domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ocse. Dramma giovani, 42% senza lavoro   
Pubblicato il 09-07-2015


Giovani-lavoroIl ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ancora una volta sottolinea che l’Italia non ha nulla da temere dalla Grecia. Se nel 2012 il rischio di un contagio poteva essere elevato (a luglio di quell’anno lo spread superava i 500 punti base mentre ora viaggia intorno ai 150), ora “l’euro è più forte” per i grandi progressi nell’integrazione a livello europeo e anche “l’Italia è più forte e resistente, perché fa le riforme e torna a crescere”.

Anche se, avverte l’Ocse nel suo rapporto sull’occupazione, “la crescita dell’Italia resterà timida per un po’ di tempo”, con un Pil in aumento nel 2015 e nel 2016 ma “al di sotto della crescita prevista per l’eurozona e l’insieme dell’Ocse”. Il problema maggiore resta proprio il lavoro, con il 42,7% dei giovani  senza un occupazione e il 56% degli impiegati under-25 che e’ precario. La visione dell’Ocse trova riscontro anche in quella del Fondo Monetario Internazionale, che conferma le stime di crescita ma evidenzia come l’Italia resti la maglia nera fra i paesi dell’area euro esaminati del Fmi.Sul fronte greco, Padoan non risparmia critiche a quanto successo negli ultimi mesi di trattative: se “l’Italia ha sempre lavorato per favorire un accordo”, c’è stato “sul fronte dei creditori un progressivo irrigidimento da parte della maggioranza dei Paesi” ma soprattutto “sul fronte greco si è mantenuto un comportamento spesso sconfortante”, che ha portato al “reiterarsi di riunioni spesso inconcludenti” che “hanno fatto perdere molto tempo”.

Ricordando che dal 2010 sono arrivati in Grecia 260 miliardi di euro e che l’Italia “da sola ha contribuito con 35,9 miliardi di euro” che hanno un’incidenza sul debito di 2,3 punti di Pil, “già contabilizzati”, il ministro ora avverte una “situazione nuova”, scaturita dalle aperture del governo greco che verranno affrontate alla prossima riunione dell’Eurogruppo, in programma sabato 11 luglio prossimo. Dopo la chiusura del precedente piano di aiuti, “si apre un nuovo cantiere” sulla Grecia in cui, spiega Padoan anticipando di fatto quella che presumibilmente sarà la posizione dell’Italia al tavolo delle trattative, intende essere “molto collaborativa”.

Ma il ministro pone anche alcuni paletti su come dovranno muoversi le trattative in futuro. Il vero problema “non è austerità sì o no, ma è come tradurre in crescita questa finestra di opportunità che – avverte – potrebbe essere più stretta e più breve di quanto ci si possa attendere”. Allo stesso tempo, non è possibile fare solo affidamento al Quantitative Easing di Mario Draghi, perché se “crea condizioni per tassi di interesse contenuti di cui beneficiano le finanze pubbliche e i privati che fanno investimenti, sia imprese che famiglie”, da solo “è comunque insufficiente, la sua efficacia dipende in misura cruciale dal miglioramento strutturale dell’economia”. Un miglioramento che può avvenire solo con la ricostruzione di un clima di fiducia, e accrescendo “il capitale di fiducia, non solo per consolidare la Grecia ma anche per consolidare l’Europa”.

E’ il momento di “orientare il dibattito su temi di lungo termine” per non restare “intrappolati in una visione unilaterale e di basso profilo”.

Redazione Avanti!

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