venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Nuove misure dell’AIA
su rifiuti ed industrie
Pubblicato il 28-07-2015


aiaDopo lunghe attese l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale, ndr) ha finalmente completato il processo di accorpamento in un unico testo di norme riguardanti sia siti industriali sotto sequestro sia stoccaggi importanti di rifiuti. Difatti con un provvedimento urgente il Governo ha decretato la possibilità di continuare l’esercizio dell’attività d’impresa di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale. Alcuni già parlano dell’ottavo decreto “Salva Ilva”, con riferimento allo stabilimento di Taranto, ma le norme interessano direttamente anche lo stabilimento di Monfalcone della Fincantieri, dato che entrambi sono sottoposti a sequestro giudiziario.

Il D.L. n. 92/2015 garantisce, in caso di sequestro giudiziario, “il necessario bilanciamento tra le esigenze di continuità dell’attività produttiva, di salvaguardia dell’occupazione, della sicurezza sul luogo di lavoro, della salute e dell’ambiente salubre, nonché delle finalità di giustizia”, e risolvendo tale operazione di bilanciamento a favore dell’esercizio dell’attività di impresa degli stabilimenti di interesse strategico nazionale. Deve però trattarsi di un provvedimento di sequestro riferito a ipotesi di reato inerenti alla sicurezza dei lavoratori. Vediamo più in dettaglio cosa prevede il D.L. 4 luglio 2015, n. 92, il quale, per inciso, reca “Misure urgenti in materia di rifiuti e di autorizzazione integrata ambientale (AIA), nonché per l’esercizio dell’attività d’impresa di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale” (G.U. n. 153 del 4 luglio 2015). Le modifiche apportate dall’art. 1 del D.L. n. 92/2015 al TU Ambientale (D.Lgs. n. 152/2006) riguardano le definizioni di produttore, deposito temporaneo e raccolta. In particolare, da ora il “produttore iniziale” dei rifiuti non sarà più solo il soggetto che produce rifiuti con la propria attività ma anche il “soggetto al quale sia giuridicamente riferibile detta produzione”, definizione che, in via di prima approssimazione, ci sembra possa introdurre un profilo di criticità nella individuazione del produttore laddove vi siano dei lavori eseguiti in virtù di rapporti contrattuali tra committente ed esecutore dei lavori. Cambia anche la definizione di raccolta di cui alla lettera o) dell’art. 183, comma 1, del TUA (D.Lgs. n. 152/2006), che viene estesa, ricomprendendo adesso anche la fase del deposito preliminare alla raccolta; infatti, adesso per raccolta deve intendersi “il prelievo dei rifiuti, compresi la cernita preliminare e il deposito preliminare alla raccolta, ivi compresa la gestione dei centri di raccolta di cui alla lettera “mm”, ai fini del loro trasporto in un impianto di trattamento”.

Infine, un’ultima modifica consente di poter effettuare il deposito temporaneo nell’intera area in cui si svolge l’attività che ha determinato la produzione dei rifiuti. Peraltro, il deposito temporaneo, in virtù delle modifiche introdotte dal D.L. n. 92/2015 deve essere inteso sia il raggruppamento dei rifiuti, sia il deposito preliminare alla raccolta ai fini del trasporto di detti rifiuti in un impianto di trattamento, effettuati, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti. In tal modo, il legislatore d’urgenza mira ad assicurare la coerenza e l’uniforme applicazione delle definizioni di produttore, di raccolta e di deposito temporaneo di rifiuti, così da uniformare la disciplina nazionale con quanto stabilito dalla direttiva quadro sui rifiuti 200898UE, con particolare riferimento alle attività che costituiscono l’iter tecnico-amministrativo di produzione e gestione dei rifiuti. La condizione per la prosecuzione dell’attività, senza soluzione di continuità, è la predisposizione – “nel termine perentorio di 30 giorni” dal sequestro – di “un piano recante misure e attività aggiuntive, anche di tipo provvisorio, per la tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro, riferite all’impianto oggetto del provvedimento di sequestro (piano che deve essere comunicato non solo all’autorità giudiziaria procedente, ma anche ai Vigili del fuoco, agli uffici della ASL e dell’INAIL competenti per territorio per le rispettive attività di vigilanza e controllo, per un costante monitoraggio delle aree sequestrate, anche mediante ispezioni).

Alessandro Munelli

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