camera per il quale “Con l’accordo è stata scongiurata la linea tedesca che voleva il Grexit. I paladini dell’austerity hanno provato a fare un ricatto nei confronti di Tsipras, hanno provato a piegarlo, hanno provato a soffocare nella culla la possibilità di un altro discorso sul futuro della Grecia e dell’Europa. Il vero obiettivo politico del governo tedesco, e dei paladini dell’austerità, è fare fuori l’anomalia di un governo di sinistra, quello guidato da Tsipras e dire a tutta l’Europa che non c’è alternativa all’austerità”.

Un inaspettato appoggio Renzi lo ha incassato da Forza Italia: “Una volta tanto ha ragione Renzi. Nessun trionfalismo. Ovviamente meglio un accordo che nessun accordo. Meglio un compromesso che la rottura. Detto questo, però, i problemi rimangono ancora tutti aperti. E i problemi  non si chiamano Grecia, ma si chiamano Europa. Con l’Italia assente, senza idee, senza proposte, chiamata solo a pagare e obbedire. Non era mai successo”. È quanto ha afferma Renato Brunetta, presidente dei deputati di Fi che ha continuato: “Il problema dei problemi si chiama bassa crescita dell’Europa. Il problema dei problemi è che l’Europa, dopo sette anni, non è ancora uscita dalla crisi”.

In ultimo il Presidente della Camera Laura Boldrini secondo la quale l’accordo sulla Grecia “è l’occasione per rimettere in discussione i dogmi dell’Europa e quindi non abbandonare i paesi in difficoltà perché questo è contrario allo spirito europeo”.

Ginevra Matiz

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Egregio Signor Segretario, un altro brillante articolo. Grazie.
    Quello che non si comprende è il motivo per il quale il referendum sia stato indetto prima dell’accordo. A rigore di logica, il referendum dovrebbe tenersi adesso, per ratificare questo accordo che offre nuova speranza alla Grecia e all’Europa in genere. Avrei preferito che la Grecia uscisse temporaneamente dall’Unione e varasse un piano di autosufficienza, a lungo termine, per risollevarsi da sola e con dignità, ma forse questa era utopia e senza euro non si va da nessuna parte. Confesso, però, che l’euro come dogma mi spaventa. Cordiali saluti, Mosca.

Lascia un commento